INTERVISTE

La Lida di Catania e il mondo di Bianca

Bianca Briaco è la responsabile della Lida Catania

Ogni settimana, o quasi, noi di #itCatania incontriamo persone vere, con storie semplici e al contempo straordinarie. Persone che popolano Catania, cercando di renderla una città migliore, operando spesso nel silenzio. Questa settimana siamo andati a conoscere Bianca Biriaco, la Presidente e Responsabile dell’Associazione Lida di Catania.

La LIDA di Catania, di cosa si occupa?

La Lida (Lega Italiana dei Diritti dell’Animale) è un’associazione a livello Nazionale, quella di cui si occupa Bianca Biriaco è la sezione di Catania. L’Associazione è attiva da circa dieci anni, ed opera, specialmente, sul territorio Pedemontano. La Lida di Catania ha in gestione anche il Presidio Sanitario Pubblico, che funge da Polo Multifunzionale per i 13 distretti, che fanno capo al Distretto ASP di Gravina di Catania. In questo presidio, la Lida si occupa dell’anagrafe canina, con ottimi risultati. La mission principale dell’Associazione Animalista di Bianca è sicuramente volta al controllo delle nascite degli animali d’affezione e al controllo del fenomeno del randagismo su tutto il territorio etneo.

<<Io, ed i miei collaboratori, crediamo che il controllo delle nascite sia l’unica strategia valida contro il fenomeno del randagismo.>> La Lida di Catania, però, non si occupa solo di questo: <<Ovviamente ci si occupa anche dei, cosiddetti, casi limite. Vale a dire quei cani abbandonati, malati o maltrattati, che ahimè, sono all’ordine del giorno. Ci occupiamo anche dei cuccioli, tantissimi, lasciati al loro destino, senza la famiglia di appartenenza.>>

La Storia del Pit Bull Marco

Tra le tante storie che questa donna dai modi affabili e sinceri ci ha raccontato, quella che ci colpisce di più è la storia di Marco. Marco è un Pit Bull, le cui zampe posteriori sono state tranciate di netto, all’altezza delle caviglie. Recuperato e curaro in una delle strutture di riferimento di Catania, Marco si stava lasciando morire. Bianca è intervenuta, portandolo nel suo rifugio. Attraverso il suo impegno e il suo amore, e quello dei medici e dei volontari, dopo un inizio difficile Marco si è completamente affidato alle cure di Bianca. Proprio come fanno le madri più amorevoli, Bianca gli è stata accanto e adesso Marco cammina (attraverso delle protesi) e vive la sua vita dignitosamente, come dovrebbero fare tutti i cani.

Bianca e il suo amore per Marco, cane adottato dalla Lida di Catania

La storia di Marco, Pit Bull con le zampe tranciate, salvato da Bianca e dalla Lida di Catania

Quando parla di lui, Bianca si emoziona, la voce trema e si avverte la forza del rapporto che c’è tra i due. <<Tra me e lui c’è un rapporto viscerale. Perché lui si è affidato completamente a me, ed io sento fortemente la responsabilità di dargli una vita dignitosa.>>

Bianca è così, dice cose di una potenza unica e le fa passare come la cosa più normale del mondo.

Per Salvare bisogna Adottare e andare a Scuola!

La Lida di Catania tenta, quindi, di proporre delle valide soluzioni al randagismo, ad esempio con le adozioni. Le adozioni vedono impegnata giornalmente anche Bianca: <<Ci si occupa di curare e mettere in salute gli animali. Dopodiché, si organizzano giornate di sensibilizzazione o di adozione nelle piazze o nei centri commerciali. Anche su internet, attraverso i social, il lavoro è tanto.>>

La Lida, almeno una volta all’anno, va anche a scuola. L’obiettivo è quello di trasmettere ai giovani, che sono il nostro futuro, una buona e sana cultura animalista. Infatti, l’anno scorso Bianca con la sua Associazione è andata al Liceo Classico Spedalieri di Catania, qui ha coinvolto gli studenti anche sul piano delle adozioni. <<Quest’anno, invece, siamo andati all’Istituto Paritario Savoia di Catania. E non solo noi della Lida Catania siamo andati a scuola, ma anche alcuni degli studenti sono venuti al nostro rifugio. Vivendo in prima persona il lavoro che si fa da noi e regalandosi (e regalandoci) un’esperienza davvero unica.>>

Bianca Biriaco, volontaria dell’Anima…

Chi è questa donna, Bianca, con gli occhi profondi e la voce calma e sicura, di chi nella vita ha trovato il proprio sentiero. <<Io sono una donna iper-impegnata. Mi alzo la mattina molto presto, verso le cinque. Questo perché devo badare, fin da subito, ad almeno 60 cani, che hanno tutti le loro esigenze e le loro necessità. Poi si passa al mio lavoro come responsabile della Lida di Catania. Devo, quindi, organizzare e dividere tutti i compiti giornalieri fra i volontari dell’associazione, gestire tutte le questioni tecniche e burocratiche. – Ci spiega tutto con sicurezza e orgoglio– Risolvere le piccole crisi, che puntualmente si presentano quasi ogni giorno. Ed, infine, mi occupo delle relazioni dei contatti con gli Enti Pubblici partendo dal Comune, dall’ASP, per arrivare fino alla Regione.>>

Sembra di guardare un super eroe, mentre ci racconta la sua giornata. Dal suo punto di vista può sembrare anche tranquilla, ma per chi l’ascolta è certamente sopra le righe, straordinaria.

