Casa sociale delle donne: luogo per chi non ha voce

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Casa sociale delle donne: luogo per chi non ha voce

Casa sociale delle donne, realtà di aggregazione per le vittime di tratta ph Angela Strano

Casa sociale delle donne, realtà di aggregazione per le vittime di tratta ph Angela Strano

Un contesto che dà la possibilità di una nuova esistenza a chi si è ritrovata in grosse calamità. Un luogo in cui affiora la forza ricreativa e rigeneratrice femminile, repressa da situazioni violente. La Casa sociale delle donne ha come target di riferimento rifugiate, richiedenti asilo, vittime di tratta. Lo scopo è colorare la loro vita, dopo brutte sofferenze.

Come se ne sono costituite le fondamenta

La Casa sociale delle donne è un progetto dell’associazione Penelope, realtà da sempre contro la violenza in tutte le sue declinazioni. Esso ha trovato finanziamento con l’8×1000, gestione sociale anno 2019. Prima dell’inaugurazione ufficiale, avvenuta lo scorso 5 maggio, con tanto di saluti istituzionali, vi è stato un preciso iter per adibire la struttura. Hanno trovato svolgimento anzitutto i lavori preliminari per organizzare e gestire attività, spazi, arredamento. Si sono tenute pure le riunioni con le donne già prese in carico dall’Ufficio di contatto e segnalazione in via Sangiuliano. Nel corso degli incontri si è presentato loro il progetto e sono emerse le loro intenzioni, propensioni, interessi. Tutto ciò ha poi trovato concretizzazione nelle attività della Casa.

Inoltre, prima dell’inaugurazione ufficiale, si è strutturata una mappa territoriale con altri enti del Terzo Settore che convergono in ragioni sociali simili. Tra queste si è creata una sinergia e si è costruita una rete, con una solida collaborazione che tuttora sussiste. Il budget disponibile ha consentito di acquistare gli arredamenti in rapporto alle attività concordate da svolgere. Prima di allestire lo spazio le riunioni hanno avuto luogo nella casa vuota. Il target di donne individuate ha così percepito la differenza tra uno spazio vuoto e uno arredato. Questo è stato pure un approccio per acquisire familiarità col contesto.

Casa sociale delle donne, l'ufficio
L’ufficio della Casa sociale delle donne che fa da sportello antiviolenza ph Angela Strano

Casa sociale delle donne: la sua essenza

Lo scorso 23 giugno le donne già frequentanti lo spazio sono state protagoniste di attività ricreative. Si è tenuta una sfilata coi capi da loro ridefiniti e lavorati, nonché momenti conviviali in cucina. Un’occasione in cui la Casa sociale ha teso a farsi conoscere e a proporsi nel territorio catanese. Essa presenta diverse stanze, tutte assolutamente funzionali. Vi è anzitutto l’ufficio, gestito dall’assistente sociale, dall’avvocata, dalla mediatrice linguistica-culturale. Qui avvengono il disbrigo pratiche, la consulenza legale, la ricerca di casa e lavoro, quindi uno sportello sociale.

Ma l’ufficio funge soprattutto da sportello antiviolenza: si assistono le donne migranti irregolari le quali, proprio per la loro condizione di vulnerabilità, sono esposte alla violenza. Le donne rifugiate e vittime di tratta così trovano assistenza; esse hanno la possibilità di ottenere il permesso di soggiorno. Poi man mano esse seguono un percorso di integrazione sociale. Le attività svolte in sede stimolano queste donne in difficoltà a scoprire il loro potenziale e quindi ad essere coese col tessuto sociale.

la stanza dove si svolge il laboratorio di cucito
La stanza allestita per il laboratorio di sartoria sociale ph Angela Strano

I laboratori stimolanti la creatività e la socialità alla Casa sociale delle donne

Una delle colonne portanti è il laboratorio di sartoria. Esso è si stampo formativo, oltre che creativo. Si consente alle donne di apprendere, affinché esse possano tradurre il cucito in un eventuale sbocco lavorativo. Avvengono infatti gli incontri tra le aziende convenzionate con l’associazione Penelope e le interessate, per attivare le borse lavoro, cioè un’indennità di 500€ per effettuare il tirocinio. L’ufficio attiva i tirocini e così sussiste la formazione in azienda. Moda Operandi (MO) è un progetto di sartoria, portato avanti grazie alla collaborazione di Emily e Amelia di Trizzi d’Amuri. Si realizzano abiti che poi costituiranno una vera e propria linea d’abbigliamento. Il nome del progetto indica che attraverso la moda, quella derivante da creazioni autentiche, può volgere al cambiamento.

Il laboratorio di cucina porta ad un incontro tra le tradizioni culinarie italiane e quelle nigeriane. Affiora quindi uno scambio culturale e la socialità tra donne, operatori e volontari. La condivisione dei pasti avviene nel salotto. Trovano allestimento pure le aree baby, per i/le figli/e delle donne assistite, ulteriore supporto per la loro condizione esistenziale. Una è più ricreativa, con laboratori di pittura e disegno; l’altra più ludica, con attrezzature specifiche per il gioco. In rapporto all’età si adibiscono giochi specifici, ad esempio i più piccoli si divertono col puzzle. La sala multiattività, dalle molteplici funzionalità. Qui, oltre a tenersi le riunioni, si svolgono i laboratori di italiano e di arte.

E’ in programma l’allestimento di un cineforum, principalmente su tematiche inerenti la violenza, ma aperto anche ad altro, nonché un laboratorio di danza. In via di attivazione pure la web radio, che trova spazio accanto l’ufficio. Si tratta di una stazione, Radio Clandestine, attraverso cui le donne migranti comunicano le loro esperienze.

Il laboratorio di cucina alla casa sociale delle donne
La cucina, che consente lo scambio culturale e la condivisione dei pasti ph Angela Strano

Un contesto che continua ad espandersi

Per le varie attività è prevista la presenza di due operatori di comunità e degli educatori. Tutto si ripartisce secondo un dato calendario, dal lunedì al venerdì. Vi sono poi i volontari che elargiscono un contributo notevole; sono parte della forza motrice della sede. La Casa sociale delle donne si trova in via Plebiscito 627, nel cuore del quartiere san Cristoforo. Una realtà autentica, poiché tende alla socialità genuina, quella che porta allo scambio e all’accrescimento reciproco. Un luogo in cui, attraverso l’esempio concreto, si tende a scardinare pregiudizi e stereotipi verso le donne di altre etnie. Un contesto che certamente arricchisce Catania, in cui dalla sofferenza scaturita dalla violenza, si crea bellezza nella condivisione e nella socialità.

Casa sociale delle donne: luogo per chi non ha voce ultima modifica: 2022-09-23T09:00:26+02:00 da Angela Strano

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