CIBO

Latte di mandorla: storia, leggenda e curiosità della colazione catanese

Latte di mandorla e mandorle

«Un latte di mandorla, grazie!» Questa frase che risuona come un mantra l’abbiamo ascoltata e pronunciata infinite volte. Vivere in questa terra ha un altro gusto. Qui tutto è diverso. Gesti, parole o abitudini assumono contorni straordinari. Vivere il tempo alla maniera siciliana rende felici (nonostante tutto). La colazione, il pranzo o la cena diventano riti e si sposano amabilmente a tradizioni che profumano di antica bellezza. Il latte di mandola, nettare bianco, non è da meno; scandisce le colazioni catanesi ed esalta il palato.

Latte di mandorla: meraviglia senza fine

Chi di noi non ha mai chiesto un bicchiere di latte di mandorla al bar o in uno dei tanti e pittoreschi chioschi di Catania? La bevanda, richiesta e apprezzata ovunque, è una delle più salutari e delle più ricche per le sue proprietà nutritive. La sua immagine è legata all’estate, al consumo nelle giornate afose ed elemento cardine delle colazioni nella calda stagione. Si può consumare in qualsiasi momento dell’anno, ma per il catanese doc segna l’inizio dell’estate. I due elementi sono indissolubilmente legati. L’una non può escludere l’altra. I frigoriferi riempiti di latte di mandorla raccontano dei catanesi ed evocano ricordi. Il panetto onnipresente a casa dei nonni, la pausa dopo il mare e le lunghe passeggiate per berne un bicchiere in compagnia.

Latte di mandorla, eccellenza siciliana

“Lo dico e lo ribadisco: la più grande invenzione della storia non è stata la ruota, ma il latte di mandorle. Dite di no? …provateci voi a mungerle.” Alfredo Accatino

Il latte di mandorla è pura meraviglia. Le sue origini sono antichissime, veniva consumato fin dal Medioevo dai monaci cristiani e persino dai musulmani. Si può realizzare acquistando il panetto e diluendolo con l’acqua oppure frullando le mandorle siciliane spellate con dell’acqua. Nel secondo caso, però, il tempo richiesto per la sua realizzazione è maggiore. Dopo aver frullato bisogna lasciare in infusione per un’ora e poi filtrare il latte con della garza o con un colino. Conservare il latte in frigo e frullare la polpa filtrata con altra acqua. Un’ora di infusione. Filtrare nuovamente e poi unire il latte appena pronto con quello precedentemente conservato. Ripetere l’operazione per un’altra volta e poi riporre il latte in frigo. Zuccherare a piacere e servire ben freddo!

Una leggenda sulla nascita del mandorlo

Latte di mandorla, pasta di mandorla, granita alla mandorla, biancomangiare e chi più ne ha più ne metta! La mandorla si lega alla Sicilia da una lunga tradizione agricola. Furono i Fenici a introdurre la mandorla nella nostra isola e gli arabi a ricavarne dolci e bevande. La mandorla siciliana è unica. Il suo sapore è inconfondibile, contiene più ferro e vitamine rispetto alle concorrenti e possiede una maggiore quantità di olio. Esiste un’affascinante leggenda che racconta della nascita del mandorlo. Narra dell’amore tra Fillide, principessa Tracia e Acamante, figlio di Teseo (sbarcato in Tracia durante il viaggio verso Troia).

Latte di mandorla, mandorlo in fiore

Mandorlo in fiore

La leggenda, ancora, racconta di come il giovane fu costretto a ripartire per andare a combattere la guerra di Troia e di come Fillide rimase ad aspettarlo. Il fato, però, a volte non è benevolo e Fillide, dopo dieci anni di lunga attesa, si lasciò morire di disperazione. La Dea Atena, mossa a compassione, trasformò la giovane in un albero di mandorlo. Acamante finalmente ritornò e distrutto dal dolore per la scomparsa della sua amata abbracciò l’albero. Accadde qualcosa di straordinario. Non spuntarono più foglie, ma bensì fiori dolci e delicati. Il prodigio, sempre secondo la leggenda, si ripete ogni anno con l’arrivo della primavera.

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Latte di mandorla: storia, leggenda e curiosità della colazione catanese ultima modifica: 2019-08-23T10:38:34+02:00 da Cristina Gatto

Commenti

To Top