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Jana di Motta, storia e leggenda della giovane mottese

Jana Di Motta

Su una rupe di nero basalto lavico s’avviluppa un paese che di meraviglia si riveste. All’ombra di un ulivo millenario, tra viuzze rionali e il fascino del Castello Normanno riecheggiano racconti medievali. Qui, a Motta Sant’Anastasia, una figura femminile diviene protagonista di una nota beffa. Ancora una volta mi punge vaghezza raccontarvi di una donna, di un’astuta damigella e di un personaggio che richiama il nostro senso d’appartenenza. Parafrasando le parole di Karl Popper, la fonte più importante della nostra conoscenza, è la tradizione. La storia e la leggenda di Jana di Motta.

Jana di Motta

La leggenda di Jana di Motta

Jana di Motta e la Regina Bianca di Navarra

C’era una volta una donna che visse in Sicilia e che mai si piegò a indicibili angherie. Questa donna si chiamava Blanca d’Evreux, da noi conosciuta come Bianca di Navarra. La sua fedele ancella, invece, rispondeva al nome di Jana. Bianca di Navarra, il 21 maggio del 1402, sposa per procura Martino I detto il Giovane, Re di Sicilia e nel dicembre dello stesso anno, raggiunta l’isola, ufficializza il matrimonio. Martino, nel periodo successivo al matrimonio parte per una spedizione in Sardegna e nomina Bianca come vicaria di Sicilia. Martino, ahinoi, contrae la malaria e muore. Il titolo di vicaria viene confermato anche da Martino I di Aragona, padre di Martino.

Purtroppo, però, anche Martino I di Aragona muore e lascia Bianca da sola a lottare contro Bernardo Cabrera, il conte di Modica che vuole sposarla per impadronirsi dell’isola. L’uomo avido, spietato e Gran Giustiziere del Regno, inizia ad inviare diverse truppe di mercenari a saccheggiare la terra siciliana. Bianca si oppone con tutti i mezzi e cerca aiuto nel suo fedele ammiraglio. Sancio Ruiz de Livori cattura Bernardo Cabrera e lo rinchiude prima in una cisterna in cui rischia di morire annegato e poi nel castello di Motta Sant’Anastasia. A questo punto della storia, entra in scena la nostra Jana di Motta. Un piano lucido e beffardo con la complicità della Regina e dell’ammiraglio comincia a disegnarsi contro lo spregiudicato conte di Modica.

Viaggio Nel Tempo Dentro Il Castello

Viaggio nel tempo dentro il Castello, Motta Sant’Anastasia. Di Elù maar – Opera propria, CC BY-SA 4.0

L’inganno e la beffa

Il piano è conquistarsi la fiducia dell’uomo e Jana, devota ancella e damigella di corte di Motta Sant’Anastasia, riesce nell’intento con determinazione ed inganno. Jana di Motta, travestita da uomo, s’intrufola nella torre ove il conte è stato rinchiuso e mette in atto il suo piano. Siano state le parole o il suo viso furbetto non ci è dato da sapere, quel che sappiamo è che con maestria riesce a convincere lo stolto ad elaborare una fuga notturna dal Castello per dimostrare il suo valore alla Regina e poterla finalmente chiedere in sposa. Bernardo Cabrera viene travestito da contadino dalla furba Jana di Motta e viene fatto calare dalla torre con una corda. La giovane Jana, com’è facile intuire, quella notte lascia con fermezza la corda facendo precipitare l’uomo in una rete.

Il Conte, così, rimane all’addiaccio fino al mattino seguente. Alle prime luci del giorno, un gran vociare di contadini sveglia Cabrera che viene scambiato per un ladro. Jana di Motta, rivestita di tutto punto, rivela all’ingenuo la sua identità e lo fa catturare ed inviare come prigioniero presso il Castello Ursino di Catania. Così la “passione” e gli “ardori” dell’uomo vengono spenti una volta per tutte. La leggenda, che qui finisce, negli anni si è tinta di numerosi dettagli. Qualcuno dubita dell’esistenza di Jana, qualche altro vocifera che Jana in realtà non fosse altro che Janus, un semplice custode… in ogni caso sappiate che se mai qualcuno vi rivolgesse la domanda “si figghiu di Jana?” non prendetela come un’offesa, ma quel qualcuno (forse involontariamente) sta lodando la vostra furbizia e la vostra scaltrezza.

Fonti e approfondimenti:

– Fonte foto di copertina PeriPeriCatania

– Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Sicilia, Santi Correnti

– Jana di Motta. (Jannah az-Zahrah fiore di paradiso), Salvatore Calanna
Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Jana di Motta, storia e leggenda della giovane mottese ultima modifica: 2018-06-13T09:43:06+00:00 da Cristina Gatto

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