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Melior de Cinere Surgo: un docufilm che deflagra orgoglio catanese

Riprese di Melior de Cinere Surgo, regia di Antonio Costantino
Beatrice Costantino

A Catania stendardi e bandiere dedicati alla Santa patrona fanno già da corollario alla città. I devoti si preparano alla grande festa, mostrando al pubblico le prime candelore. Oltre ai preparativi però, quest’anno, ci attende un appuntamento immancabile, dedicato soprattutto a chi vuole approfondire la conoscenza della maestosa Festa di Sant’Agata.
Ci riferiamo al 29 gennaio, giorno in cui uscirà l’attesissimo Melior de Cinere Surgo, primo docufilm dedicato alla 3 giorni agatina, proiettato in esclusiva al Cinestar del parco commerciale I Portali di San Giovanni La Punta.

Il docufilm è girato a Catania nel triennio 2017-2019. Regia di Antonio Costantino e produzione romana di Marco Sani (Fregene per Fellini). Sorpresa molto piacevole è che registra quasi il sold out di pre vendite per la prima di giorno 29 (disponibili ancora i ticket per giorno 30 e 31).

Riprendendo la celebre frase inscritta sulla porta ferdinandea del Fortino, Melior de Cinere Surgo fa un focus sulla parte più intima della festa catanese, ovvero il rapporto tra i devoti e la manifestazione. Vi è anche una intensissima sequenza etnea di riprese raffigurante i cittadini di Fleri (Zafferana) e le loro testimonianze riguardo il terremoto del 26 dicembre 2018.
La redazione di itCatania ha il piacere di poter intervistare la figura di riferimento dell’intero progetto, nonché il regista Antonio Costantino.

Eruzione dell’Etna, dicembre 2018 - Foto di Beatrice Costantino
Eruzione dell’Etna, dicembre 2018 – Foto di Beatrice Costantino

Come e quando inizia la sua passione per la regia?

«Mi sono diplomato all’Istituto di Stato per la Cinematografia di Roma “Roberto Rossellini”, da lì le mie prime esperienze al cinema nei set, nel reparto fotografia, ricoprendo diversi ruoli. Poi ho scelto di fare Tv principalmente come filmaker, un ruolo molto creativo che mi ha permesso di sperimentare molto. Ho lavorato alla Rai e Canale 5 per diversi programmi; su Sky e su televisioni straniere come per la produzione inglese Sunset

Dopo vent’anni di carriera, questa è la sua prima opera cinematografica come regista. Quando si avvicina al genere del documentario e perché?

«Ho girato due documentari anni fa per la Tv satellitare. È un genere che fortunatamente ha ripreso lo spazio che merita in Italia sia nel cinema che nella Tv. Mi affascina tantissimo raccontare le persone e le loro storie. Tante vite – nel bene e nel male – valgono la pena di essere ascoltate, e non spiattellate come “merce da minutaggio” come accade in tanti programmi e servizi giornalistici televisivi.»

Lei abita a Roma, ma è nato a Catania

«Mi definisco un catanese a Roma ed un romano a Catania: la mia famiglia è una di quelle grandi e belle famiglie siciliane di una volta. I miei genitori (catanesi doc), una volta sposati si sono trasferiti a Roma. Sono nato a Catania perché mio padre viaggiava spesso per lavoro e quindi tutta la mia vita l’ho vissuta nella capitale. In realtà non credo che il luogo di nascita determini l’appartenenza di una persona, ma il sangue che scorre nelle mie vene è indiscutibilmente quello catanese, nonostante sia grato alle opportunità formative e professionali che mi ha dato Roma.»

Com’è stato emotivamente lavorare per un docufilm riguardante una tematica storico-religiosa così importante per la sua città d’origine? 

«Ricordo che da bambino – vedendo i devoti urlanti e con i ceri accesi sulle spalle – credevo di assistere a qualcosa di “tremendo”. Nel 2017 iniziai le riprese di Melior de Cinere Surgo e decisi di “scendere tra i devoti” per  capire il significato del “Semu tutti devoti tutti“, per cogliere gli aspetti più emozionanti, più profondi della fede. Mi sono dunque mescolato tra la folla. Ho capito fin da subito che non sarebbe bastato il tempo per raccogliere abbastanza testimonianze, perciò decisi di rimandare ad altra data tale lavorazione. Lo scorso anno ebbi l’idea definitiva: sceneggiare la storia di un giornalista televisivo inviato a Catania, e creare un film nel film.
Durante le riprese, documentai anche un evento devastante come il terremoto del 26 dicembre 2018. Mi recai a Fleri e raccolsi testimonianze di disperazione dei terremotati. Mi colpì la forte determinazione a voler rinascere, l’atteggiamento dignitoso e pieno di orgoglio del popolo siciliano.»

