INTERVISTE

“L’Arte del Cantu e Cuntu”: intervista all’artista Cinzia Sciuto

In vista della ricorrenza della Giornata internazionale della donna, celebrata ogni 8 marzo, noi di #ItCatania, vogliamo dare voce a quelle donne che lottano per le conquiste sociali, politiche ed economiche, per le discriminazioni e le violenze, lo facciamo celebrando la Sicilia, isola femmina per eccellenza, e le tante donne che ogni giorno lavorano, portano avanti la famiglia, combattono per affermarsi e sopravvivere, diffondono cultura. Ricordiamo le siciliane Rosa Balistreri, Franca Viola , Felicia Impastato, ‘Marietta’ De Felice,  tutte donne coraggiose ed intraprendenti.

Cinzia Sciuto, poliedrica artista catanese, si spende quotidianamente per la rivalutazione della tradizione popolare siciliana. Una donna che parla alle donne, raccontando la vita e l’opera di una donna simbolo della Sicilia: Rosa Balestrieri. Ecco cosa ci ha raccontato.

Cinzia Sciuto: interprete della musica popolare siciliana

Vi abbiamo parlato dell’importanza dei cantastorie per la nostra storia della Sicilia, ricordando Ciccio Busacca. Accanto agli uomini che giravano con la propria chitarra e i cartelloni istoriati  a narrar le sanguinose vicende della nostra terra, c’erano anche donne. Oggi i nomi più conosciuti sono quelli di: Olivia Sellerio, Etta Scollo, Sara Cappello e Cinzia Sciuto.

Catanese, amante della musica dialettale siciliana, della letteratura, Cinzia Sciuto è una delle più brave e premiate cantastorie della Sicilia e straordinaria interprete della musica popolare. Cinzia recupera e ripropone la tradizione attraverso la sua sensibilità, dando vita a concerti itineranti che permettono di recuperare e ascoltare la delicatezza e l’intensità della lingua siciliana e di rimanere affascinati dai suoi contenuti. L’artista organizza eventi-palcoscenico, percorsi di riscoperta della sicilianità e attraverso le sue conferenze-spettacolo contribuisce alla conoscenza di personaggi che hanno fatto grande la storia culturale e musicale della Sicilia.

Cinzia Sciuto esercita l’arte dei cantastorie e cuntastorie, un’arte antica che fu dei greci per mezzo degli aedo, un’arte che in Sicilia non è mai morta e che continua ad incantare gli spettatori per la sua grande forza espressiva, suscitando in chi ascolta vivide emozioni.

Lei e Carmen Consoli siete due delle poche cantastorie, continuatrici del percorso iniziato da Rosa Balistreri. Cosa comporta in quest’ambito essere donna?

<< In effetti fu Rosa a fare conoscere la figura del cantastorie donna, tra gli anni 60/70 e certamente per lei non fu facile iniziare questo percorso che fino ad allora era stato riservato agli uomini, ma lei era una donna speciale. Furono i tanti episodi della sua vita travagliata che la portarono inevitabilmente a essere una cantastorie, come quando lei raccontò in musica la fine tragica di una delle sue sorelle, uccisa dal marito per gelosia. Essere cantastorie donna comporta forse avere una maggiore sensibilità nel raccontare le storie dei tanti personaggi che hanno caratterizzato le vicende tragiche della nostra Sicilia, dunque a mio parere, e non me ne vogliano i signori uomini, significa certamente avere una marcia in più.>>

Vantaggi e svantaggi di essere donna propagatrice della cultura siciliana?

<< Oggi, nel nostro tempo, credo che essere donna propagatrice della cultura siciliana non abbia alcuno svantaggio, se si ha voglia di impegnarsi a favore della cultura, essere uomo o donna non fa alcuna differenza, quello che conta è la volontà, l’impegno e la cura con cui ci si addentra in questo bellissimo mondo dove tantissime sono le cose da scoprire.>>

Le giovani generazioni come recepiscono i messaggi che lancia nelle sue performance?

