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La fine arte pittorica di Michele Rapisardi

Pittore romantico, onirico sensuale, questo fu il catanese Michele Rapisardi

Vogliamo farvi scoprire l’opera emozionante ed elegante del pittore romantico catanese Michele Rapisardi. Sue opere si trovano esposte nel museo civico di Castello Ursino a Catania, nella Chiesa di San Placido, nella Chiesa Madre di Mascalucia e a Palazzo Pitti di Firenze, oltre che sparse in collezioni private.

La prima formazione di Michele Rapisardi

L’artista nacque a Catania il 27 dicembre 1822 da Giuseppe Rapisardi, pittore e ritrattista e da Rosaria de Luca. Da subito si manifestarono le sue doti artistiche. Fu iniziato all’arte dal padre, successivamente ottenne dal Decurionato di Catania una sovvenzione di dodici ducati al mese per proseguire i propri studi. Fu allievo, per quattro anni, del pittore messinese Natale Carta e di altri artisti. Per breve tempo studiò a Parigi.

A Roma e Firenze

Michele Rapisardi si trasferì a Roma dove frequentò l’Accademia di Francia a Villa Medici e l’Accademia delle Belle Arti di San Luca. Nel 1846 vinse dei premi nei concorsi indetti dall’Accademia dei Virtuosi al Pantheon e dall’Accademia di San Luca. Nel 1847 si spostò a Firenze dove studiò dal vivo le opere di Raffaello, Michelangelo e del Beato Angelico, dedicandosi anche alla realizzazione di soggetti storici e contemporanei. Fece più volte avanti e indietro ma poi, negli ultimi anni si stabilì a Firenze. Qui, Michele Rapisardi frequentò il famoso Caffé Michelangelo. I suoi studi sulla luce lo condussero anche a Venezia. L’artista catanese si avvicinò in questi anni ai Macchiaioli e alla pittura realista.

Michele Rapisardi attinge molte volte al personaggio di Ofelia. La resa dei particolari del viso, lo sguardo rendono quest'opera una delle migliori espressioni della sua arte.
A Castello Ursino è custodito il quadro “testa di Ofelia pazza”, datato 1865, uno dei capolavori di Michele Rapisardi. La resa dei particolari del viso, lo sguardo rendono quest’opera una delle migliori espressioni della sua arte. Foto: Sabrina Portale

Michele Rapisardi: il pittore delle donne belle e sensuali

Uno dei soggetti prediletti da Rapisardi nelle sue opere sono le donne. Non a caso è un fine pittore di bellissimi soggetti femminili, colti nella loro psicologia, nel loro essere consapevoli della propria bellezza ammaliante. Le donne di Rapisardi hanno visi armonici e forme corporee perfette. Tanti sono i soggetti ritratti: Ofelia, le bagnanti, le tre Grazie, le velate, l’odalisca, l’orientale. L’artista era particolarmente attratto dal personaggio di Ofelia che replica più volte con tante varianti diverse. Rapisardi ne studia l’animo di donna insana che riflette nello sguardo che ammalia e rapisce ogni spettatore.

L’acme della sua arte

La sua produzione artistica raggiunse l’acmè tra il 1858 e il 1861. Verso la fine del 1864, su proposta del Ministero della Pubblica Istruzione, Rapisardi venne nominato Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro. Nel 1867 aggiunse il titolo di Socio d’onore dell’Istituto di Belle Arti di Bologna. Inoltre, nel 1869 ottenne la nomina di professore dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e quella di Cavaliere della Corona d’Italia. A Firenze si aggiudicò la Medaglia d’oro e anche la medaglia d’argento della Società Promotrice delle belle arti.

Caratteristiche dell’arte di Rapisardi

Michele Rapisardi, nel corso della sua produzione artistica, dà vita a soggetti di vario tipo: mitologici, biblici, storici, paesaggi, scene di vita borghese contemporanea, ritratti, nudi di donna, scene di costume. L’artista fa vivere tutti i suoi personaggi rappresentandone egregiamente l’emotività, la spiritualità, il pathos con la resa cromatica, sottolineata dal gioco di luci e ombre, dai toni scuri contrapposti ai chiari, oltre che per la varietà. Durante il suo soggiorno a Parigi, Paul Delaroche lo indirizzò a una pittura sensuale, onirica, misteriosa, evocativa, suggestiva, raffinata e tendente al realismo. All’interno della sua opera questi due stili, il romantico e il sensuale convivono. Sono quasi l’uno l’evoluzione dell’altro. Chi osserva rimane rapito dai soggetti.

