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Le eccellenze siciliane in Oriente: Cina chiama Catania

Cinesi a Catania. Foto di: LiveSicilia

In totale sono 7.730,61 i km che separano Catania dalla Cina. Dal mese scorso, però, l’Oriente non è più così distante dalla città etnea. Accordi commerciali, infatti, hanno reso questi due mondi, così diversi ma al contempo così simili, molto vicini.

La Sicilia in Oriente: amore indiscusso per la nostra terra

La comunità cinese a Catania è davvero molto vasta. Se da una parte i primi cinesi migrati in Sicilia e a Catania non furono visti di buon occhio (basti pensare alle leggende metropolitane inventate per screditarli, come quella delle stanze segrete nei loro negozi in cui si sosteneva che avvenisse il contrabbando di organi umani), oggi questa comunità arricchisce in maniera esponenziale il panorama demografico e commerciale del Sud Italia. I cinesi si sono integrati e amano la nostra città e la nostra cultura proprio come noi (forse, ahimè, anche di più!).

Il mese scorso, a conferma del loro amore per la nostra terra e per le sue produzioni, è stata avviata una stretta collaborazione commerciale tra Cina e Catania. Le arance siciliane, ma anche le eccellenze eno-gastronomiche dell’Isola, verranno vendute ai produttori cinesi. Infatti, il primo carico di 40 tonnellate di arance (Moro e Tarocco) è stato venduto a Shanghai grazie ad una vasta rete di supermercati. Una nuova “Via della Seta” sta per nascere. Si spera che, con gli anni a seguire, il commercio tra Cina e Sicilia possa intensificarsi.

Arance rosse siciliane.

Arance rosse siciliane.

Gemellaggio tra Catania e la città di Sanya

L’amore che i produttori cinesi hanno per la nostra Isola non è nuovo. Esattamente due anni fa è avvenuto un importante gemellaggio tra Catania e Sanya, città della Cina meridionale. L’accordo tra le due compagini mirava ad uno sviluppo turistico e culturale, ma anche eno-gastronomico con la promozione della dieta mediterranea. Il gemellaggio è nato anche perché le due città sono abbastanza simili tra loro, seppur molto diverse: entrambe sono importanti località marine del Sud, vantano una storia secolare e credono fortemente nella forza del turismo.

La Cina è sempre stata “vicina”: la produzione della seta a Catania nel ‘500-‘600

La “Via della Seta” raccontata da Marco Polo ha permesso lo sviluppo dell’allevamento del baco e della produzione della seta in tutta Italia, in special modo in Calabria. In Sicilia, invece, fu Palermo ad averne inizialmente il monopolio. Ben presto anche a Messina, Noto, Caltagirone, Catania e provincia, Siracusa e Trapani si sviluppò l’attività serica, nonché la coltura del gelso e la filatura del prezioso tessuto.

Produzione della seta in Italia. Foto di: calabresi.com

Produzione della seta in Italia. Foto di: calabresi.com

Acireale, in provincia di Catania, detenne un importante monopolio di produzione della seta, specialmente dopo che re Ferdinando III di Borbone dispose che ogni città potesse acquistare liberamente filatoi e telai utili per la lavorazione della seta. Nel 1600 anche Misterbianco divenne un importante polo di produzione di seta. Gli alberi di gelsi, necessari per la produzione dei bozzoli da cui poi veniva estratta la seta, si trovavano principalmente nel quartiere de’ “Manganeddi”. Le botteghe dove avveniva l’estrazione e la sua lavorazione, erano centinaia in questo luogo.

Dopo un periodo di decadenza (anni in cui Napoleone aveva imposto il blocco continentale), la seta riprese un nuovo slancio nell’Ottocento. Infatti, fino al 1830, nella sola città di Catania lavoravano dai 15 ai 20 mila operai, cioè poco meno del 50% dell’intera popolazione. Dopo il 1850 la sericoltura perse ogni valenza economica e commerciale, fino a scomparire del tutto.

Angelo Battiato espone la produzione della seta a Misterbianco in un interessante racconto dal titolo “La Cina, Misterbianco, i Manganeddi e la Via della Seta”. Ve ne consigliamo la lettura.

Immagine di copertina: LiveSicilia

Valentina Friscia

Autore: Valentina Friscia

Chi sono io? Un’amante della vita, della lettura, degli animali e della propria città. La versatilità è una delle mie virtù, così come l’enorme pazienza nei confronti del genere umano. L’amore per i libri e per la scrittura mi ha permesso di accedere ad un mondo fino a poco tempo fa sconosciuto: l’arte del giornalismo con tutte le sue sfaccettature.

Le eccellenze siciliane in Oriente: Cina chiama Catania ultima modifica: 2019-04-08T09:47:45+02:00 da Valentina Friscia

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