<< Le giovani generazioni, recepiscono il messaggio in un modo straordinario, il 90% dei nostri giovani non conosce la tradizione popolare, non ne conosce il grande significato, non sa l’importanza che essa ha avuto e continua ad avere per la Sicilia e per noi siciliani. Quando i carusi, per la prima volta, ascoltano un brano ne rimangono incantati, affascinati oserei dire, e immediatamente iniziano a farmi domande. L’unico problema è riuscire ad arrivare a loro , e sappiamo tutti che questo è possibile solo raggiungendoli nelle scuole, ma entrare nelle scuole è abbastanza difficile, perché chi ha potere decisionale non sempre è d’accordo sul consentire di far fare uno spettacolo sulle tradizioni popolari; è quasi come se non si volesse fare conoscere e portare avanti la nostra storia culturale, musicale e poetica, e questo è davvero un grande peccato.>>

In cosa consiste l’arte del cunto che lei porta avanti con tanta passione e dedizione?

<< Si tratta di un’arte antica che fu dei greci per mezzo degli aedi, un’arte che in Sicilia non è mai morta e che continua ad incantare gli spettatori per la sua grande forza espressiva, suscitando in chi ascolta vivide emozioni. Attraverso il mio “Cantu e Cuntu”, mi impegno a far conoscere la storia di Rosa, la sua vita, i suoi brani di tradizione popolare siciliani, i suoi incontri con personaggi importanti come il poeta Ignazio Buttita e Dario Fo. E’ una sorta di viaggio in cui, mi adopero per farvi scoprire le pieghe della sua vita per raccontarvi la Rosa donna, Rosa artista, figlia, madre, moglie infelice. Lei esprimeva tutto con il suo Canto, una sicilianità che viene fuori prepotentemente e si concretizza attraverso la poesia e la musica.>>

Ai tempi dei social, come si può diffondere la grande lezione della cultura e canzone siciliana?

<< Conosciamo tutti l’importanza dei social, oramai la nostra vita gira attorno a essi, e penso sia inutile negarlo, sappiamo anche che i giovani soprattutto sono “divoratori” di social, dunque anche noi meno giovani ci dobbiamo conformare all’innovazione, andare di pari passo con la tecnologia. Cerco di farlo oltre che con le mie conferenze-spettacolo e “incursioni” su Youtube e altre piattaforme similari, anche se io preferisco sempre il dialogo dal vivo, ma ci dobbiamo adeguare alla modernità dei nostri tempi.>>

Numerosi sono i premi e riconoscimenti tributati all’artista catanese. A giugno 2019 riceverà il prestigioso Premio Donna Siciliana.

Si è occupata anche di scrittura. Ci parli del suo ultimo libro.

<< Scrivere mi è sempre piaciuto, fin da ragazzina scrivevo, in italiano, poi, nella maturità degli anni, è arrivata l’ispirazione per scrivere in lingua siciliana, e così è nata la mia silloge di poesie siciliane “Cancia lu Ventu, a cui ho abbinato un cd con diversi brani di tradizione popolare siciliana, cantati e suonati da me alla chitarra. “Cancia lu Ventu” mi ha dato tante soddisfazioni. Sono state le recensioni che su questo libro sono state scritte da persone valide e sensibili. Persone che con grande impegno si occupano di cultura siciliana, nazionale e internazionale, e questo per me è stato un grande onore e un’immensa gioia. E’ un viaggio dell’anima, i versi sono nati spontaneamente, tanto da rendere attivamente partecipe il lettore di questo iter emozionale e simbolico.>>

Qual è la sua mission?

