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Anrì, cantiere di colori e forme sempre più emergente

La bellezza artistica e creativa ad Anrì

Anrì: nascente spazio artistico tra colori e innovazione

Marisa Casaburi è l’anima di Anrì. Come progetto creativo, esiste già da anni e si dispiegava presso lo spazio Utilis in piazza Palestro. Un contesto che ha permesso l’incontro tra Marisa e altre artiste-artigiane. Esse hanno fatto convergere le loro energie creative per l’allestimento di Tabaré. Alcune di queste cinque donne, nel corso degli anni, sono riuscite a costituire un suo spazio. E’ il caso di Lina Lizzio (Red Liliz) con SoRu e adesso di Marisa Casaburi con Anrì. Lo spazio creativo è stato aperto per la prima volta al pubblico lo scorso ottobre, in occasione del più ampio evento Le Vie dei Tesori 2021. L’apertura ha portato grande interesse e riscontro, preceduta da una lunga fase di ristrutturazione, durata oltre due anni.

Marisa Casaburi in passato ha allestito diverse mostre individuali , tutte nel catanese. Una si è tenuta a Mascalucia, altre a Tabaré, tra cui Terraluna del dicembre 2019. Partecipazione pure a varie mostre collettive oltre la Sicilia, tra cui una ad Arezzo. Marisa ha studiato al Liceo Artistico di Catania, Mario Rapisardi è stato suo compagno di classe, che ha stimato. Ella ha continuato il percorso formativo all’Accademia, indirizzo scenografia. Ma le sue creazioni sono in larga misura scaturite dall’esperienza come autodidatta. Marisa si è sempre occupata di illustrazione, disegno, pittura, grafica.

Gli assemblaggi cuore pulsante dell'arte di Anrì
Gli assemblaggi di Anrì, appesi al muro ph Angela Strano

Anrì: la realizzazione artistiche

Il nome deriva dal suono emesso per pronunciare Henrì Matisse, artista preferito di Marisa Casaburi. Una figura che, nonostante le difficoltà esistenziali, trovavo sempre la gioia di vivere. Vi è una produzione tipicamente artigianale. Si realizzano i gioielli secondo una data procedura. Le stoffe morbide si attaccano su carta da giornale e si accorpano col metallo. La produzione artigianale riguarda pure piccole sculture e scatole, stampe, cartoline e oggetti vari. Il tutto trova vendita da Tabaré.

Ciò che caratterizza l’estro artistico di Marisa, e quindi l’essenza di Anrì, sono le tele e gli assemblaggi. Le tele rappresentano frammenti di vita dell’autrice. Un insieme di riquadri che, accorpati, formano la realizzazione artistica. Tele che conducono verso l’inconscio, un mondo il quale solitamente è accantonato o inesplorato. Una di queste produzioni si chiama Apra la porta: i personaggi volgono le loro percezioni verso l’interiorità.

Gli assemblaggi

Gli assemblaggi sono altrettanto peculiari. Si tratta di scatoline le quali anch’esse, unite, costituiscono un unico blocco. Ciascuna di queste è il risultato di una creazione tanto certosina quanto profonda rispetto all’interiorità. Le scatoline sono un collage di materiale eterogeneo ovvero foto, oggettini, frammenti di giornale, ritagli vari. Questo dà luogo a storie che vengono da citazioni di libri, frasi, poesie, canzoni, pensieri personali. Con gli assemblaggi Marisa esprime tutto ciò che sente, in termini di sensazioni e percezioni. Per tale scopo si ispira a produzioni culturali che la colpiscono, che toccano le corde della sua interiorità.

Uno degli assemblaggi rappresenta la furia di Orlando: il brano In volo, rappresentato dal Banco del Mutuo Soccorso, ha suscitato questa creazione. Essa ha poi il suo seguito, incarnante il viaggio di Astolfo, scaturita dal medesimo brano. la realizzazione di un altro assemblaggio E io resto qui, ha trovato spunto dalla poesia di Alda Merini, “Le lacrime non fanno rumore”.

Anrì, laboratorio con un vivace giardinetto
Angolo di progettualità ad Anrì ph Angela Strano

La bellezza che emerge da questo laboratorio artistico-creativo

Tutta la produzione di Anrì trova realizzazione con la cartapesta. Un procedimento tanto tradizionale quanto innovativo, poiché coinvolge più materiali. Gli assemblaggi, tra cui quello chiamato Storie d’oriente, vedono la realizzazione in cartapesta sia per le singole scatoline che per l’intera struttura. Assemblaggi e tele come vere e proprie opere artistiche, frutto di schizzi e progetti vari.

Anrì dà luogo all’immaginario frammentato. Emerge l’idea di spezzettare pensieri, emozioni, materia, affinché tutto ciò si metabolizzi gradualmente. Il messaggio, a livello simbolico, è che la vita va assimilata momento per momento, in modo da attraversarla intensamente, nel bene e nel male. La composizione delle tele e degli assemblaggi richiama tutto ciò. Marisa Casaburi è riuscita a mettere su uno spazio artistico-creativo davvero originale. Situato in via Cifali 67, quartiere Cibali, è un’oasi di tranquillità. Con un giardinetto presente, si tratta di un contesto che incoraggia la creatività e il volgere verso la bellezza. In cantiere c’è la realizzazione di un calendario per il 2022, emblematico rispetto all’essenza di Anrì.

Si auspicano tante iniziative, tra cui l’inaugurazione stessa. Un luogo che può soltanto divenire, perché presenta già un’autenticità. Si vuol trasmettere la gioia di vivere, attraverso le varie sfaccettature cromatiche. Una fucina che crea bellezza.

Anrì, cantiere di colori e forme sempre più emergente ultima modifica: 2021-11-25T11:22:40+01:00 da Angela Strano

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