STORIE

Vacanze estive: il ritorno dei giovani catanesi emigrati tra liste dei desideri e rituali da seguire

Vacanze estive giovani catanesi emigrati

Mama… I’m coming home! Estate 2018. Se Catania potesse parlare in questo periodo racconterebbe di quanto inevitabilmente si senta piena e completa. La città è certamente una meta ambita tra i turisti che affollano con entusiasmo le nostre spiagge e le vie del centro storico. Ma non solo. Catania è finalmente ripopolata da quei figli sparsi in giro per il mondo che ritornano a casa.

Da Venezia a Parigi, da Milano a Londra, tanti sono i giovani catanesi emigrati che decidono di trascorrere le vacanze estive a casa. Portano con sé una lista piena di desideri e rituali da seguire per sentire ancora una volta il sapore della propria terra. Lunghe scorpacciate di cibo, l’aria che sa di salsedine, un tuffo in quel mare che tempra lo spirito, gli abbracci con i parenti e mangiare una buona granita tutte le mattine. E poi riempire la valigia del ritorno con qualsiasi cosa faccia sentire più vicina l’aria di casa. Ripartire. Ricominciare la routine quotidiana ma con Catania sempre nel cuore.

Vacanze estive, il ritorno. Fase decollo

Il decollo, la sindrome del ritorno e l’ultima immagine di Catania… Mamma Etna

Vacanze estive: la lista dei desideri dei giovani catanesi che ritornano a casa

You made me cry, you told me lies. But I can’t stand to say goodbye. Mama I’m coming home. Mi hai fatto piangere, mi hai mentito… ma non riesco a dirti addio.

Si ritorna sempre a casa. Trascorrere la maggior parte del tempo in famiglia occupa il primo posto nella lista dei desideri dei catanesi che ritornano a casa per le vacanze estive. «Le mie ferie iniziano con un tour de force di visite ai parenti, momenti scanditi da una buona granita ad Acitrezza in compagnia della mia famiglia e pomeriggi trascorsi nella mia stanza, frugando tra vecchi ricordi».

Così Giada, 29 anni di Catania, racconta l’inizio delle sue vacanze estive. Una laurea in Lingue e la voglia di dare una svolta alla propria vita. Dopo gli innumerevoli curricula inviati a Catania, Giada si trasferisce a Venezia nel 2014. Lunga la gavetta che le fa ottenere un contratto a tempo indeterminato come addetta ai servizi sicurezza all’aeroporto Marco Polo. Ma ritornare a casa per le vacanze estive è un must. «Cerco di trascorrere più tempo possibile con la mia famiglia – confessa la 29enne -. Anche se il tempo non basta mai. Non ci si abitua alla nostalgia. Ripartire è sempre un colpo al cuore».

Le fa eco Ylenia, 27 anni di Catania, ma trapiantata a Lisbona, che fissa in cima alla sua lista di priorità godersi ogni singolo momento con la sua famiglia. «Vivere fuori casa per me è veramente traumatico. La mia famiglia mi manca troppo – dichiara Ylenia -. Ogni volta che rientro a Catania per me è sempre festa. Nella mia stanza ho posizionato la chitarra di mio padre che guardo tutte le volte che mi manca casa».

Andare lontano ma rimanere sempre legati alle proprie radici. «Ritornare a Catania significa prima di tutto trascorrere del tempo con la famiglia. Recuperare le vecchie abitudini, vivere come se l’equilibrio familiare non fosse mai stato interrotto dalla distanza e raccontarsi ciò che è successo nei mesi trascorsi lontani». Questa la priorità assoluta di Simone, 28 anni, una laurea in Chimica conseguita all’Università di Catania e il sogno di continuare la professione, grazie al dottorato di ricerca che svolge a Bath.

Mangiare tanto cibo siciliano: un requisito indispensabile durante le vacanze estive

«Arancino al pistacchio, una buona piazza vista mare, abbuffate di pesce e tante granite. Verdure fresche, scorpacciate di polpette di cavallo e la classica parmigiana che ti riempie il cuore. Senza dimenticare gli aperitivi rinforzati alla catanese». Sono questi i desideri di Claudia, 26 anni di Catania, ma londinese d’adozione da oltre 3 anni. Il cibo è sicuramente il secondo classificato tra gli imperativi del buon catanese.

«Andare a mangiare dalla nonna in pieno stile siciliano come se fosse sempre festa. Cannoli, tanti. Cassate, cassate e ancora cassate e per digerire una buona birra al porticciolo di Ognina». È Andrea, giovane catanese che vive a Prescot, in Inghilterra, a raccontare le sue priorità durante le vacanze estive trascorse a Catania.

