INTERVISTE

Shell Eco-Marathon 2018: un Team per Catania e il Sud

Shell Eco-Marathon

Un mio vecchio professore era solito dire che il Sud era da sempre stato privato di qualsiasi arma. Per sopperire a questa intrinseca debolezza fisica, gli uomini del Sud avevano allora affinato l’arma sottile dell’ingegno e della creatività. Ad oggi, dopo anni di distanza posso dire che ciò è assolutamente vero: i figli del Sud (della Sicilia nel nostro caso, di Catania nello specifico) sono veramente geniali, grazie alla loro capacità di concretizzare i sogni e i progetti con pochi mezzi.

Noi di itCatania ci siamo addentrati in uno di questi sogni e abbiamo intervistato il giovane Antonio Gurgona, Team Leader di un gruppo di studenti universitari che partecipa al concorso indetto dalla Shell. Li raggiungo al Polo Tecnologico dell’Unict, in una struttura che fa loro da laboratorio. L’atmosfera è febbrile, ma al tempo stesso cordiale.

L’intervista al Team di Catania

Antonio, raccontami del progetto a cui state lavorando. Si tratta innanzitutto di un progetto europeo?

Assolutamente no. La Shell Eco-Marathon challenge 2018 è un progetto internazionale, organizzato da Shell carburanti. Gareggiamo contro una rosa di università e scuole superiori provenienti da tutto il mondo. Sono circa 300 i team concorrenti. La Shell indice la gara annualmente, fornendo uno strettissimo regolamento da seguire alla lettera. Nulla è lasciato al caso in questa competizione. Nella competizione esistono due diverse categorie: la Prototype e la Urban Concept. Noi del Team di Catania abbiamo voluto affrontare la seconda categoria, in quanto crediamo che i risultati che potremmo ottenere saranno più vicini alla realtà. La categoria Urban Concept infatti comporta tutte le difficoltà e le dinamiche previste nella progettazione e nella produzione in serie di auto da commercializzare.

Shell Eco-Marathon

Il Team di Catania: Eco-HybridKatane

Un progetto Marca Liottru

Parlateci del vostro progetto

Si tratta di un motore ibrido come puoi ben intuire. Abbiamo un motore ibrido serie che, dalla trasformazione dell’energia meccanica nel motore a combustione interna (ICE), genera l’energia elettrica necessaria ad azionare i 4 motori che muoveranno le ruote. Il motore principale infatti non è direttamente collegato alle ruote. Ciascuna ruota avrà un motore indipendente, più un motore di riserva in caso di avaria. I nostri studi e le nostre ricerche personali nel campo dell’automotive elettrico sono coerenti con gli obiettivi della Gara. Abbiamo specifiche ben chiare e molto strette da rispettare se voglia partecipare alle prove che si terranno tra una cinquantina di giorni a Parigi. Pensa che le auto in questione, prima di poter entrare in pista, devono passare ben 11 controlli serratissimi, di quelli che spaccano in capello in quattro.

Come nasce il team di Catania?

Il nostro team si chiama Eco-HybridKatane e portiamo avanti il progetto Etna Revo 2.0. Questa per noi è la seconda volta che partecipiamo. La prima volta è stato 3 anni fa, ma avevamo posato gli occhi sulla competizione da almeno 7. Il team è nato quasi per caso, dopo una chiacchierata tra colleghi in corridoio. Buttata giù una prima bozza progettuale siamo andati dall’allora Direttore Generale, Federico Portoghese, e dall’ex Rettore dell’Unict, Giacomo Pignataro.

