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Il Covid-19 ritorna e la paura del lockdown diventa reale

Il Covid-19 ritorna prepotente nelle nostre vite

La seconda ondata del Covid-19 è arrivata, puntuale così come era stata preannunciata dai virologi di tutti il mondo. Mischiandosi con le normali influenze e raffreddori di stagione, anche il coronavirus è ritornato fra gli italiani – non che se ne fosse mai realmente andato via. Questa volta, però, sembra che anche la nostra isola, e la città di Catania, siano state numericamente colpite. Di seguito la situazione sul territorio.

La Situazione Coronavirus a Catania

In Sicilia nelle ultime 24 ore i contagi da Covid-19 sono aumentati, toccando i 12.188. Di questi 787 sono ricoverati con sintomi e 111 si trovano in terapia intensiva. Nella città di Catania i casi accertati sono 173. La situazione degli ospedali del catanese è quella che desta più preoccupazioni. Ad oggi, infatti, risultano saturi i posti, dedicati dagli ospedali principali della città, per i malati Covid. Fatto che ha spinto il San Marco ad adibire anche il reparto di ortopedia per questo tipo di malati.

Il commissario Liberti, responsabile Asp di Catania per l’emergenza Covid-19, sul territorio ha impiegato i medici, cosiddetti, tracciatori. Medici che dovrebbero controllare le persone contagiate, ma in isolamento domiciliare perché prive di sintomi. Qui nella provincia catanese il numero si aggirerebbe intorno ai 1.500. Per non parlare delle persone che sono in quarantena preventiva, il cui numero supererebbe addirittura i 10.000. I medici tracciatori per il momento sono circa 20, troppo pochi per gestire la situazione.

Nelle piazze catanesi è accesa la protesta

La situazione nelle piazze non sembra essere più calma. Da giorni si susseguono manifestazioni, pacifiche e non, per la chiusura di palestre, teatri e per il coprifuoco alle ore 18.00 per i ristoranti e bar. La situazione preoccupa le amministrazioni ed i cittadini. Unendo così alla paura per i contagi in aumento, anche la paura per la sicurezza nelle strade. Certo è che anche lo spettro del disastro economico è uno dei problemi più grandi, a cui le istituzioni e i privati non riescono a trovare una soluzione.

La paura più grande, comunque, rimane quella del lockdown totale, esattamente come ad aprile di quest’anno. Come un’ombra inquietante, aleggia alle spalle di tutti noi questa non troppo velata ipotesi. Costringendoci a riflettere sul fatto che forse per fermare il Covid-19, restare a casa potrebbe essere una delle soluzioni più facilmente attuabili. Gli Stati più vicini a noi, Francia e Germania, da giovedì sono già in lockdown e la sensazione è che anche da noi venga redatto a breve un nuovo DPCM.

Il Covid-19 e la paura di un nuovo lockdown

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E le scuole? Ad oggi le superiori continuano a distanza. Medie, elementari e infanzia sono in presenza. La speranza è che le scuole siano le ultime a chiudere e, quindi, bambini e ragazzi siano gli ultimi a dover subire nuovamente gli effetti del distanziamento a casa. Anche se già in molti hanno dovuto rinunciare alle attività sportive il pomeriggio.

Certo è che il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha parlato così mercoledì scorso: <<Sappiamo tutti che prima o poi arriveremo alla chiusura totale. Ho già detto che il peggio arriverà, ma perché farlo arrivare prima? Perché impedire a una famiglia di andare al cinema o a un ristorante di chiudere dopo>>. Parole che in sé vogliono dire tutto e niente, dato che ad oggi i cinema restano chiusi e i ristornati alle 18.00 abbassano le loro saracinesche.

Cosa accadrà non si può ancora prevedere con certezza. Però, continuare ad usare le misure di prevenzione ed evitare assembramenti, ad oggi ci sembrano le misure più intelligenti che un cittadino possa attuare.

Il Covid-19 ritorna e la paura del lockdown diventa reale ultima modifica: 2020-10-30T15:45:41+01:00 da Manuela de Quarto
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