Devoti di Sant'Agata recitano le giaculatorie durante la notte del 4 febbraio - foto di Beatrice Costantino
Devoti di Sant’Agata recitano le giaculatorie durante la notte del 4 febbraio – foto di Beatrice Costantino

Com’è stato il rapporto lavorativo con il cast di Melior de Cinere Surgo e col produttore Marco Sani?

«Ho lavorato con la mia sceneggiatrice Noa Palotto e Marco Sani, produttore di Fregene per Fellini, con il quale avevo già collaborato in passato. Marco non era mai stato in Sicilia e non conosceva in modo approfondito la storia di Sant’Agata e della passione di un intero popolo. Gli ho raccontato a voce cosa avevo in mente. Non ha letto il soggetto, gli è bastato guardarmi negli occhi. Quegli occhi da siciliano che trasmettono passione. Alla fine gli chiesi: «Che ne pensi?» e lui «Quando partiamo?»

Il protagonista Leonardo è interpretato da Plinio Milazzo (bravissimo attore catanese che – ironia della sorte – al contrario mio è catanese con origini romane). Il suo compito è stato ostico: finché chiedi ad un attore di imparare un copione, naviga nel suo mare, ma quando chiedi di sedere davanti a gente che ha perso tutto dopo un terremoto e far uscire le battute dal cuore, leggendo l’anima di chi ha di fronte (ho voluto appositamente che Plinio si scontrasse contro questa realtà proprio il primo giorno di riprese), allora sì che la sceneggiatura acquista intensità!

L’amico storico che accompagna Leonardo è interpretato dal catanese Fabio Costanzo, famoso per la partecipazione nella serie de Il Commissario Montalbano. Sono fiero e felice di raccogliere la testimonianza di Andrea Lo Cicero che – come devoto – non ha smesso di essere presente alla Festa di Sant’Agata. Ringrazio tutti coloro che hanno dato la loro testimonianza: vulcanologi, guide, reporter, devoti. Tutta gente che ha aggiunto un tassello importante in quel magico puzzle di ruoli ed intenti che compongono un’opera cinematografica.»

Può brevemente anticiparci i suoi futuri progetti? Ce ne saranno altri riguardanti nuovamente Catania?

«La Sicilia è un set a cielo aperto. Catania si compone – nel raggio di pochi metri – di mare, collina e montagna, ambienti naturali unici e location storiche spettacolari, per non parlare di ville e palazzi nobiliari barocchi. Mi piacerebbe approfondire la storia di Sant’Agata dal punto di vista meramente religioso. Ho ricevuto apprezzamenti per il docufilm (e ne sono rimasto onoratissimo) da parte dei più alti esponenti ecclesiastici catanesi legati alla Santa. Ringrazio il dott.re Riccardo Tomasello che ha accolto il nostro progetto, e ci ha aperto le porte e fregiato di essere all’interno del programma ufficiale della Festa».

Martina Tolaro

Autore: Martina Tolaro

Editor, curator e redattrice freelance. Laureata in Lettere moderne, dal 2011 ad oggi collabora con riviste culturali free press siciliane, con radio indipendenti e con diverse case editrici catanesi come la Moondi Edizioni, e la Villaggio Maori Edizioni. Ha collaborato come redattrice anche con imprese culturali come Galleria Koart, e con blog come Balloon Project.
Melior de Cinere Surgo: un docufilm che deflagra orgoglio catanese ultima modifica: 2020-01-28T09:41:19+01:00 da Martina Tolaro
Melior de Cinere Surgo
Cinestar I Portali, Via Catira Santa Lucia,San Giovanni La Punta,Sicilia-95037
29 Gennaio 2020
31 Gennaio 2020
Melior de Cinere Surgo, l'attesissimo docufilm di Antonio Costantino sulla Festa di Sant'Agata e sulla bellissima Catania, uscirà in esclusiva nelle sale del Cinestar de I Portali (San Giovanni La Punta) giorno 29 gennaio, e sarà in programmazione fino al 31! Non perdetevelo!

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