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FESTE E SAGRE

Catania e la forte devozione alla Madonna del Carmelo

Madonna Del Carmelo, detta anche la "Castellana" in quanto patrona e protettrice della città di Catania

La festa della Madonna del Carmelo a Catania è la più sentita e partecipata dopo quella di Sant’Agata. I catanesi, il 16 luglio, celebrano la “Castellana“, attributo affiancato alla Madonna venerata nella chiesa del Carmine , in piazza Carlo Alberto; vediamo la storia della devozione alla Madonna del Carmelo nella città etnea.

Conosciuta anche come Madonna del Carmine o del Monte Carmelo. Si tratta di un titolo che si lega tradizionalmente a un miracolo. Il 16 luglio 1251 Maria apparve a Simone Stock sul famoso Monte Carmelo, una collina in Palestina su cui si rifugiò il profeta Elia per dedicarsi alla preghiera. Stock era all’epoca il priore generale dell’ordine carmelitano, sorto sul monte nel XII secolo, in concomitanza con le Crociate. La Vergine apparve al santo inglese consegnandogli uno scapolare. L’Ordine dei Carmelitani, uno dei più antichi nella storia della Chiesa, fu approvato da Papa Onorio III nel 1226.
Un secolo dopo l’apparizione a S. Simone, la Vergine del Carmine apparve a Giovanni XXII con la promessa di liberare i confratelli dal Purgatorio. Inoltre, San Domenico, nel 1214, aveva avuto la stessa visione e lo stesso messaggio da Maria, che indicava lo scapolare come mezzo efficacissimo, insieme al Santo Rosario, per combattere il male e salvare il mondo.

Lo scapolare della Madonna del Carmine

La devozione alla Madonna del Carmine è espressa proprio mediante lo “Scapolare del Carmine” o “abitino”, formato da due lembi di stoffa collegati da una cordicella su cui è dipinta l’effige mariana. Lo scapolare era, in origine, il vestito dei monaci, una sorta di mantello che copriva, sia davanti che dietro, fino alle ginocchia, utilizzato per compiere i lavori più umili. Oggi, lo scapolare del Carmelo è un oggetto benedetto, un pezzo di stoffa, di panno di lana, nero o marrone, su cui sono applicate le immagini sacre. Si può appendere al collo e tenerlo con sé.
Una volta indossato, dopo cerimonia di investitura da parte dei Carmelitani, pone sotto la protezione della Vergine Maria. Lo si indossa nel momento della loro sepoltura, consentendo a chi lo avrebbe indossato devotamente la protezione e la liberazione dalle fiamme del Purgatorio, il primo sabato dopo la morte. Moltissimi sono i miracoli attribuiti allo scapolare nel corso dei secoli.

Iconografia della madonna del Carmelo

La Madonna del Carmelo è raffigurata con Gesù Bambino in braccio e con in mano lo scapolare. Spesso c’è la figura di San Simone che devotamente riceve l’abitino tra le mani. Per quanto concerne le vesti, indossa il colore marrone ma spesso appare anche con il manto blu. Il marrone viene usato soprattutto dai carmelitani in omaggio.
Non vi è una posa fissa, la Vergine può apparire assisa in trono, sulle nubi o in piedi. Spesso è incoronata e porta sulla spalla una stella. In alcune raffigurazione è circondata dagli angeli, impegnati a tirar fuori dalle fiamme le anime del Purgatorio.

la chiesa della Madonna del Carmelo in piazza Carlo Alberto, accoglie sin dai primi di luglio i pellegrini che vengono a pregarla e chiedere grazie.
la chiesa della Madonna del Carmelo in piazza Carlo Alberto, accoglie sin dai primi di luglio i pellegrini che vengono a pregarla e chiedere grazie. Foto di S. Portale