Entrambi hanno entusiasticamente sposato la nostra idea e ci hanno concesso l’uso di metà dello spazio del laboratorio e fornito un budget minimo con cui poter lavorare. Sono 30 i membri che compongono il team, divisi in quattro sottogruppi che si occupano rispettivamente della parte termica, meccanica, elettrica e compositi. Ma…

Ogni impedimento è giovamento

Malauguratamente il budget è limitato per cui, ogni cosa presente in questo laboratorio, dalle parti del motore, alla carrozzeria sono state interamente fatte a mano a noi qui presenti. Nessuno di noi conosceva certi procedimenti, ma da buoni siciliani, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo fatto da zero ogni singola parte del progetto. Ciascuno dei presenti ci ha speso tempo ed energie, mettendo in moto anche le mani oltre che il cervello. Siamo progettisti e operai! Purtroppo la sponsorizzazione non è ben studiata per cui non abbiamo molti fondi diversamente dai team del resto del mondo contro cui gareggiamo.

Tuttavia ogni impedimento incontrato ha portato ad acquisire nuove conoscenze tecniche e ci ha aperto la strada verso nuove amicizie. Le difficoltà ci hanno infatti portato a conoscere la Mike Compositi e la Mates Italia, che ci stanno fornendo una consulenza illimitata sul mondo delle resine. A queste s’aggiunge la Umas Technology di Piazza Armerina per la lavorazione di alcune componenti meccaniche. Ma quasi tutto è farina del nostro sacco.

Capisco. Dunque avete una gran bel da fare qui in laboratorio. So che siete gli unici in tutto il Sud Italia a partecipare. Questo come vi fa sentire?

Assolutamente orgogliosi. Ciascuno di noi qui mette in gioco anima e corpo, sacrificando il tempo a disposizione. Il tutto per portare in alto e nel mondo il buon nome della Sicilia e il suo ingegno. Abbiamo imparato l’arte di arrangiarci con poco per ottenere molto. È un vanto, specie se pensiamo ai nostri concorrenti italiani: i Politecnici di Torino e Milano e all’ITIS Leonardo da Vinci di Carpi, vincitore della Shell Eco-Marathon del 2017 (Categoria Prototype).

Shell Eco-Marathon

L’arte di arrangiarsi tra mille diffcoltà

Una scuola di vita

Cosa vorreste guadagnare da questa esperienza?

L’obiettivo finale, oltre a quello di partecipare alla competizione, sarebbe quello di tirar fuori dal progetto una figura professionale. Il progetto Shell qui a Catania è infatti una vera e propria scuola di vita: il nostro team raccoglie caratteri diversi e permette ai ragazzi di mettere sul serio alla prova le conoscenze acquisite dallo studio. Diversamente da altre strutture, noi siamo un team interamente autogestito da ragazzi. Inventiva, problem solving e adattabilità sono doti che si acquisiscono solo tramite una simile esperienza. La buona volontà e la forza d’animo di cimentarsi nel progetto sono la chiave di volta del progetto. A chi partecipa con noi vorremmo lasciare qualcosa di concreto, qualcosa che da nessun’altra parte insegnano. Qualcosa che abbia peso nel curriculum.

Quando gareggerete?

Tra una cinquantina di giorni all’incirca, nella cornice di Parigi contro tutti gli altri team internazionali.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Solo un sentito ringraziamento al Direttore Generale Bellantoni e al Magnifico Rettore Basile, che ci hanno concesso lo spazio operativo e la massima fiducia per questo progetto.

E qui finisce la nostra intervista, mentre Antonio e compagni si rimettono a lavorare sull’auto da veri operai della scienza. Mentre lascio il laboratorio, porto con me l’odore di colle e resine e l’ammirazione per chi, come questi ragazzi, dal nulla riesce a dare forma a un sogno.

Giovanni Busà

Autore: Giovanni Busà

Catanese d’adozione che ama le lunghe passeggiate, il buon cibo (come solo in Sicilia sanno preparare) e le letture: pesanti o leggere non importa, purché scritte bene e sensate. Mi appassionano la Storia, la Filosofia e le Cipolline ben cucinate.

Shell Eco-Marathon 2018: un Team per Catania e il Sud ultima modifica: 2018-04-17T20:55:07+00:00 da Giovanni Busà

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