ARTE

Odisseo alle Gole dell’Alcantara e AstroLuca naufraghi di fine estate

Odisseo alle Gole dell'Alcantara

Siamo tutti reduci del Ferragosto catanese. Una di quelle date, il 15 agosto, che per noi di Catania è un po’ l’emblema dell’estate stessa, e di gran parte dell’anno. Il caldo, quello veramente intenso, ora andrà scemando sempre di più. O almeno così ha sempre fatto, è vero anche che i cambiamenti climatici potrebbero sorprenderci. Chi è già stato in ferie vede questa data come la fine del relax e fa i conti di quello che ha fatto e di quello che poteva ancora fare. Certo, ancora abbiamo più di un mese per tuffarci a mare qui da noi. Ma si sa, con l’inizio della scuola, le scadenze a lavoro, l’università…”Vabbè, lo farò l’estate prossima!” Ecco, io però vi consiglio di farla una cosa, ma ora non l’anno prossimo: andare alle Gole dell’Alcantara per vedere l’Odissea di Omero. La mitica storia di Odisseo e del suo ritorno ad Itaca.

Un inconsueto parallelismo: Catania e Odisseo

In questa girandola d’emozioni di fine estate, mi è balenata nella testa una strana, forse, associazione mentale, sicuramente bizzarra. Quest’estate 2019, questo agosto 2019 c’è stato un eroe, qui a Catania, che ha ritrovato nuovo vigore: sto parlando di Ulisse. Un parallelismo che mi è stato fornito ad hoc anche da un’opera teatrale che ha fatto sold out al botteghino. Ulisse, ma a noi piace chiamarlo alla greca, Odisseo è stato, infatti, riportato sulle scene dal regista Giovanni Anfuso. Il regista catanese ha fatto balzare prepotentemente nell’attualità l’eroe greco per eccellenza. L’ha incastonato all’interno di una riserva naturale che incanta e rapisce: le Gole dell’Alcantara.

Infatti, in questi giorni, e fino al 25 agosto, ogni venerdì, sabato e domenica (con tre repliche a sera) alle Gole dell’Alcantara, nella Valle dell’Alcantara, zona magica che intreccia le province di Catania e di Messina, Odisseo prende vita con la sua storia di peregrinazione e amore. Scendere sul far della sera sulla riva delle sponde del fiume Alcantara, con le Gole e le insenature illuminate ad arte, come fossero quadri di Van Gogh, dà una certa emozione. E questo è già tutto, se unito a quello che gli attori dell’Odissea di Anfuso riescono a trasmettere.

Siamo tutti naufraghi tra mari reali e interiori

Ed è qui che Odisseo si sdoppia e si contrappone. Vediamo muoversi tra le basse acque del fiume un giovane Odisseo vigoroso, ma quasi inerme di fronte alla vita che guarda e dialoga con un vecchio Odisseo, più lento, ma anche più saggio. Questo canto continuo tra i due, così come l’accoglienza del re dei Feaci, Alcinoo, e non per ultime le parole della Dea Atena, una bravissima Liliana Randi, riportano al tema del naufrago, del disperato, di chi è disperso in mare. Foss’anche un mare immaginario, interiore e, dunque, invincibile.

Un’estate la nostra che ha visto, come molti anni ormai, processi migratori importanti. Catastrofi si sono verificate proprio davanti alle coste siciliane, e sembra la routine, come la grandine a luglio, ma sappiamo che non è così. Contestazioni e manifestazioni per le nostre strade. Pensieri su intere generazioni che prendono il mare, per trovare qualcosa che, al contrario di Odisseo, si erge lontano dalla loro casa. Qualcosa che forse è ancora più importante: la salvezza.

il mito di Odisseo alle Gole dell'Alcantara

Il mito di Odisseo: L’Odissea di Omero alle Gole dell’Alcantara (foto Ufficio stampa Giuseppe Lazzaro Danzuso)

L’Odissa di Omero, di G. Anfuso, ti spacca dentro

In questo modo, l’Odissea di Omero, magistralmente adattata da Giovanni Anfuso, ti spacca dentro, perché ti fa pensare che di naufraghi la storia, sia quella dei miti che quella vera – che poi la differenza a oggi appare sottile – è piena. Che l’ospitalità è sacra e che “Un naufrago va accolto sempre. Per legge umana e divina” così come sentenzia Alcinoo alla vista di Odisseo. Parole che lo stesso regista sottolinea “sembrano essere state scritte proprio oggi”.

Il cast di questo spettacolo, che arriva dopo il successo dell’Inferno di Dante, è da elencare, uno per uno: van Giambirtone (Omero), Liliana Randi (Atena/Euriclea), Davide Sbrogiò (Odisseo maturo), Angelo D’Agosta (Odisseo giovane), Giovanna Mangiù (Penelope/Circe), Corrado Drago (Alcinoo/Eumeo), Luciano Fioretto (Zeus/Antinoo), Giovanni Santangelo (Euriloco/Filezio) e Luigi Nicotra (Telemaco). In scena ci sono poi Giuseppe Aiello (Eurimaco), Alberto Abbadessa, Gabriele D’Astoli,  Sebastiano De Francisci (Elpenore), Luca Ingrassia (Antifo), Roberta Lazzaro (Sirena), Alessandra Ricotta (Sirena), Francesco Rizzo, Stefano Romano (Leode) e Ilenia Scaringi (Arete/Sirena).