I Carmelitani a Catania e la chiesa della Madonna del Carmine

I Carmelitani a Catania sono presenti già nella metà del XIII secolo, quando giunti in Sicilia fondarono un convento a Messina, ritenuto il primo d’Europa. Eremiti provenienti da Lentini, utilizzarono come sede la piccola chiesa di S.Lucia, posta nell’acropoli, fuori le mura, risalente all’VIII secolo, che aveva dato momentanea sepoltura a S. Agata; ricordiamo che lì era zona sfruttata per le necropoli. Ruolo molto importante fu quello svolto dai Carmelitani all’interno della Chiesa catanese. La chiesa di quest’ordine ha beneficiato di privilegi e di particolare protezione della famiglia Sveva, perciò è l’unica che può ostentare il proprio stemma arricchito delle insegne proprie degli svevi di Sicilia, l’aquila a due teste coronata che campeggia nell’abside dell’altare maggiore.
Nel XIII sec. la chiesa dei carmelitani divenne punto di riferimento per la devozione mariana e per quella agatina. La pietà popolare trovava alimento in questa chiesa a cui venivano fatte molte donazioni sia da ricchi che da poveri. Le comunità carmelitane a Catania erano radicate anche in altri edifici: chiesa dell’Indirizzo, Santa Maria di Bethlem, San Gaetano alle Grotte. La chiesa, dedicata dapprima all’Annunziata, fu detta del Carmine nel 1348.

L'effige della Madonna del Carmelo posta sul portale della Chiesa che si affaccia su Piazza Carlo Alberto, terza chiesa più grande per dimensioni della città di Catania.
L’effige della Madonna del Carmelo posta sul portale della Chiesa che si affaccia su Piazza Carlo Alberto, terza chiesa più grande per dimensioni della città di Catania. Foto di S. Portale


La chiesa è fra le più grandi della città, dopo il duomo e San Nicolò l’Arena; reca addirittura 11 altari; fu distrutta dal terremoto del 1693 e a partire dal 1729 fu ricostruita e consacrata nel 1880. Divenne santuario nel 1954. Nel 1988 ha il titolo di Basilica minore. (tratto dal sito del Santuario). Ancora oggi, accoglie i pellegrini che accorrono a rendere omaggio alla Madonna da tutta la provincia etnea.

Madonna del Carmelo: la devozione a Catania

Il culto alla Madonna del Carmelo ha una diffusione universale. In Italia è particolarmente venerata al Sud ove è patrona o protettrice di molti borghi e città fra cui Catania. C’è inoltre un legame strettissimo fra Agata e la Madonna del Carmelo, detta la “Castellana“, in quanto protettrice della città. La Vergine del Carmelo detiene le chiavi di Catania, divenendo assieme e Sant’Agata regina e patrona della città. Il simulacro porta con sé in mano, oltre al santo scapolare, le chiavi. La consacrazione della città alla Madonna del Carmelo avvenne con il sindaco La Ferlita, in occasione dell’anno mariano, in particolare durante l’ottava della festa, avvenuta il 23 luglio 1954.

Tra la chiesa del Carmelo è Sant’Agata il legame è ancora oggi visibile nel giro esterno che la patrona di Catania compie il 4 febbraio: il fercolo passa proprio davanti alla chiesa del Carmine, i carmelitani erano parte integrante della festa agatina e qui trovò momentanea accoglienza il corpo di agata, poco distante dalla chiesa. All’interno si trova anche un altare dedicato ad Agata, dove si pensa che abbia trovato collocazione il suo sepolcro. A rendere ulteriormente tangibile la cosa anche la presenza della statua interamente di cera di Sant’Agata.

Una Chiesa della Madonna del Carmelo si trova anche nella zona della Barriera. Inoltre la chiesa del SS. Sacramento al Borgo reca un altare, quello della navata destra, dedicato alla Madonna del Carmelo, con una tela realizzata nel 1917dal pittore catanese A. Abate.

a cappella che accoglie il simulacro della Madonna del Carmelo e il fercolo su cui viene portato in processione il simulacro ligneo il 16 luglio, giorno della festa.
la cappella che accoglie il simulacro della Madonna del Carmelo e il fercolo su cui viene portato in processione il simulacro ligneo il 16 luglio, giorno della festa. Foto di S. Portale

Il simulacro e la cappella

La cappella che accoglie il santo simulacro si trova nella navata a sinistra o nord, dove è posto anche l’altare che avrebbe accolto il sepolcro di Agata. Il momento più atteso, nei giorni che preparano alla solenne festa coincide con quello in cui la madonna viene portata dalla cappella all’altare maggiore ed ivi posta. All’interno numerosi sono gli ex voto dei devoti.