Per Giovanna, psicologa trasferita a Bruxelles, il miglior menù delle ferie è scandito da granite alle mandorle, antipasti di pesce, spaghetti alle vongole e lunghi aperitivi accompagnati da un ottimo Spritz. «La capitale belga mi ha dato una stabilità lavorativa ma nulla potrà sostituire i sapori della mia terra – commenta la giovane -. Per questo quando torno a casa cerco di mangiare il più possibile».

Vacanze estive, tra cibo e un'ottima granita siciliana

La granita siciliana con la brioche è sicuramente un must tra i giovani catanesi che tornano a casa per le vacanze estive

Cosa ti manca della Sicilia? U scrusciu du mari

Conoscono bene i catanesi emigrati al nord Italia o all’estero la nostalgia del mare. Un sentimento che obbliga a chiunque sia nato in questa terra di tornare e ritornare. Perché il mare per il catanese non è soltanto il luogo dove trascorrere le domeniche estive: è qualcosa di molto più profondo, un legame quasi intimistico. Un amico a cui affidare i propri pensieri, una lunga distesa azzurra sinonimo di bellezza e il posto dove ritrovare il proprio equilibrio.

Il mare è una costante tra i pensieri della popolazione catanese emigrata. Si ritorna sempre qui, in pieno agosto ma anche a ottobre, novembre, dicembre…

«Il mare è una tappa obbligatoria quando torno a casa dalla routine milanese – dichiara Serena -. Sono cresciuta sugli scogli e adesso che sono lontana, mi manca tanto sia in estate che in inverno. Quando vivevo a Catania, anche solo vederlo di passaggio, durante gli spostamenti in macchina, mi trasmetteva tranquillità e pace».

Vacanze estive, il mare meta preferita

Acitrezza in tutta la sua bellezza. Il mare è un pezzo di cuore per tutti i catanesi!

«Tra le cose che mi mancano di più di Catania ci sono il mare e l’Etna. La vista del mare mi ha sempre aiutato a perdermi, a dimenticare i problemi e a ritrovare la speranza. L’Etna per me rappresenta la forza, e di forza ne ho avuto bisogno quando ho lasciato la mia città, la mia famiglia e le mie origini», afferma Valeria, insegnante di Catania ma emigrata a Torino da qualche anno.

La valigia dei catanesi per combattere la sindrome del ritorno

«Nella valigia del ritorno c’è sempre uno spazio dedicato al cibo. Crema di pistacchio, panzerotti catanesi e paste di mandorle, sono i prodotti che si confondono tra un paio di jeans e un altro – dichiara Loredana di Catania ma parigina da 3 anni -. Mi piace soprattutto rientrare a lavoro e farli assaggiare ai miei colleghi francesi, che naturalmente apprezzano tantissimo. Questo mi rende orgogliosa e fiera della mia terra».

Caffè, ricotta fresca e pistacchio di Bronte. Non mancano mai nella valigia di Gino, berlinese da 2 anni ma emigrato all’estero da ormai 10. Un bagaglio, quello di Gino e di molti catanesi, riempito di cibo, ma anche di sentimenti per affrontare la sindrome del ritorno. C’è l’amore per la città, il legame con la famiglia e il calore della terra sicula: vestiti perfetti da portare in viaggio per fronteggiare la nostalgia.

«C’è la rabbia per questa terra che fa scappare i giovani – commenta Gino -. Rabbia per la popolazione che troppo spesso subisce senza reagire davvero. C’è la tristezza nel salutare i miei genitori e la speranza di ritornare a Catania per sempre».

Maria Stefania D'Angelo

Autore: Maria Stefania D’Angelo

Sono nata il 5 gennaio, una data paradossale perché ricorda l’uccisione di Giuseppe Fava e la nascita di Peppino Impastato. Sono cresciuta con il mito di Indro Montanelli e ho trovato ispirazione interiore in Maria Luisa Busi e Maria Grazia Cutuli. Due donne che, in modi e tempi diversi, hanno avuto sempre la forza di ricercare quella verità, oltre tutto, oltre le apparenze.
A luglio del 2016, in una calda estate catanese, apro il “famoso cassetto” e rielaboro quei sogni che avevo accantonato. Decido di sperimentare e intraprendere la strada della scrittura e del giornalismo. Con le mie Superga un po’ “consumate” vado in giro per la città a recuperare storie e notizie.

Vacanze estive: il ritorno dei giovani catanesi emigrati tra liste dei desideri e rituali da seguire ultima modifica: 2018-08-30T09:14:43+00:00 da Maria Stefania D'Angelo

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