Odisseo ti costringe a fare un viaggio dentro di te, ti costringere a riflettere

Odisseo, ovvero Davide Sbrogiò

Un primo piano di Davide Sbrogiò, l’attore che interpreta l’Odissea maturo (foto Ufficio stampa Giuseppe Lazzaro Danzuso)

Angelo D’Agosta, il nostro giovane Odisseo, era già stato intervistato da #itCatania e aveva sottolineato come i classici possano far riflettere sul passato, ma anche e soprattutto sul presente. E davvero non possiamo che dargli ragione dopo la vista di questo spettacolo. L’Odissea di Omero alle Gole dell’Alcantara è un mix di emozioni e riflessioni, alla fine dell’anteprima per la stampa ero confusa e aperta. Aperta a ciò che mi accadeva, tesa verso ciò che stavo ricevendo. Perché ci sono alcune opere che sì, puoi criticare in base ai tuoi studi, opere dove puoi valutare le scelte registiche, le componenti attoriali e farti delle impressioni più o meno positive. E l’Odissea di Giovanni Anfuso è certamente una di queste opere.

Poi, però, ci sono altre opere dove devi sederti un attimo e valutarle anche da ciò che ti fanno smuovere dentro. E questa è anche un’opera del genere. Vuoi per la scenografia creata in parte da Riccardo Cappello e per lo più orchestrata dalle sapienti mani di Madre Natura; vuoi per le musiche (di Nello Toscano) e le coreografie coinvolgenti (opera di Fia Distefano) e stravolgenti – la scena della tempesta è a dir poco sublime. Per tutto questo, e anche per altre cose che trovo difficile appuntare, quest’opera è…Importante.

Un altro parallelismo: Odisseo e AstroLuca

La Natura si fonda con l’arte umana qui alle Gole. L’Arte Antica di chi scrisse quelle parole, stiamo parlando dell’800 a. C., l’Arte di ora, di chi le riporta a noi recitandole ed, infine, noi. Noi lì seduti a terra, che, in quel poco più di un’ora, ci ricordiamo che anche i più grandi e astuti eroi del Mito sono esseri umani. Esseri umani che cadono, che si rialzano, che hanno paura, che sono deboli, che trovano sempre un modo per sopravvivere e che, in definitiva, hanno sempre bisogno della generosità altrui. Hanno bisogno di aiuto.

Odisseo 2019

Un parallelismo tra due Odisseo uno del passato e uno di oggi

Un caldo intenso ci ha avvolto in quest’estate catanese, siamo al giro di boa. Forse ora è il caso di cambiare rotta e tornare a casa. Proprio come fa il nostro Odisseo, giovane e vecchio tra il sale e l’acqua. Vi avevo parlato di parallelismi e se questo articolo finisse così andrebbe già bene. Eppure, mentre guardavo l’Odissea alle Gole dell’Alcantara e pensavo a come di naufraghi nel mondo ce ne sono tanti (e non sto parlando solo dei poveri disperati sui barconi nel Mediterraneo) ho pensato ad un altro catanese. Un catanese che per me è il nuovo Odisseo: il paternese Luca Parmitano. Un moderno Odisseo, astronauta oltre i confini della Terra. A luglio parte con la sua nave, la Soyuz MS-13, per arrivare alla Stazione Spaziale e da lì, tra un esperimento e l’altro, ci parla. Ci sta parlando costantemente: rilascia interviste, manda video, scrive post.

Luca Parmitano, come Odisseo, ci ricorda che potremmo essere tutti naufraghi

Come un saggio Odisseo, però del 2019, ci ricorda che purtroppo la nostra Terra sta cambiando, che non abbiamo molto tempo e che bisogna che cambiamo noi. Cambiare prima che non si diventi tutti dei naufraghi, senza una casa dove tornare. E mentre l’Odissea alla Gole dell’Alcantara terminava, ho alzato gli occhi al cielo e ho pensato al nostro Ulisse del ventiduesimo secolo, AstroLuca nello Spazio. Ho immaginato che, fluttuando all’interno della Stazione Spaziale, stesse guardando verso la sua amata Sicilia, la sua Terra. Conscio del disastro ambientale che avanza. Fortunato ad essere lì, eppure malinconico. Felice, eppure nostalgico. E qui Omero, poeta di cui non si ha certezza, ma di cui si ha rispetto immenso, ci regala la più grande verità mai detta: “Come lieta appare la terra a chi nuota…”

Perché ogni cosa la possiamo vedere così come ci appare, oppure possiamo sforzarci di intravederne le infinite particelle di ombra e di luce. Le infinite particelle da cui sono composte tutte le cose. Da lì dovremmo ripartire per viaggi interni, naufragi e rivelazioni.

Sì, fare proprio come fa Odisseo sul mare verso casa, verso la Terra, verso chi è sicuro lo possa amare ancora.

Per qualsiasi info sugli spettacoli e prenotazioni visita la pagina Facebook @OdisseaDiOmeroOfficial
Manuela de Quarto

Autore: Manuela de Quarto

Sono nata a Catania, in Sicilia. Ho scoperto che amavo leggere quasi subito. Leggevo di tutto, rubavo i libri alle mie sorelle più grandi o li prendevo in prestito da parenti e amici. Leggevo libri e mangiavo limoni, entrambe le cose mi stavano portando dritto alla morte, sarà il destino delle grandi passioni!
E poi un giorno, avrò avuto circa dieci anni, ho scritto la mia prima storia: da lì non ho più smesso, né di scrivere né, ovviamente, di leggere e mangiare limoni.

Odisseo alle Gole dell’Alcantara e AstroLuca naufraghi di fine estate ultima modifica: 2019-08-19T10:30:36+02:00 da Manuela de Quarto

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