I CATANESI RACCONTANO CATANIA

itCatania

EDIFICI STORICI MONUMENTI

Nuovi scavi all’anfiteatro romano di Piazza Stesicoro

L'anfiteatro romano di piazza Stesicoro è uno dei monumenti più importanti del patrimonio culturale della nostra Isola. L’anfiteatro di Catania è strutturalmente il più complesso degli anfiteatri siciliani e il più grande in Sicilia.

Veduta dei resti dell'anfiteatro romano di piazza Stesicoro su cui si staglia la Chiesa di San Biagio o anche conosciuta come Sant'Agata alla fornace o Caccaredda.

Il suggestivo sito dove si trovano i resti dell’Anfiteatro romano di Piazza Stesicoro in pieno centro storico a Catania, è oggetto di un progetto regionale che prevede lavori di riqualifica e scavo per portare nuova luce su uno dei monumenti più importanti del patrimonio culturale della nostra Isola. L’anfiteatro di Catania è strutturalmente il più complesso degli anfiteatri siciliani e il più grande in Sicilia. Confina ad est con un teatro minore chiamato Odeon.

Anfiteatro romano di Piazza Stesicoro

La struttura risale all’ epoca imperiale romana, sicuramente al II secolo dopo Cristo, costruito sotto gli imperatori Adriano e Antonino Pio. L’anfiteatro appartiene al Parco archeologico greco-romano di Catania. Si trova esattamente nel cuore del centro storico catanese, inserito pienamente nel contesto di Piazza Stesicoro. Originariamente era allocato in quella che era considerata una zona periferica della città, destinata alle necropoli, sita a ridosso della cosiddetta collina Montevergine, ritenuta l’acropoli della città.

Al III secolo d. C. risale l’ampliamento della struttura che lo rese il secondo monumento romano per grandezza dopo il Colosseo. Aveva infatti 15.000 mila posti a sedere, che raddoppiavano per l’uso frequente di aggiungere impalcature lignee per realizzare posti in piedi. Durante il medioevo, l’edificio conobbe l’abbandono e la pratica della spoliazione: i suoi materiali furono utilizzati per nuove costruzioni come la Cattedrale, il Castello Ursino e parte della Cappella Bonajuto, fra i tanti. Oggi ne rimane visibile una piccola parte. La zona è nota ai Catanesi come “Catania o’ vecchiu“. L’anfiteatro venne inglobato nella rete di fortificazioni Aragonese e i suoi materiali adoperati per costruire le mura della città. Dopo il terremoto del 1693 fu definitivamente sepolto. A riportare il sito alla luce fu il principe mecenate Ignazio Biscari.
Servì da rifugio durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Struttura dell’Anfiteatro romano di Piazza Stesicoro

L’anfiteatro presentava una pianta con forma ellittica, l’arena misurava un diametro maggiore di 70 metri ed uno minore di circa 50 metri. I diametri esterni erano di 125 x 105 metri, mentre la circonferenza esterna era di 309 metri e la circonferenza dell’Arena di 192 metri.  La cavea presentava quattordici gradoni. L’anfiteatro “nero“, così definito per la presenza della pietra lavica dell’Etna ricoperta da marmi, aveva trentadue ordini di posti. Il marmo abbelliva le decorazioni. Notevole il contrasto del nero e bianco delle gradinate e sedili con il rosso dei mattoni delle ghiere degli archi. Notevole proprio il sistema d’archi che collegava l’Anfiteatro alla collina Montevergine. Si racconta che all’interno si svolgevano delle vere e proprie naumachie: per la realizzazione di questo particolare tipo di spettacolo si usava l’acqua proveniente dall’acquedotto. (Approfondisci qui).

Dettagli dell'interno dell'Anfiteatro romano di Piazza Stesicoro, recentemente oggetto di lavori di pulizia e riqualifica.
Dettagli dell’interno dell’Anfiteatro romano di Piazza Stesicoro, recentemente oggetto di lavori di pulizia e riqualifica. Vista sull’edificio che accoglie i locali dell’ Istituto comprensivo Vespucci-Capuana-Pirandello. Foto di Sabrina Portale

Storia e leggende dell’anfiteatro romano di Piazza Stesicoro

Il sito, così suggestivo, è oggetto di storie vere e inventate. Una leggenda popolare riporta che l’eruzione dell’Etna del 252 lo abbia raggiunto senza però distruggerlo grazie all’intervento miracoloso del velo di Sant’Agata, un anno dopo il martirio e la morte della patrona della città. Si racconta anche che gli Angioini usarono gli ingressi della struttura per accedere nella città durante la Guerra del Vespro.

Arcinota la leggenda che racconta della scolaresca sparita nei sotterranei dell’anfiteatro.

Interno dell'anfiteatro romano di Piazza Stesicoro, strutturalmente il più complesso degli anfiteatri siciliani e il più grande in Sicilia. Al suo interno si svolgevano spettacoli di vario tipo fra cui le naumachie.
Interno dell’anfiteatro romano di Piazza Stesicoro, strutturalmente il più complesso degli anfiteatri siciliani e il più grande in Sicilia. Al suo interno si svolgevano spettacoli di vario tipo fra cui le naumachie. Foto di Sabrina Portale.

Nuovo progetto regionale

Prima delle misure governative emanate per il contenimento del contagio da Covid-19, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in compagnia dell’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà ha visitato il sito archeologico, percorrendo le zone già fruibili e quelle ancora bloccate alla pubblica fruizione. Si vuole dare infatti vita ad un importantissimo progetto di grande respiro per aumentare il valore attrattivo della struttura. Spesso l’anfiteatro è rimasto chiuso per mancanza di personale, negando spesso a turisti e fruitori l’accesso. Negli ultimi anni, il sito è stato oggetto di interventi miranti alla sua valorizzazione e soprattutto alla messa in sicurezza delle parti maggiormente esposte alle infiltrazioni d’acqua. E’ stata riscostruita in 3d la struttura originaria. (Leggi qui)

Altro dettaglio proveniente dall'interno dell'anfiteatro romano di Piazza Stesicoro da cui è ravvisabile la Chiesa di San Biagio, conosciuta anche come Sant'Agata alla fornace o Caccaredda.
Altro dettaglio proveniente dall’interno dell’anfiteatro romano di Piazza Stesicoro da cui è ravvisabile la Chiesa di San Biagio, conosciuta anche come Sant’Agata alla fornace o Caccaredda. Foto di Sabrina Portale

Nelle intenzioni di Musumeci c’è la volontà di coniugare il processo di restauro già avviato con un più articolato piano di fruizione, anche attraverso l’uso di nuove tecnologie digitali. Il progetto, infatti, prevede l’impiego di strumenti multimediali (come i simulatori in 3D) per far ripercorrere al visitatore la storia dell’anfiteatro romano. Il complesso archeologico avrà un sistema di illuminazione artistica di nuova generazione in grado di far risaltare le caratteristiche peculiari del sito.

Informazioni

Poco tempo fa, il sito è stato oggetto di nuovi lavori di riqualificazione, con sistemazione delle staccionate, allestimento di nuova biglietteria-box informazioni, lavori di diserbamento e pulizia dall’immondizia.

Speriamo presto di vedere realizzato questo importantissimo progetto che arricchirà l’offerta turistica della nostra città. Al momento la fruizione del sito è bloccata visto l’ordinanza emanata dal governo nelle scorse ore.

Nuovi scavi all’anfiteatro romano di Piazza Stesicoro ultima modifica: 2020-11-05T09:21:00+01:00 da Sabrina Portale
To Top