Femminicidio, il ricordo delle vittime catanesi

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MEMORIA NOI CATANESI ONLUS

Femminicidio, il ricordo delle vittime catanesi

Vittime catanesi di Femminicidio

Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Noi di ItCatania vogliamo ricordare le vittime catanesi: Stefania Noce, Giordana Di Stefano, Vanessa Zappalà e sensibilizzare tutti verso versa questa piaga della nostra società affinché si intervenga con proposte e azioni concrete.

Femminicidio

Si tratta di un termine che è entrato in maniera preponderante nel nostro vocabolario diventando una problematica sempre più forte e sentita. Il femminicidio è un omicidio fondato sull’incapacità di gestire ed elaborare l’abbandono, sulla volontà di demolizione del sesso debole. La maggior parte dei femminicidi è commessa dal marito, dal fidanzato o dall’ex della vittima. Ancora sono tante le donne che subiscono in silenzio, che non denunciano per paura o vergogna, o che al contrario denunciano il proprio carnefice ma non vengono realmente protette. Negli ultimi anni sono aumentati i centri anti violenza che assistono tutte le vittime ma i casi di violenza e omicidio diventano sempre più frequenti.

Il femminicidio è il tema ricorrente della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra ogni anno il 25 novembre.
Il femminicidio è il tema ricorrente della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra ogni anno il 25 novembre. Fonte foto Pixaby

Per tentare di arginare il numero di omicidi nel 2009 è stato introdotto, nel codice penale, il reato di stalking, mentre nel 2013 sono state emanate alcune norme che aggravano le pene per le forme di persecuzioni fisiche o morali perseguite verso una donna. Dall’inizio del 2021, informa femminicidioitalia.info, ci sono stati infatti in Italia oltre 60 femminicidi.

La giornata contro la violenza sulle donne

 Il 25 novembre non è una data scelta a caso: si ricorda l’assassinio delle tre sorelle Mirabal avvenuto durante il regime domenicano di Rafael Leonidas Trujillo nel 1960. Le tre sorelle contrastavano la dittatura che stava dilaniando il loro Paese e per questo furono uccise. L’Onu ha istituito la Giornata internazionale con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999 affinché i governi, le organizzazioni internazionali e le Ong organizzino attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza sulle donne.

Tanti casi di femminicidio a Catania e provincia

Anche Catania e provincia sono stati teatri di efferati casi di femminicidio. Molti ritengono che anche la nostra Sant’Agata sia stata vittima di femminicidio.

Il ricordo di Stefania Noce (1987-2011)

Stefania Erminia Noce era una studentessa della facoltà di Lettere dell’Università di Catania, uccisa a soli 24 anni il 27 gennaio 2011, con 10 coltellate da Loris Gagliano, fidanzato che aveva deciso di lasciare per vivere liberamente la sua vita.

Con lei è morto anche il nonno Piero Miano che aveva tentato di difenderla, nella casa dove vivevano insieme a Licodia Eubea. Gagliano, subito reo confesso, è stato condannato all’ergastolo nel 2014. 

Stefania era una brillante studentessa, scrittrice, autrice de “Ha ancora senso essere femministe“ dove scriveva: “Nessuna donna può essere proprietà oppure ostaggio di un uomo, di uno Stato, né di una religione”; era un’attivista che lottava per i diritti delle donne, sosteneva politicamente la Sinistra, era fra le prime fila della manifestazione del 13 febbraio 2011 «Se non ora quando?» mostrando un foglio con scritto: «Non sono in vendita». Faceva parte del Movimento Studentesco Catanese e di altri movimenti tra i quali No T.A.V. e No M.U.O.S. 

Stefania Noce è una delle giovani donne catanesi vittime di femminicidio.
Stefania Noce è una delle giovani donne catanesi vittime di femminicidio.

Stefania era autonoma, indipendente, viveva per i grandi ideali, per le grandi passioni. Era animata dalla curiositas ed aveva una poliedrica personalità. Con la sua innata forza di vivere, con il suo impegno civico e politico Stefania aveva organizzato una colletta di solidarietà per i terremotati dell’Abruzzo, per il sisma del 2009. Scriveva su giornale di Licodia Eubea, chiamato La Bussola.

