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Intervista a Melo Zuccaro: “nanareddu”per vocazione

Melo Zuccaro, catanese, artista completo che mira a riproporre la tradizione culturale popolare per emozionare

In occasione dell‘inizio delle festività natalizie, con itCatania diamo spazio ad una delle voci più rappresentative della musica e tradizione popolare siciliana e soprattutto catanese, quella di Carmelo Zuccaro, da tutti conosciuto come Melo.

Melo Zuccaro, un figlio della Civita

Un catanese doc, Melo Zuccaro è figlio dello storico quartiere della Civita e non manca mai di esprimere e dimostrare il suo amore e attaccamento per questa parte di Catania, piena di storie, riti e modus vivendi. Melo è un artista completo, che coniuga la musica che si ispira alla tradizione popolare, fortemente legata alle radici siciliane, con tutti gli ambiti dell’arte e della cultura quali teatro e letteratura.

Amo la cultura popolare, il canto, la musica  lo spirito, l'anima, il sentimento cristiano, tutto  ciò che appartiene all'antico lo realizzo con la poesia, la recitazione, percorrendo i luoghi della nostra città. "Chianu  e scinnu, percorro stradi e vaneddi per emozionare la gente!" : queste le parole sentite e veraci di Melo Zuccaro.

Amo la cultura popolare, il canto, la musica lo spirito, l’anima, il sentimento cristiano, tutto ciò che appartiene all’antico lo realizzo con la poesia, la recitazione, percorrendo i luoghi della nostra città. “Chianu e scinnu, percorro stradi e vaneddi per emozionare la gente!” : queste le parole sentite e veraci di Melo Zuccaro.

Melo Zuccaro è poeta, cantastorie, cantore delle tradizioni, musicista e narratore. Un artista completo che si impegna quotidianamente a far conoscere le tradizioni più veraci. Il suo è un viaggio nella musica siciliana popolare come momento di socializzazione e condivisione.

Melo Zuccaro, lei non manca mai di esprimere il suo amore per la Civita, ci parli da protagonista, di questo quartiere così importante per Catania

« La Civita è la mia seconda madre, è il luogo dove sono nato, un quartiere che mi ha cullato da bambino e mi ha fatto crescere. Essa rappresenta appieno la città di Catania, la sua versatilità, il suo adattarsi ai cambiamenti, il suo risorgere e continuare a lottare. Questo quartiere mi lega a sé con un nodo inestricabile. Quotidianamente, anche sui social lo racconto, lo rappresento nel modo migliore. Alla Civita dedico molte delle mie canzoni in cui, con malinconia ricordo personaggi, storie, tradizioni ».

Esiste una tradizione di musica popolare catanese?

« A Catania questo tipo di tradizione è radicata e sentita grazie al contributo che hanno dato grandi artisti quali Ciccio Busacca, suo fratello, Orazio Strano, che cantano le storie dei poveri, dei vinti, usando parole arcaiche e espressioni dialettali, accompagnate da una musicalità attrattiva che rende quelle parole parte di linguaggio universale capace di arrivare a tutti colori che sanno cogliere la bellezza e la poesia. Larte dei pupi, il teatro popolare, a “nuvena de Nannareddi“, ecco io do voce a tutte queste forme di vera arte popolare».

Quanto è importante, secondo lei, mantenere il legame con la tradizione nei tempi moderni?

«La conoscenza delle tradizioni aiuta lo sviluppo delle idee e fa comprendere buona parte del funzionamento della nostra società. Pochi istituti che si occupano di cultura tradizionale/popolare. Nel 2015, nel cuore della Civita è nata l’Associazione ” U Peri d’alivu” con un’orchestra che recupera le antiche melodie tradizionali, con l’obiettivo di tramandare alle nuove generazioni il significato più profondo della musica popolare, ancora oggi viva e attuale. Spero che un giorno tutti i giovani musicisti che suonano con me possono portare avanti questa tradizione con bravura ed entusiasmo. Sono fiducioso ».

A ottobre ha ricevuto a Valverde il Premio “Passione e Cultura” per la sua attività di promotore culturale. Ci racconti questa esperienza.

Io porto avanti da 35 anni la musica tradizionale ovunque: negli ospedali, nelle carceri, nelle chiese, nelle strade, nei teatri di tutta la Sicilia. Non lo faccio per prestigio ma per dare emozioni. Della poesia, delle tradizioni dell’antico canto ,oggi più che mai, si ha di bisogno perché oggi c’è troppo rumore, troppa superficialità. Il premio che ho ricevuto a Valverde mi ha commosso ed emozionato, oltre che reso fiero. Così ho avuto modo di far conoscere ulteriormente le tradizioni popolari; in particolar modo, il premio era dedicato alla passione, quella che sta mancando ad ognuno di noi .Oggi si fa tutto con la mente ,e meno con il cuore . Io canto con il cuore! E la maggiore soddisfazione la provo quando vedo vive le emozioni ,come quella espressa da una giovane ragazza commossa, a cui ho dedicato una serenata sotto il balcone!

