LO SAPEVI CHE

Porto di Catania: storia, progetti, spensieratezza e libera riflessione..

il porto di Catania ha un molo di levante lungo quasi due chilometri
18791,9096

Vuoi aggiungere delle "Foto" a questa sezione? Aggiungi

Il porto di Catania oggi è meta di molte attività, non sempre legate al mero mondo marittimo. Alle volte può diventare meta del turismo artistico, ed ecco i silos della Street Art Silos, realizzati qualche anno fa. Si può entrare per visitare la Vecchia Dogana: luogo riorganizzato all’interno del quale puoi fare, praticamente, di tutto. Una serata in disco, una cena romantica, oppure visitare lo show room di Cartura, bottega d’arte e magia. Il porto può essere, anche, il posto ideale dove fare un aperitivo con gli amici e, nel frattempo, ascoltare musica live. Al porto si possono fare delle lezioni all’aperto, perché no, oppure del puro sano jogging. Insomma, parliamoci chiaro: chi vive il porto solo per prendere una nave o aspettare un pacco, non ha capito granché del porto di Catania.

La Storia del Porto: mille dominatori e mille trasformazioni.

La storia del porto di Catania si intravede già in alcuni scritti latini, dove si parla della città di Catina. Siamo in epoca romana e in questo periodo il porto della città ha un ruolo legato al commercio del grano. Su dove sia situato, però, abbiamo notizie poco certe, a volte anche fantasiose, se non impossibili. Per non parlare della trasformazione che ebbe la città in seguito alle molte colate laviche e la presenza del mare fin sotto gli Archi della Marina.

Intorno al 900-1000, si hanno notizie di un porto costruito dai saraceni. All’epoca si trattava di un semplice approdo per piccole navi e commerci. Grazie al re Alfonso d’Aragona, intorno al 1438, venne costruito il primo vero porto di Catania. Esso veniva costruito nello stesso luogo in cui l’avevano posizionato i saraceni. Il porto ora possedeva un molo organizzato e fortificato per accogliere navi più grandi e anche da guerra. Il caricatore di Catania (il magazzino per il grano, che caricava la merce direttamente sulle navi, gestito dal Maestro Portulano) avrebbe man mano emarginato la concorrenza dei piccoli scali situati più a sud (Brucoli, Agnone, etc.).

Infatti, il nostro porto riusciva ad esportare la maggior parte dei grani dei suoi magazzini verso Messina e verso la Calabria. Anche l’esportazione del vino ebbe un ottimo piazzamento nel traffico marittimo dei prodotti simbolo della zona. Vino, agrumi e grano erano i nostri fiori all’occhiello.

la storia del porto di Catania

Due opere che rappresentano il porto di Catania e la città antica. Con l’Etna che domina alle spalle di Catina.

Dopo la mareggiata del 1601..

Spesso il mare qui a Catania è un’anima che dona e toglie con la stessa velocità. Infatti, nel 1601 è documentata una devastante mareggiata che distrusse buona parte del molo. I Borboni nel 1700 attuano un intervento di manutenzione, insieme ad alcuni tecnici provenienti da Malta. Questo intervento era volto a realizzare delle casse di calcestruzzo da gettare in mare, di fronte al porto. Così da poter creare una barriera contro le potenti mareggiate. Non fu solo questo l’intervento borbonico, infatti, dopo circa cent’anni, si costruirono due moli. Il primo lungo circa 260 metri e il secondo 125. Essi sorgevano dove oggi c’è il porto vecchio.

Nel 1869 il porto di Catania subisce un’importante ammodernamento: viene collegato alla stazione ferroviaria centrale. E trent’anni dopo si crea anche un arrivo della Ferrovia Circumetnea, oggi quel capolinea è della metropolitana della città. Durante il novecento, nel porto di Catania vengono adattate diverse modifiche. Viene allungata la diga foranea di 570 metri circa, si migliora la barriera con altre casse di calcestruzzo, le banchine del Molo Crispi (a est degli Archi della Marina) vengono costruite e interrate per ospitare l’attracco delle navi. Il porto di Catania assume l’aspetto che conosciamo tutti. Nel 1994 si regolarizza la figura e la funzione delle Autorità Portuali.

La speranza che da sempre è riposta nel porto di Catania

E’ chiaro che nei vari periodi, anche con dominazioni differenti, la voglia di far diventare il porto di Catania un vero e proprio punto nevralgico è predominante. Il sogno, da parte dei vari gruppi dirigenti che si sono susseguiti, è quello di dare al porto uno ruolo diverso e non marginale. In realtà, però, non ci furono delle vere e proprie opere fortificanti. Soprattutto durante l’età moderna il sistema difensivo non venne rinforzato e gli attacchi e la razzie dei corsari erano frequenti. Per non parlare del periodo della Guerra e dei bombardamenti che subì. Come dice Maurice Aymard: “Catania era destinata a rimanere una città aperta, secondo la felice formulazione del principe di Biscari, cioè una città aperta alle navi di commercio, non ad una flotta militare.”

