INTERVISTE

Il re Bafè e le altre storie per crescere bene ai piedi dell’Etna

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Nelle giornate calde d’estate rimanere a casa nelle ore più calde non è una buona idea.  Meglio rifugiarsi nel verde della città. E il prato di Villa Bellini sembra fatto apposta per rifugiarsi dalla calura. E’ pomeriggio presto. Solo poche persone hanno pensato di distendere un telo sull’erba e aspettare lì che il caldo si faccia meno pressante. Passano ore senza che nulla si muova, tranne le foglie degli alberi, scosse da un vento leggero. Ogni tanto distraggono la vista dal libro che ho portato con me. Il loro fruscio mi fa sentire ancora meglio la sensazione di benessere che provo da quando sono arrivata alla Villa. Una sensazione che senza preavviso si amplifica, quando inizio a sentire il suono di piccoli passi sull’erba. Iniziano ad arrivare, invadono il prato. Ascolto le loro voci mantenendo gli occhi sulle lettere stampate, che adesso non sto più leggendo. Con tono saggio di chi ha qualcosa da insegnare, dicono delle cose semplici. Cose che avevo dimenticato e che loro fanno apparire di estrema importanza. Li continuo ad ascoltare. Oggi ricorderò come nascono le farfalle e che c’era un re che si chiamava Bafè.

“Ogni bambino è portatore di una storia”

Sono i piccoli lettori di Bafè i bambini arrivati alla Villa assieme a qualche nonno e genitore. Vengono guidati da due ragazzi. Più tardi scoprirò i loro nomi. Rossella e Fabio. Visi estroversi, occhi sinceri. Guidano l’attività senza farla diventare rigida. Sembra che la costruiscano utilizzando mattoncini portati dagli stessi bambini. Il tema proposto è il rispetto per l’ambiente e la raccolta differenziata. Ma ogni passaggio fluisce senza alcuna costrizione. A riempire di contenuti l’attività sono gli stessi bambini. Ognuno ha qualcosa da dire, ogni contributo è pertinente e al contempo spontaneo. Mi stupisco nel sentire quante sono le cose che già conoscono. Mi fa gioire sentire il modo semplice e autorevole con cui esprimono i loro pensieri.

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All’interno di Bafè c’è anche l’opera dei pupi

Ascolto e non intervengo. Solo alla fine della loro attività mi avvicino a Rossella. Con sorriso dispiegato mi spiega come nasce l’idea di inaugurare Bafè, un luogo che fosse un contenitore di storie. Di quelle raccontate dai libri e dalla voce di mamma, papà o dei nonni. Ma anche, e soprattutto, di quelle storie che ogni bambino porta con sé. “Ogni bambino è portatore di una storia, la propria storia, che insieme” prosegue Rossella “proveremo a raccontare, a scoprire”. Quindi non solo l’ascolto di letture raccontate dalla voce di Fabio o Rossella, ma anche laboratori emotivo-sensoriali e giochi-metafora. Utili a scoprire che anche a pochi anni di vita si ha una storia da raccontare. Ma come raccontarla?

La musa di Bafè è una bisnonna dalla lingua sciolta

Da Bafè vengono forniti ai bambini gli strumenti per dare forma alla loro storia personale. Il metodo è quello della Globalità dei linguaggi. Non solo parola, ma  anche attività che rivelano il potenziale espressivo di musica, pittura e scultura. Un metodo all’avanguardia che Fabio e Rossella hanno saputo intessere con abilità alla tradizione, alla loro storia. Infatti la musa ispiratrice di Bafé ha capelli bianchi e lingua sciolta. E’ la bisnonna di Rossella, Maria. Abile narratrice che “intratteneva nipoti e pronipoti con filastrocche e racconti della tradizione popolare siciliana”. Ed è presto spiegata la scelta del nome dello spazio dedicato ai giovani lettori. “Il re Bafè, viscotta e minè” ricorda Rossella “era uno degli scioglilingua più amati.”