Ma com’è iniziata la sua avventura?

Sorride Bianca quando le chiediamo se ha altro tempo per sé. <<No, io praticamente non ho più una vita sociale al di fuori della Lida. Eppure, io sono contenta così!>> La sua passione per gli animali è innata, frutto dell’amore per questi esseri indifesi che anche la sua famiglia d’origine le ha trasmesso. Dopo il suo trasferimento a Pedara di circa vent’anni fa, avvenne la sua iscrizione alla Lega del Cane. Così Bianca iniziò ad entrare in contatto con la difficile realtà delle associazioni animaliste. <<Ho cominciato a rendermi conto di quanta sofferenza c’era, quanti animali abbandonati, maltrattati, randagi, che proliferavano senza controllo. Cani che poi venivano uccisi, spesso avvelenati.>>

Le battaglie di Bianca e della Lida di Catania

Così Bianca ha iniziato a studiare la legge, nel vero senso della parola. Si è documentata, infatti, su cosa prevedeva la normativa vigente in riferimento agli animali d’affezione e randagi. Facendo riferimento sia alla legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, sia alla normativa della Regione Sicilia. Poi Bianca, con un gruppo di amici, ha iniziato a stimolare gli Enti Pubblici, affinché venissero applicate le leggi in relazione alla sensibilizzazione e alla sterilizzazione dei cani randagi. <<Da lì sono iniziate le mie battaglie, io le chiamo ‘battaglie infinite’. Contro la mentalità insana, che vede non il benessere delle creature viventi, ma che ha come fine quello puramente economico. Non mi sono più fermata!>>

La Lida di Catania attività

La Lida di Catania, organizza con i suoi instancabili banchetti nei centri commerciali e nelle piazze

E che Bianca sia una donna che difficilmente si può contenere, questo è chiaro. Ama ciò che fa, ciò che ha creato e tutto ciò che la circonda, anche se questo la tiene impegnata h24.

Ed oggi quali sono le tue battaglie, Bianca?

<<Oggi le mie battaglie sono ancora le medesime. Mi batto, insieme a tutti i miei collaboratori, affinché vengano attuate le normative vigenti in merito all’animale d’affezione e alla prevenzione al randagismo. Mi batto, soffro, e a volte cado. Eppure, non smetto di crederci. Di credere che le cose possano cambiare, migliorare.>>

La Lida di Catania ha salvato moltissimi cani in questi dieci anni, sulla pagina Facebook l’associazione conta più di 15.000 followers, le adozioni procedono giornalmente. Ma questo non è abbastanza. Bianca, insieme agli altri volontari, combatte strenuamente, ogni giorno. Ha reso la missione della Lida, la sua missione di vita.

Una svitata, caparbia e sognatrice come responsabile  della Lida di Catania

<<Se dovessi descrivermi con tre aggettivi, direi: svitata, caparbia e sognatrice.>>Di certo, solo i veri sognatori, quelli che lottano tutta la vita per realizzare i loro desideri, quelli che possiedono caparbietà per non abbattersi mai e una buona dose di stravaganza, per rialzarsi nonostante le cadute rovinose, si possono rivedere nelle parole di Bianca.

Lida di Catania e Bianca Briaco

Ancora Marco, il Pit Bull salvato dalla Lida di Catania, come simbolo della speranza che vince

<<Uno dei miei sogni nel cassetto è quello di poter consegnare alle generazioni future una società, una Catania, migliore. Una società alle cui basi ci sia il rispetto della vita, tutta!>> Quando chiediamo a Bianca dove si vede fra dieci anni e dove vede anche la Lida di Catania ci risponde così: <<Io non penso spesso al futuro, vivo alla giornata. Sicuramente, però, fra dieci anni mi vedo ancora qui, non molto diversa da ora, circondata dagli animali e da tutti coloro che amano e rispettano ciò che è come loro, e amano e rispettano ancora di più ciò che è altro da loro.>>

Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui si trattano gli animali.
Mahatma Gandhi

Manuela de Quarto

Autore: Manuela de Quarto

Sono nata a Catania, in Sicilia. Ho scoperto che amavo leggere quasi subito. Leggevo di tutto, rubavo i libri alle mie sorelle più grandi o li prendevo in prestito da parenti e amici. Leggevo libri e mangiavo limoni, entrambe le cose mi stavano portando dritto alla morte, sarà il destino delle grandi passioni!
E poi un giorno, avrò avuto circa dieci anni, ho scritto la mia prima storia: da lì non ho più smesso, né di scrivere né, ovviamente, di leggere e mangiare limoni.

La Lida di Catania e il mondo di Bianca ultima modifica: 2019-03-15T10:28:37+01:00 da Manuela de Quarto

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