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Il murale delle favole di Catania per tenere accesa la speranza

murale delle favole all'interno dell'Ospedale Policlinico di Catania

Sorge silenzioso su una delle pareti dell’Ospedale Universitario Policlinico-Vittorio Emanuele, proprio davanti ad una struttura alloggio, l’Ibiscus, e si estende sul muro per circa sessanta metri per quattro: ecco il murale delle favole di Catania. Questo murale, però, è diverso dagli altri murales che puoi incontrare per la città di Catania. Non per la particolare bellezza o complessità, bensì per il motivo per cui è nato. Per gli spettatori cui è rivolto, per chi ha messo mano all’opera e per cosa rappresenta al di là delle immagini.

L’Ibiscus è una casa di accoglienza, una ONLUS, che si propone di ospitare con le proprie famiglie i bambini, con particolari problemi oncologici, che abitano lontano dalla città. Nata all’interno del Policlinico, proprio di fianco al reparto di oncoematologia pediatrica, questa casa di accoglienza rappresenta un faro per molte persone che navigano, anche se solo momentaneamente, nel buio assoluto.

murale delle favole presso casa d'accoglienza Ibiscus

I ragazzi del Liceo Artistico lavorano al murale delle favole

L’esperienza del liceo artistico Emilio Greco

I responsabili dell’Ibiscus l’anno scorso hanno proposto al liceo artistico Emilio Greco di Catania e all’insegnante Leonarda Bonaccorsi di creare qualcosa che rendesse meno grigio e desolato questo luogo e questo muro, che proprio di fronte alla casa di accoglienza si ergeva austero. La scuola e gli insegnanti hanno subito accolto il progetto e, proprio dall’anno scorso, esso è iniziato con la massima disponibilità di professori e studenti. Sono i cartoni animati che tutti noi conosciamo. Dai personaggi della Warner Bros al Castello della Bella Addormentata nel bosco, da Pinocchio all’eterno fanciullo Peter Pan. Sono quelli che hanno preso spazio, man mano che il tempo passava, su di un cielo inframmezzato da tondeggianti nuvole azzurre. Questi personaggi fantastici guardano e sorridono proprio ai piccoli ospiti dell’Ibiscus. Donano a questo incredibile lavoro una forza ed un fascino unico, rendendo davvero il murale delle favole di Catania un progetto universale.

murale delle favole

Anche sotto al sole gli studenti del Liceo Artistico dipingono il murale delle favole di Catania

I murales prendono vita

Dipinto dai giovani per i giovanissimi, il progetto è stato inserito all’interno del programma liceale scuola-lavoro. Ha visto gli studenti lavorare al murale con dedizione e creatività, coadiuvati dai loro professori in una staffetta di solidarietà che emoziona.

Il professore Andrea Gullotta ha aiutato, nella fase finale, i ragazzi in questo lavoro ed è lui che ci racconta di come non ci si è fermati neanche di fronte alla stanchezza: <<Perché da quelle finestre si affacciavano i bambini e tutti noi sapevamo di dar loro un motivo per sorridere. Non posso dimenticare l’aver visto qualche bambino assieme ai genitori, avvolti da un evidente dolore, fermarsi a guardare piacevolmente stupiti noi lavorare, i personaggi pian piano delinearsi, i colori definirsi, ed  il murale delle favole di Catania prendere vita.

murale delle favole all'interno dell'Ospedale Policlinico di Catania

I professore del Liceo Artistico aiutano gli studenti con gli ultimi ritocchi del murale delle favole

Finalmente l’inagurazione

Ed è cosi che ci si è alternati per un anno, fino al 30 maggio scorso, giorno in cui si è inaugurato il murale delle favole di Catania. <<Venne a vederci da vicino una bimba, un giorno>> ricorda il prof. Gullotta, << si fermò a guardarci e poi iniziò a raccontare, con attenzione e precisione, come lavava a mano i suoi vestiti, proprio come si faceva una volta, all’interno dell’Ibiscus. In pochi minuti sembrava che io la conoscessi da sempre. Qualche settimana dopo abbiamo appreso che la piccola Lucia (nome di fantasia) non ce l’ha fatta.>> Questa bambina è diventata il simbolo del murale delle favole di Catania, rappresentando il vero motivo di questo lavoro. <<Il desiderio è che il murale rimanga su questo muro, in maniera permanente, come simbolo di una speranza che non si esaurisce mai.>>

Il murale delle favole di Catania oggi si estende per circa sessanta metri. Ognuno di noi può rintracciare elementi della propria infanzia in ogni centimetro di quel muro. Anche chi, questa infanzia, l’ha persa troppo in fretta.

Manuela de Quarto

Autore: Manuela de Quarto

Sono nata a Catania, in Sicilia. Ho scoperto che amavo leggere quasi subito. Leggevo di tutto, rubavo i libri alle mie sorelle più grandi o li prendevo in prestito da parenti e amici. Leggevo libri e mangiavo limoni, entrambe le cose mi stavano portando dritto alla morte, sarà il destino delle grandi passioni!
E poi un giorno, avrò avuto circa dieci anni, ho scritto la mia prima storia: da lì non ho più smesso, né di scrivere né, ovviamente, di leggere e mangiare limoni.

Il murale delle favole di Catania per tenere accesa la speranza ultima modifica: 2018-06-12T09:36:19+00:00 da Manuela de Quarto

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