Melo Zuccaro ci parli della classica tradizione catanese dei “Nanareddi” di cui è il più autorevole rappresentante

« Io porto avanti l’antica novena dei Nannareddi glii antichi cantori e suonatori che, durante il periodo natalizio, cantavano a nuvena sotto la cona. I Nanareddi erano stanchi raffreddati e senza voce, ma consapevoli di portare allegria, fede e di promuovere l’arte popolare, perché proprio dal popolo venivano questi cantori e del più basso ceto, proprio come me. Erano spesso ciechi o diversamente abili, il canto e la musica, in quei giorni di festa, rappresentavano un sostentamento. Oggi continuo a far conoscere questa antica tradizione. Ormai da trenta cinque anni scrivo un pezzo recitativo dedicato al Natale; negli ultimi anni canto accompagnato da bravissimi musicisti coi quali abbiamo costituito un gruppo itinerante : “I Nanareddi” ».

I Nannareddi che si esibiscono durante le festività natalizie. Sono: Melo Zuccaro (voce), Alfio Leocata (musicista e polistrumentista), Rosalba Nicolosi (violinista e insegnante di violino), Francesco D'Arrigo (autore e commediografo), Piero Pia (mandolista), Roberto Pia (contrabbassista), Torquato Tricomi (chitarrista, musicista e scrittore).
I Nannareddi che si esibiscono durante le festività natalizie. Sono: Melo Zuccaro (voce), Alfio Leocata (musicista e polistrumentista), Rosalba Nicolosi (violinista e insegnante di violino), Francesco D’Arrigo (autore e commediografo), Piero Pia (mandolista), Roberto Pia (contrabbassista), Torquato Tricomi (chitarrista, musicista e scrittore). Fonte foto: Pagina fb: I Nanareddi.

« Cantiamo sotto le cone del centro storico catanese, come quella di via Penniniello, sotto villa Cerami, alla Civita ecc. Siamo attivi anche in altre zone della provincia Etnea e della Sicilia. Un’esperienza bellissima è stata quella di qualche anno fa a Palermo, con una sorta di gemellaggio culturale che ha arricchito tutti. Qui questa tradizione è stata insignita del titolo di patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’Unesco».

Una delle tradizionali “cantate natalizie” cantate e suonate da Melo Zuccaro e dagli altri musicisti che lo accompagnano.

Una “nannaredda” di Natale

«Sunu du orvi ca tutti li notti sutta lu me barcuni cu vuci stanca ,dopu mezzanotti cantunu lamintusi sti canzuni .Na chitarra scurdata accumpagna lu cantu cu n’ viulinu ,cantunu cu na vuci arriciatata tutta la storia di Gesù. Bamminu.Su tutti arripizzati cu nu cappucciu n’ testa e na sciallina vannu girannu pi tutti li stradi di quannu scura finu a la matina.Taccumpagna ncarusu pi la via C’ havi na mantellina di surdatu e na lu nasu na sbrizza ci l’ampia ,E non si sapi si e arrifriddatu oppuru su e na lacrima sfuiuta dopu ca mutu sa fattu na chianciuta

Tutti li notti sentu dda priera tutti li notti sentu ddi suspiri mentri appuggiatu a la spaddera di lu lettu e non pozzu durmiri .E ddu cantu m ‘ inquieta e mi frastorna mi fa pinsari lu me tempu anticu lu tempu chi è passatu e chiu non torna lu tempu duci di quann era nicu .Ricordu ddi sunati e dda cantata sulu suliddu nda na stanza mia iu misu sutta di la ncuttunata mentri fora sintiva ca chiuvia .Ricordu la me casa e la me Cona china daranci pi Gesù bamminu me patri ,e me matruzza bona ca mi vinia a giustari lu cuscinu .Na lacrima amara scinni muta mentri ancora ddu cantu sigghiuzzia e laccumpagnu cu na me chianciuta n’ sinu a quannu si perdi pi la via.

Un ricordo e un augurio che vuole lasciare ai nostri lettori

« Ho avuto la fortuna di vedere i Nanareddi in azione proprio nel mio quartiere natale e mi sono innamorato. Tanti sono i ricordi legati a questa tradizione. Condivido la nostalgia nel ricordare che, durante questo particolarissimo evento, non c’erano differenze a differenza di classe ,ricordo come la baronessa Maresca scendeva si sedeva davanti alla cona ad ascoltare i canti assieme noi bambini. Questo a sottolineare che musica popolare attira tutti in un connubio riuscito tra passione e preghiera. La musica è gioia! La rinascita di questo genere avviene soprattutto in occasione delle festività. Non sprechiamo un’occasione così importante! ».

Concludo augurandovi buone feste, quest’anno particolare da celebrare con uno spirito diverso. Vi lassu, vi salutu e vaiu nta nautra strada ,speru di lassari lanimi cuntenti e li cori chini di paroli santi! Auguru ad amici e canuscenti Paci e serenità eternamenti !

Intervista a Melo Zuccaro: “nanareddu”per vocazione ultima modifica: 2020-12-10T09:20:22+01:00 da Sabrina Portale
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