Musei a Catania. Un biglietto unico per visitare il museo civico Castello Ursino e la Galleria d’arte Moderna (Gam) con la mostra dedicata a Eugenio Russo. Un’occasione da non perdere per accedere al maniero federiciano e scoprire l’universo dell’artista e scultore catanese, “delle forme dai sentimenti degli antichi valori“.
Musei a Catania: biglietto unico fino al 12 marzo
I musei a Catania cercano di reagire alla crisi scaturita dall’emergenza sanitaria. Dal 23 febbraio al 12 marzo acquistando un biglietto di ingresso per il museo civico Castello Ursino sarà possibile visitare anche la mostra allestita presso la Gam di via Castello Ursino.
I giorni e gli orari di ingresso sono: da lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 19.00. Un’opportunità per scoprire le bellezze della città di Catania. La possibilità, ancora, di manifestare la voglia concreta di far ripartire la macchina culturale, troppo spesso bistrattata.

La mostra ospitata dalla Galleria d’arte Moderna si snoda attraverso una selezione delle opere dell’artista e dello scultore catanese provenienti dall’esposizione del Museo Emilio Greco (attualmente chiuso per lavori di ristrutturazione).
Dal Castello Ursino alla mostra dedicata a Eugenio Russo
Eugenio Russo, è nato a Catania nel 1910. Ha conseguito il diploma a Roma presso l’Accademia di Belle Arti nel 1934. Ha insegnato “Plastica” presso il Liceo Artistico e gli Istituti d’Arte di Catania e di Giarre e “Scultura” presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Le sue opere meditano sentimenti di antico valore. L’amore materno, familiare e agricolo. Affrontano, ancora, temi religiosi e intrisi di un’intima spiritualità. Scultore, ma anche poeta. I suoi piccoli componimenti raccontano di una personalità riservata, ma ricca di sentimenti pregnanti e assoluti.

Per comprendere il lavoro di Eugenio Russo è bene ricordare le parole di Attilio Crespi sull’Osservatore Romano del dicembre 1942 per la collettiva tenutasi presso la “Galleria di Roma”: «Esiste nell’estremo meridione d’Italia una ben precisa corrente a intendere plasticamente per piani larghi e riassuntivi, schivi di qualsiasi illeggiadrimento della forma, come se un’arsura di essenzialità la prosciughi e la riduca a soli volumi; le figure si rivelano come una realtà mummificata da cui emani una costante melanconia e in cui viva solo un’antica vita impietrita col tempo.»
All’interno della mostra le figure dell’universo femminile ritratto da Russo sono poste a colloquio con alcuni dei capolavori esposti all’interno del Castello Ursino. Tra questi la “Statuetta raffigurante Igea”, dea della salute e dell’igiene di epoca romana o il “Torsetto di Afrodite” di epoca ellenistica. Le opere di ispirazione religiosa, inoltre, si confrontano con la cinquecentesca “Madonna col Bambino” della Bottega di Lorenzo Credi o l’ottocentesca “Madonna del Giglio” di Giuseppe Rapisardi, padre del più noto pittore ottocentesco catanese Michele Rapisardi.



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