Io non ho conosciuto personalmente Stefania pur avendo quasi la stessa età e frequentando la stessa facoltà e corsi. L’ho conosciuta dai ricordi delle mie colleghe, dalle parole acclarate del prof. Antonio Di Grado, dalle testimonianze delle sua amiche e amici sui social.

L’aula A2, all’interno del complesso delle aule del monastero dei Benedettini, porta il suo nome. Stefania è diventata un simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Al 2014 risale anche un docufilm girato da Bibi Bozzato. C’è anche un libro che la ricorda: “Quello che resta. Storia di Stefania Noce”, edito Villaggio Maori, risalente al 2013, scritto da Serena Maiorana.

La vita spezzata di Giordana Di Stefano

A Nicolosi si è consumato l’omicidio della giovanissima Giordana Di Stefano, uccisa nella sua auto con 42 coltellate il 7 ottobre del 2015 per mano del suo compagno e padre di sua figlia Antonio Luca Priolo. Giordana era ragazza madre di vent’anni, praticava con successo la danza, amava la vita e sua figlia. Accortasi del rapporto asfittico e logorante aveva allontanato l’uomo che diceva di amarla. Giordana ha deciso di lasciarlo dopo una serie di episodi di stalking culminate in una denuncia presentata il giorno prima della sua uccisione. L’assassino l’ha attirata nella sua trappola con la scusa di un chiarimento ma voleva in realtà punirla perché si era svincolata da lui. Priolo è stato subito ritenuto l’autore del delitto. La Cassazione, nel 2019, ha confermato la sua condanna a 30 anni di carcere.

La giovane Giordana Di Stefano, vittima di femminicidio a Nicolosi.
La giovane Giordana Di Stefano, vittima di femminicidio a Nicolosi.

Giordana Di Stefano sarebbe voluta diventata un’insegnante di flamenco. Per ricordarla il comune di Nicolosi le ha intitolato il teatro comunale nel 2016, realizzato una stele di pietra lavica e allestito una panchina rossa. La giornalista paternese del Tg1 Arianna Pannitteri le ha dedicato un libro intitolato “La forza delle donne” (Giulio Perrone editore).

La signora Vera Squadrito, sua madre, ha creato l’associazione “Io sono Giordana” e un centro di accoglienza per donne e bambini vittime di violenza “La casa di Giordy“; sta crescendo la nipote e racconta la vicenda della figlia in trasmissioni tv e nelle scuole.

Vanessa Zappalà è una delle ultime vittime catanesi di femminicidio.
Vanessa Zappalà è una delle ultime vittime catanesi di femminicidio.

Vanessa Zappalà, una farfalla uccisa in volo

E’ l’ultima vittima di un efferato femminicidio avvenuto lo scorso agosto: Vanessa Zappalà, 26 anni, commessa originaria di Trecastagni, è stata freddata da colpi di pistola mentre era coi suoi amici sul lungomare di Acitrezza, da parte dell’ex fidanzato Tony Sciuto. L’assassino si è dato alla fuga e si è poi suicidato. Vanessa aveva denunciato il suo ex e il caso era seguito dai Carabinieri e dalla Procura. Queste misure non sono servite per evitare la tragedia. Vanessa amava la natura, le farfalle, simbolo di libertà che perseguiva e amava.

Gli ultimi casi

L’ultimo femminicidio risale allo scorso 8 settembre a Bronte,è avvenuta l’uccisione con decine di coltellate di Ada Rotini, 45 anni, per mano dell’ex marito Filippo Asero, che ha poi tentato il suicidio. Si trova ora in carcere. Giovanni Francesco Di Prima, lo scorso ottobre, ha ucciso la sorella Lucrezia a San Giovanni La Punta, occultandone poi il cadavere. Tante storie di sangue che devono servire a molte donne vittime di violenza e abusi a denunciare, ma anche a indurci ad affrontare questo gravissimo problema che affligge la nostra società con punizioni e pene sempre più cere e severe, oltre che agire sin da piccoli nei contesti sociali, familiari scolastici per arginare i casi di violenza.

Femminicidio, il ricordo delle vittime catanesi ultima modifica: 2021-11-24T12:04:21+01:00 da SABRINA PORTALE

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