itCatania

INTERVISTE SANT'AGATA

I Portatori di Candelore raccontati da Alessandro Miccione

Candelore - foto di: Alessandro Miccione

Il gruppo dei portatori dei Cerei votivi per Sant’Agata sono da sempre considerati una categoria di difficile apertura, chiusa nelle loro chiumme e nella personale devozione per la Santa Patrona di Catania. Oggi itCatania ha intervistato per voi Alessandro Miccione, autore di numerosi libri, che ci aiuterà a comprendere meglio questa categoria poco conosciuta e “in continuo movimento”, ma purtroppo “ferma” alle continue ingiurie e attacchi da parte del mondo del giornalismo.

Per chi ha occasione di frequentare in toto la festa di Sant’Agata, negli anni Alessandro Miccione è certamente divenuto un “personaggio pubblico”, grazie specialmente ai suoi libri e a tutto l’amore che mette nella loro realizzazione.

Alessandro Miccione ci parli, brevemente, delle sue opere e di cosa trattano.

<<Essere definito “personaggio pubblico” mi sembra un po’ eccessivo, anche se non posso negare che i miei libri sui portatori mi abbiano dato una certa visibilità ed un discreto apprezzamento nell’ambiente agatino. In passato non ho mai avuto l’ambizione di pubblicare un libro anche se ho sempre avuto la passione per la lettura. In realtà è stata una serie di coincidenze a spingermi a pubblicare nel 2017, il mio primo libro “Nelle Mani di Sant’Alfio” in cui descrivo la devozione ai tre Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino. “Il Viaggio”, pubblicato lo stesso anno si ricollega al precedente, raccontando la storia dei “nuri” che tutti gli anni compiono un pellegrinaggio che ha come meta il Santuario di Sant’Alfio di Trecastagni.>>

Le candelore, con i suoi portatori, sono i temi “caldi” nei libri di Alessandro Miccione. Come è avvenuto e come è stato approcciarsi con i portatori, una categoria ritenuta un po’ “chiusa” specialmente a causa dei continui attacchi giornalistici?

<<“Candelore e Portatori” è stato il frutto di una storia d’amore con Catania, una di quelle passionali in cui trovi affascinanti anche i difetti e non solo le virtù. Quest’attrazione mi ha spinto ad acquisire una maggior conoscenza sulla festa di Sant’Agata e sulle candelore, innegabilmente l’elemento più gioioso delle celebrazioni. Consultando diversi testi in cui si descrivevano i cerei, notai che il ruolo dei portatori era pressoché assente; tutt’al più qualche nota di fine Ottocento che li descriveva come rissosi e dediti al vino. Un articolo giornalistico riportava che in passato alcuni portatori erano stati coinvolti nel processo sulle infiltrazioni mafiose nella festa; altri commenti li descrivevano come mercenari che utilizzavano le candelore a fini personali. Ma chi erano i portatori e da dove venivano?

Libri Alessandro Miccione
Alcuni dei libri pubblicati da Alessandro Miccione. Foto di: Alessandro Miccione

Il mio primo contatto con i portatori risale al 2017, per l’Ottava di Sant’Agata, l’ultima giornata che conclude le celebrazioni di febbraio. Paradossalmente, furono i portatori a diffidare di me credendo che fossi un giornalista a caccia di facili scoop. Soltanto la disponibilità di un funzionario della Dogana, nipote, figlio e fratello di portatori, mi permise di avvicinarmi ad “una categoria ritenuta un po’ chiusa a causa dei continui attacchi giornalistici”. Anche adesso, dopo tre anni dalla pubblicazione di Candelore e Portatori, qualcuno mi chiede se i portatori sono stati coinvolti o meno in affari illeciti. La mia risposta è sempre uguale: uno scrittore non è un giudice e un libro non è un tribunale dove si assolve o si condanna; il mio ruolo è stato semplicemente quello di dare voce ad una categoria che stentava a farsi ascoltare.>>

Alessandro Miccione come nascono i portatori e quali cambiamenti ha avuto la loro categoria al giorno d’oggi?

