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Libertinia, alla scoperta del borgo catanese

Libertinia, borgo catanese

Libertinia, un borgo rurale catanese “dimenticato”. Un luogo nascosto, l’anima poetica della terra. Da borgo nato durante il periodo fascista a centro di ricerca per la cerealicoltura. Una zona arida negli anni ’30, intrisa di miseria e desolazione. Un luogo, però, diventato giardino grazie alla lavoro e alla fatica degli uomini. Vivace, stimolante e pieno di vita. Un borgo dove si lavorava da mattina a sera.

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Stazione del borgo rurale catanese. Foto di Angelo Iaci

Libertinia, il borgo rurale catanese

Libertinia, unica frazione di Ramacca, ha subito diverse fasi storiche e altrettante trasformazioni. Nata nel 1922 durante il periodo fascista per sviluppare il latifondo siciliano, è passata a zona brulla negli anni ’30. Successivamente è stata un centro vivace di lavoro fino al suo abbandono. Negli ultimi anni si è ripreso grazie alla fondazione del C.R.E.A., con un centro di ricerca per i cereali. La fondazione di Libertinia si deve al barone Gesualdo Libertini. Le prime case coloniche si hanno proprio nel 1922 e il progetto si avvalse di una legge sulla bonifica del 1924 e continuò fino al 1928 con la costruzione del villaggio, dei depositi, della chiesa e di una piazza. Un luogo successivamente abbandonato e dimenticato con la chiusura della posta e perfino della chiesa. Una frazione cara all’ex assessore ai Beni Culturali e professore Tusa che ci aveva vissuto da bambino.

Libertinia – ha affermato nel 2019 durante la presentazione del libro che ripercorre tutta la storia del borgo dal titolo Libertinia di Eletta Massimino e Stefania Licciardello – è un luogo molto caro dove ho vissuto da bambino ed al quale sono molto legato sentimentalmente […] Un borgo per anni vivace, pieno di vita, di giovani, dove si lavorava da mattina a sera, con una produzione agricola molto ricca.

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Copertina del libro dal titolo Libertinia, di Eletta Massimino e di Stefania Licciardello

Oggi, però, abbandonato e desolato: la posta chiusa, andati via i carabinieri, chiusa anche la chiesa […] questi luoghi possono e devono rinascere, occorrerebbe investire in questi luoghi, certo con attenzione; lo Stato è stato per molti anni assente; occorre colmare lacune e ritardi perché questi luoghi fanno parte della nostra storia e da quelle terre è uscita la nostra ricchezza.

Oggi, certo, occorre pensare a modelli di sviluppo diversi, ma come non pensare a luoghi dove riscoprire occasioni di vita lenta, legata al territorio, alla stagionalità, alla luce, agli odori e ai sapori, ma con adeguata viabilità, ora carente in molte zone e che richiederebbe ben 480 milioni di euro per la sistemazione totale nell’isola.”

La stazione agricola di ricerca 

Il C.R.E.A ha portato una nuova linfa vitale grazie alla stazione agricola di ricerca che ospita le prove sperimentali dei grani antichi, ma anche delle nuove varietà come Sant’Agata, Etna e Ciclope. Libertinia, inoltre, è stata inserita nel censimento FAI nel 2020. I dati sulla popolazione parlano di 124 abitanti. Per approfondire la storia del piccolo borgo consigliamo la lettura del volume Libertina edito da  NÈON e l’approfondimento del progetto VacuaMoenia.

Libertinia, alla scoperta del borgo catanese ultima modifica: 2021-10-29T11:38:41+02:00 da Cristina Gatto

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