Il simulacro della Madonna del Carmelo è in legno; fu scolpito alla fine dell’Ottocento; dapprima era occultato da una porta che venne sostituita con una vetrata per rendere visibile il volto confortante della Madre a tutti i fedeli. La cappella, in quell’occasione, venne restaurata, arricchita di marmi, luci, lampade votive e artistico cancello in ferro battuto; venne inaugurata nel 1955. Colpisce l’espressione dolce e serafica della Madre che guarda con compassione i suoi figli.

La festa della Madonna del Carmelo a Catania è molto sentita, segue quella di Sant'Agata e della Madonna di Ognina
La festa della Madonna del Carmelo a Catania è molto sentita, segue quella di Sant’Agata e della Madonna di Ognina. foto di S. Puccio

Il 15 luglio 1883 avvenne la solenne incoronazione della statua lignea ad opera del cardinale Dusmet. L’immagine sacra reca due corone d’oro e brillanti, offerte dai cittadini catanesi e modellate dall’oreficeria e gioielleria Russo, fra le più attive e rinomate nel tempo. Presenta anche altri gioielli donati dagli esponenti delle famiglie più in vista di Catania e provincia.
Per la processione del simulacro ci si serve di un fercolo finemente decorato in oro, realizzato in legno e con ruote, raffigurante il mondo, circondato da quattro candelabri e fiori, alla base con serafini.

La festa e la processione

Dall’1 al 15 luglio si celebra una solenne “Quindicina” con preghiere, nenie miste fra latino, italiano e siciliano.
15 luglio, Vigilia della Festa, è la Giornata dei Devoti della Madonna del Carmine;
16 luglio – Solennità della Madonna del Carmine è prevista la messa dell’aurora; il solenne pontificale e la processione esterna del simulacro della Madonna del Carmine con la partecipazione dei Terz’Ordini e delle Associazioni mariane della città. Il simulacro percorre le vie limitrofe alla sua Chiesa, fino a Piazza Bovio, passando per via Umberto, piazza Duomo e tante altre strade sino a ritornare nella basilica, seguito da numerosi fedeli che intonano le litanie e dalla banda. La statua è portata fuori dalla chiesa a spinta nelle vie dell’antico quartiere, da uomini e donne per 7 ore, spesso a piedi nudi. la donne indossano il vestito sacrale di colore marrone o nocciola e indossano lo scapolare in segno di devozione. Particolare è la tradizione legata all’omaggio alla Madonna dei fedeli attraverso la cosiddetta “calata dell’angelo” che saluta il passaggio di Maria. Al rientro avvengono fastosi fuochi artificiali.

Il 23 luglio coincide con l’ottava e decreta la Chiusura della festa. Si prevede l’esposizione del Simulacro della Madonna sul sagrato della Basilica e tradizionali fuochi d’artificio. Purtroppo, sia per il 2020 che per il 2021 le processioni sono annullate per via della pandemia.
Fede e folclore come sempre si uniscono. A rendere il clima festoso la presenza di venditori di candele, lumini e altro, e fra le altre tradizioni quella sempre viva e peculiare dell’“ arrusti e mancia”.

Uno dei momenti più toccanti è la posa nell'altare maggiore del simulacro della Madonna del Carmelo sull'altare maggiore.
Uno dei momenti più toccanti che caratterizzano la festa è la posa nell’altare maggiore del simulacro della Madonna del Carmelo sull’altare maggiore. Foto di S. Portale

La festa della Madonna del Carmelo luglio 2021

A causa delle restrizioni normative di contenimento dell’emergenza pandemica e sanitaria adottate dal governo nazionale, anche per quest’anno come per lo scorso 2020, sono sospese tutte le processioni interne ed esterne al fine di scongiurare ogni possibile forma di assembramento. Pertanto, in via del tutto eccezionale, l’amato simulacro della Madonna del Carmelo sarà esposto alla venerazione dei fedeli ed intronizzato sull’altare maggiore della Basilica per per tutta la durata dei festeggiamenti. Diretta della santa messa e di tutte le funzioni si potrà seguire sulla pagina facebook .

Viva Sant’Agata e la Madonna del Carmelo, la patrona e la castellana della città di Catania.

Fonte: Padre Nicotra, Il Carmelo catanese nella storia e nell’arte
Si ringrazia Silvio Bonanno, amministratore della pagina facebook Sant’Agata e la Madonna del Carmelo, Catania, la Patrona e la Castellana

Catania e la forte devozione alla Madonna del Carmelo ultima modifica: 2021-07-16T10:21:00+02:00 da SABRINA PORTALE

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