E oggi com’è fatto il porto di Catania?

Oggi il porto di Catania si presenta più o meno così. Se lo misurassimo tutto, considerando terra e acqua, misurerebbe 470.000mq. La sua posizione, geograficamente parlando, è proprio al centro del Mediterraneo. Si trova equidistante fra il Canale di Suez e lo stretto di Gibilterra, ma è anche equidistante dai porti europei e da quelli africani. Questo era il centro del mondo una volta, quando ancora la Terra conosciuta non andava oltre le colonne d’Ercole. A levante è chiuso da un molo foraneo, chiamato appunto Molo di Levante, lungo 1860 metri, con un pennacchio finale di 40 metri. Il fanale alla sua estremità è verde e intermittente.

A sud è delimitato da un altro molo, chiamato Molo di Mezzogiorno. Questo molto è decisamente più corto, 420 metri, un pennello finale di 65 metri e un fanale rosso, pronto a far l’occhiolino alle imbarcazioni. Poi c’è un porto nuovo (a nord-est), a forma poligonale, delimitato da due moletti di levante e di ponente. A ovest di questo porto c’è il porto vecchio, che ormai funge da banchina per la pesca e per il traffico dei motopescherecci. Al suo interno ci sono moltissime altre cose: tipo un’officina meccanica, distributori di benzina, approvvigionamento idrico, sette gru, due congelatori, e tantissime altre cose utilissime, che però non elencheremo qui.

Progetti futuri, che già appartengono al passato, ma la speranza è l’ultima a morire!

i progetti del 2016 per il porto di catania

Nel 2016 sono stati firmati dei progetti per la riqualifica del porto di Catania: ecco come potrebbe diventare nel futuro (foto da catania.mobilita.org)

Per il futuro il porto di Catania pensa in grande. Sembra, infatti, che ci sia in ballo un progetto di oltre tre milioni di euro per il rifacimento dell’area aperta alla città. Questo progetto prevede una lunghissima passeggiata ciclo-pedonale di circa due chilometri con illuminazione e panchine, la realizzazione di un’area attrezzata per lo sport e anche una piscina d’acqua salata. Il progetto, firmato nel 2016, ancora non vede la luce e attualmente non c’è il minimo accenno, da parte delle autorità, alla sua realizzazione. D’altro canto prendono il via i lavori per riunificare il quartiere della Civita al porto di Catania. Al fine di riunire la città al suo porto e ridare ad entrambi ulteriore possibilità di riqualifica. Ci auguriamo tutti che i progetti in ballo per il porto si possano realizzare. In fondo, chi non vorrebbe un porto dedicato ai cittadini, al loro svago e tempo libero?

Il porto di Catania e il nostro oggi!

Per il momento, ci godiamo il porto di Catania di oggi. Dove le attività sono tutte relegate alla zona dell’entrata turistica, dalla Vecchia Dogana fino al porto di levante. E così tra un cocktail, quattro salti, una cover dei Subsonica e uno spettacolo di Cartura, ci godiamo il nostro vecchio porto. E se ci va, magari, possiamo anche andare a lezione di vita con la professoressa e filosofa Donatella Di Cesare. Le lezioni verteranno sul fenomeno della migrazione, integrazione, odio e legalità: (voci) dal Confine. Organizzate dal network Sconfinati, le lezioni/dibattito, si terranno proprio sulle banchine del molo di Levante e sono iniziate già sabato 20 ottobre. Perché l’importante è  “leggere e studiare. Bisogna conoscere per combattere l’ignoranza”(D.D.C).

Correre a Catania sul molo di Levante del Porto è tra l'esperienze che un runner deve fare

Il Molo di Levante del Porto di Catania

Il punto è che il nostro porto ha mille facce e mille destinazioni ed, in fondo, quale porto che si rispetti ha caratteristiche diverse da queste?

Il porto di Catania è tante cose messe insieme.

Può essere solitudine del pescatore, forza del corridore, spensieratezza del giovane e stupore del turista. Eppure è anche scontro in politica, speranza nella disperazione e faro acceso nel mare dell’ambiguità.

Manuela de Quarto

Autore: Manuela de Quarto

Sono nata a Catania, in Sicilia. Ho scoperto che amavo leggere quasi subito. Leggevo di tutto, rubavo i libri alle mie sorelle più grandi o li prendevo in prestito da parenti e amici. Leggevo libri e mangiavo limoni, entrambe le cose mi stavano portando dritto alla morte, sarà il destino delle grandi passioni!
E poi un giorno, avrò avuto circa dieci anni, ho scritto la mia prima storia: da lì non ho più smesso, né di scrivere né, ovviamente, di leggere e mangiare limoni.

Porto di Catania: storia, progetti, spensieratezza e libera riflessione.. ultima modifica: 2018-10-25T10:04:33+00:00 da Manuela de Quarto

Commenti

To Top