<< La mia mission, se la vogliamo chiamare così, è cercare di raggiungere tantissime persone con il  “cantu e cuntu” e con la poesia.  Cerco di trasmettere l’amore per la nostra Terra, per le nostre radici, per ciò che siamo stati e che siamo ancora. Per ciò che saremo se non dimenticheremo, perché il futuro nasce dal passato, dal non dimenticare, dal voler ricordare e fare tesoro di questi ricordi.
Cerco di divulgare quanto più possibile questo immenso Patrimonio culturale che abbiamo la fortuna di ritrovarci tra le mani.
Ho raccolto non a caso il testamento spirituale di Rosa, lei lo ha lasciato nel suo brano “Quannu moru”, un’opera straordinaria.>>

Quali sono i suoi prossimi progetti

<< Tanti sono i progetti in fieri.  Sto avviando una nuova serie di conferenze-spettacolo. Voglio far conoscere musicisti e poeti siciliani quasi sconosciuti, ma che hanno cantato e scritto delle cose meravigliose. Successivamente voglio portare in Teatro la vita e le opere di Rosa Balistreri. Un mio omaggio personale a questa splendida Artista siciliana, la nostra “Cantatrice del Sud”, come la definì il grande poeta Ignazio Buttitta. Entrerò nella sua vita in toto e lo farò delicatamente, in punta di piedi, con grande rispetto verso le vicende e le vicissitudini che hanno caratterizzato la sua figura, rispetto ma anche amore, soprattutto amore, e sarà una bellissima emozione.>>

Da anni lei partecipa attivamente a progetti contro il femminicidio e la violenza sulle donne

<< Le donne sono le colonne portanti di tutto, della quotidianità soprattutto, e questa non è cosa da poco, senza il lavoro e la fatica delle donne la famiglia non funzionerebbe, e anche in altri ambiti il lavoro delle donne è indispensabile, necessario e prezioso, dunque la donna è una figura importantissima della nostra società, alle donne dico: Tenete sempre alto il valore del nostro essere donna, facciamoci sempre rispettare, sappiamo che in ogni campo è stata sempre l’impronta di una donna a fare la differenza, e l’ha fatta sempre in meglio, donne capaci e validissime ce ne sono state tante e per fortuna ce ne sono ancora, la donna è fonte di vita e di amore, essere donna è la cosa più bella che ci potesse capitare.>>

Premi e riconoscimenti

Cinzia Sciuto, nel giugno 2019 riceverà il prestigioso Premio Donna Siciliana. Nel tempo, l’artista ha ricevuto larghi consensi di pubblico e critica. Tra i premi più importanti vogliamo ricordare il “Premio AICS Katania Creativa”, “Premio Aquila di Federico II”, “Premio Ambasciatrice della Donna Siciliana”, “Papiro Music Live” come eccellenza siciliana musicale. “Premio Donna Fidapa 2016”, “1° Premio Nazionale Federico II di Svevia”, nel settore poesia siciliana, a Catania riceve l’onorificienza “I Paladini delle nostre Radici” per la valorizzazione e difesa delle tradizioni popolari siciliane.“Premio Ardizzone Gioieni”, “Premio di Poesia Regionale Carmelo Pitrolino”,“Premio EtnAci Film Festival“; infine le è stata conferita la Medaglia “Re d’Argento 2018”.

Un’artista versatile la Sciuto, che passa dal teatro, alla scrittura con grande disinvoltura. Mai come oggi, l’arte del cantastorie è viva e proficua. Perché racconta il mondo e lo fa spesso in maniera ironica e divertente, ma mettendoci dentro tanti spunti di riflessione.

Vedi anche: https://catania.italiani.it/domenico-di-mauro-ultimo-decoratore-di-carretti-siciliani/

Sabrina Port

Autore: Sabrina Port

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, con il sogno del giornalismo, scrive da alcuni anni su testate locali, cercando di valorizzare quanto di più bello c’è nella nostra Sicilia e a Catania.

“L’Arte del Cantu e Cuntu”: intervista all’artista Cinzia Sciuto ultima modifica: 2019-03-07T12:13:47+01:00 da Sabrina Port

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