All'interno dello storico Giardino Bellini , lungo il corso dedicato agli illustri uomini che hanno dato gloria a Catania si trova anche il busto dedicato al pittore romantico Michele Rapisardi
All’interno dello storico Giardino Bellini , lungo il corso dedicato agli illustri uomini che hanno dato gloria a Catania, si trova anche il busto dedicato al pittore romantico Michele Rapisardi. Foto: Sabrina Portale

I quadri più famosi

Tra i suoi quadri più famosi ricordiamo: San Benedetto, La cena in Emmaus, Il sacrificio di Gedeone, Il Cuor di Gesù, La margherita, Venere, L’abbondanza, Bianco fiorentino che difende la figlia da un Nero, Federico Barbarossa vinto dalla Lega Lombarda, La disillusa, Amor pensieroso, Amor spensierato, Costume catanese, Calendimaggio, Le castellane e l’indovina, Caterina de’ Medici e l’astrologo, Il trovatore, Marianna e il paggio, Amor contrastato, Costume del quattrocento, Arcana parola, Odalisca, La corte d’amore della contessa di Sciampagna, Fanciulla americana, Marianna e il paggio, Leonardo da Vinci che schizza dal vero alcune figure, Apoteosi di Bellini, L’ Egiziana moderna, Margherita e Fausto, Se fossi ricca!, Donna che legge.

Nel 1864 realizzò il suo quadro più noto “I Vespri Siciliani“, rimasto probabilmente incompiuto. E’ un soggetto che esprime la teatralità e drammaticità del momento, uno dei più dolorosi e tragici della storia siciliana. In primo piano campeggia la figura della donna morta, retta tra le braccia, il ribelle che uccide il soldato francese con la spada, attorno a cui è rappresentato partecipe tutto il volgo, a cui fa da sfondo il meraviglioso paesaggio palermitano.

Il capolavoro di Michele Rapisardi, riconosciuto universalmente è i Vespri Siciliani, del 1864, custodito anch'esso a Castello Ursino. Raffigura uno dei momenti cruciali della storia siciliana. Il pittore rappresenta la scena più dolorosa e piena di pathos
Il capolavoro di Michele Rapisardi, riconosciuto universalmente è i Vespri Siciliani, del 1864, custodito anch’esso a Castello Ursino. Raffigura uno dei momenti cruciali della storia siciliana. Il pittore rappresenta la scena più dolorosa e piena di pathos. Fonte foto: https://www.facebook.com/Larte-figurativa-a-Catania-tra-Otto-e-Novecento-

Le opere di Michele Rapisardi a Catania e nel mondo

Nel 1850 Rapisardi ritornò a Catania, città con cui tenne sempre vivi rapporti. Michele Rapisardi soggiornò per breve tempo anche a Messina. Tornato a Catania, dove imperversava la peste, si rifugiò nella vicina Mascalucia. Qui realizzò una tela dal tema sacro, custodita nella chiesa dedicata a San Vito. Anche per la Chiesa Madre di Nicolosi dipinse un’opera sacra. Palazzo degli Elefanti ospita una tela intitolata: “Fuochi fatui“. Nella preziosa Chiesa di San Placido si trova una sua “Immacolata Concezione”.

Il Museo Civico Castello Ursino, conserva la maggior parte delle opere dell’artista catanese. Al primo piano della Pinacoteca c’è un’area a lui dedicata. A Museo si trovano: “Costume catanese”. Olio su tela. 1877.  “I Vespri Siciliani”, 1864, olio su tela. “Amore contrastato”, 1860 c.a, olio su tela “Le castellane e il menestrello”, 1850-1860 ca. Olio su tela. “L’Orientale”. 1881-83. “I primi poeti italiana alla corte di Federico II di Svevia. (Bozzetto); un acquarello dell’Interno del Monastero dei Benedettini a Catania. Sue opere sono visibili presso Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, Galleria di Palazzo Pitti (Firenze). Una delle sue “Ofelie” fu esposta all’Universale di Parigi del 1867.

Tributi a Michele Rapisardi da Catania

Michele Rapisardi morì il 19 dicembre 1886 a seguito di patologie polmonari pregresse: è sepolto nel Cimitero monumentale della Ven. Arciconfraternita della Misericordia di Firenze, il Camposanto dei “Pinti” . A uno dei suoi cittadini più illustri e apprezzati, la città di Catania ha tributato numerosi omaggi. Nel 1990 è stata allestita la mostra a lui dedicata nelle collezioni catanesi presso il Monastero dei Benedettini di Catania. Nella strada in cui ha abitato a Catania, esattamente in via Coppola, angolo via Antonino di Sangiuliano, al numero 92, è affissa una targa marmorea che riporta le parole del poeta Mario Rapisardi:

«Michele Rapisardi – il pittore corretto ed elegante – nasceva in questa casa

A lui Catania ha dedicato una via, quella che immette a Piazza Teatro Massimo. A Villa Bellini si trova il suo busto fra quello degli uomini illustri. Un artista sicuramente da promuovere maggiormente per far conoscere il suo modo di esprimere al meglio le emozioni umane.

Foto copertina: Michele Rapisardi. Autoritratto, Museo Civico Castello Ursino, Catania Metà XIX sec. Olio su tela. pagina facebook: L’arte figurativa a Catania tra Otto e Novecento

Bibliografia:
-A. Ficarra :M. Rapisardi,Catania,1987 .
-Catalogo della mostra(Catania,ex-Monastero dei Benedettini) a cura di L. Paladino,1990.
-E. Rapisardi : Vita ed Opere,Prato 1889

Fonti: https://www.identitainsorgenti.com/;https://www.antoniorandazzo.it/.

La fine arte pittorica di Michele Rapisardi ultima modifica: 2020-04-16T14:30:09+02:00 da Sabrina Portale
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