<<La loro storia nasce nel porto di Catania alla fine dell’Ottocento, quando i portatori venivano reclutati fra i vastasi (gli scaricatori), uomini rudi, anche violenti, semianalfabeti, con famiglie numerose da sfamare, ma dotati di una straordinaria resistenza alla fatica che li rese dei candidati ideali per diventare dei portatori. I portatori di oggi sono molto distanti dai vastasi di ieri; non sono più scelti, ma scelgono di fare i portatori per passione, discendenza familiare o per devozione. I più giovani hanno in tasca diplomi di scuola superiore e qualcuno ha proseguito gli studi fino all’Università; fra di loro ci sono impiegati, operai, artigiani, commercianti, infermieri e purtroppo, anche dei disoccupati.>>

<<Nonostante i tempi siano cambiati, il loro ambiente mantiene ancora delle regole non scritte fondate sul rispetto, la competenza e il carisma personale. Per molti portatori e appassionati, la candelora costituisce anche un motivo di aggregazione simile alla passione per il calcio, dove si commenta il campionato e si confrontano le varie squadre, in questo caso le varie chiumme (l’insieme dei portatori di ogni cereo) della festa di Sant’Agata.>>

La festa di Sant’Agata 2020 ha portato una ventata di novità per le candelore, grazie all’istituzione di un museo a loro dedicato all’interno della chiesa di San Nicolò l’Arena. Come è stata vista questa scelta dalla categoria dei portatori (e anche da lei)?

<<La ventata di novità ha un nome, quello di Riccardo Tomasello, presidente del Comitato per la Festa di Sant’Agata, eletto nel 2019. Fin da subito Tomasello ha iniziato a dialogare (e ascoltare) con i portatori ridando alla categoria credibilità ed importanza all’interno della festa. Il coinvolgimento del presidente è stato pressoché totale, tanto da cimentarsi nel ruolo di currìa davanti (il portatore che conduce il cereo) e nel salire su un cereo per un’annacata.

Candelore A Catania
Alessandro Miccione in compagnia di alcuni Portatori durante la festa di Sant’Agata. Foto di: Alessandro Miccione

Il Museo delle Candelore è stata la realizzazione di un’idea nata qualche decennio fa e mai concretizzata. Nel passato le candelore venivano “ospitate” saltuariamente da varie chiese come S. Agata la Vetere, S. Francesco di Paola, S. Caterina, S. Francesco all’Immacolata o in edifici pubblici, come il vecchio mercato ittico di via Cristoforo Colombo, e in strutture private. I grandi spazi della chiesa di San Nicolò l’Arena si sono rivelati il luogo ideale per esporre permanentemente la maggior parte delle tredici candelore, dando il giusto risalto e dimensione a quello che monsignor Giovanni Lanzafame ha definito come “Barocco in movimento”.

Personalmente, ritengo che la creazione di un Museo delle Candelore, se efficacemente pubblicizzato e valorizzato, possa anche apportare un flusso di denaro da destinare ai restauri di cui i cerei hanno costantemente bisogno. Da parte dei portatori e degli appassionati, la notizia è stata ben accolta. Qualcuno ha sollevato qualche perplessità sulla parola “museo”, giudicandola poco adatta a degli oggetti d’arte dinamici come le candelore. Un dubbio che Riccardo Tomasello ha pubblicamente dissipato ribadendo che i cerei non potranno mai essere esclusi perché parte indispensabile della festa di Sant’Agata.>>

Cosa ha in serbo Alessandro Miccione per il futuro? Novità editoriali?

<<Sono sempre interessato a seguire ogni notizia che riguardi le candelore, ma credo che, dopo ben quattro libri sui cerei di Catania e provincia, per il momento non ci sia più molto da dire. In questo mese di febbraio, uscirà il mio ultimo libro dal titolo “Il Sacco e la Cera”, principalmente dedicato alla devozione agatina ed in particolare alla tradizione relativamente recente dei portatori di torcia; il libro raccoglie anche numerose interviste a devoti e personaggi pubblici come Riccardo Tomasello, padre Antonino De Maria, Renato Camarda, Ugo Longobardo e Damiano Capuano, che in modalità differenti si collegano al tema dell’offerta della cera a Sant’Agata. Un capitolo a parte sarà dedicato alla recente scomparsa del Commendatore Luigi Maina ed agli ultimi aggiornamenti riguardanti la festa mancata del 2021 che, malgrado tutto, come si dice in rete, sarà comunque festa.>>

Potete acquistare i libri di Alessandro Miccione su Youcanprint:
“Nelle Mani di Sant’Alfio”, 2017.
“Il Viaggio”, 2017.
“Candelore e Portatori”, 2018.
“Cannalori”, 2019.
“Candelore dei Paesi Etnei”, 2019.
“Stanga e Currìa”, 2020.

Di prossima pubblicazione:
“Il Sacco e la Cera”, 2021.

I Portatori di Candelore raccontati da Alessandro Miccione ultima modifica: 2021-02-03T15:11:57+01:00 da Valentina Friscia

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