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Fabio assieme ad un altro gruppo all’interno del centro culturale Bafè

“Ci è parso naturale dare questo nome al nostro centro culturale.” Un luogo che ogni giorno facilita l’incontro tra storie e bambini e permette di costruire il legame “fecondo e magico che lega l’adulto che racconta al bambino che ascolta.” Rossella e Fabio sono fermamente convinti  del potere della sonorità e del ritmo della voce di mamma, papà e nonni. Infatti raccontando o leggendo ad alta voce una storia, si produce l’effetto di avvicinare anche i piccolissimi alla lettura. Ma c’è di più. La voce narrante ha la capacità di “aprire uno spazio interiore”. Un luogo del dialogo con sé stessi, inteso anche come punto di partenza per un incontro significativo con l’altro.

La saggezza dei bambini

La chiacchierata con Rossella e Fabio deve momentaneamente interrompersi. Li saluto, ma ho ancora qualcosa da chiedergli. Mentre osservavo e ascoltavo i bambini impegnati nella loro attività alla Villa Bellini, sono rimasta rapita da un dettaglio in particolare. La loro estrema attenzione. E non è scontato. Negli anni di scuola e poi in quelli dell’università ci si abitua alla distrazione dissimulata che regna nelle aule. Quei bambini invece erano partecipi, reattivi, realmente interessati. Scrivo a Rossella per scoprire se lei e Fabio da quattro anni dall’inaugurazione di Bafè si mano riusciti ad abituarsi a questa esperienza. Arriva presto la risposta.

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Uno degli spazi dedicati alla lettura all’interno di Bafè

“In questi anni il re Bafè ha accolto davvero tantissimi bambini, ne ha visti e ne vede altrettanti crescere ogni giorno. I loro volti assorti, le orecchie e  i cuori aperti durante la narrazione sono un chiaro segno. Basta poco perché le emozioni entrino in circolo e la fantasia si accenda. La filastrocca che recitava la nonna Maria, lungi dall’essere dimenticata, inghiottita dagli anni, é oggi più viva che mai. Salta di bocca in bocca. Non c’è bambino che dopo averla ascoltata non la impari e la ripeta! Ecco la magia. Ed ecco la nostra gioia più grande.” Una filastrocca della tradizione popolare che nella mente di chi la conosce è spesso associata alla voce dei nonni. Una filastrocca che recita così:

La filastrocca del re Bafè

“C’era ‘na vota ‘n re,Bafé, viscottu e minè

c’aveva ‘na figghia,Bafigghia, viscottu e minigghia.

Sta figghia, Bafigghia, viscottu e minigghia,

aveva ‘n aceddu, Bafeddu, viscottu e mineddu

Gn’ionnu st’aceddu,Bafeddu, viscottu e mineddu avvulò

E Vulò supra ‘i casi, bafasi viscotta e minasi

Allura lu re,Bafè, viscottu e minè dissi:

a cu’ trova l’aceddu,Bafeddu, viscottu e mineddu

cci dugnu a me figghia, Bafigghia viscottu e minigghia

Iù truvai l’aceddu, Bafeddu, viscottu e mineddu,

ci rissi ‘n carusu, vavusu, viscottu e minusu

Allura , lu re, Bafè, viscottu e minè ci dissi,

e iu pi ‘naceddu Bafeddu, viscottu e mineddu,

ti rava a me figghia Bafigghia, viscottu e minigghia?

Ma vattinni,carusu, vavusu, viscottu e minusu…Fitusu!”

Il calendario di giugno è ricco di attività. Solitamente ci si riunisce alla Villa Bellini. L’oasi verde del centro città, a pochi passi dalla sede di Bafè. La Villa non è una scelta casuale. Riporta alla mente “le passeggiate di nonni e nipoti stretti nella mano” ci spiega Rossella “un giardino d’altri tempi dove, protetti dal silenzio della natura che ci circonda, amiamo leggere le nostre storie”.

Chiara Emma

Autore: Chiara Emma

Curiosa di nascita, introspettiva per necessità. Cresco così vicina al cuore di un’isola, che da lì non riesco a vedere il mare. Il desiderio di respirarlo mi porta a vivere in varie città della costa siciliana. Mi muovo in treno ed in bicicletta per godermi meglio il viaggio. Mi trovate sotto le pensiline, al bancone di un pub o in quel sedile circondato da posti vuoti. Così, da perfetti sconosciuti, ci si può raccontare senza barriere.

Il re Bafè e le altre storie per crescere bene ai piedi dell’Etna ultima modifica: 2017-06-26T10:39:38+00:00 da Chiara Emma

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