TRADIZIONI

La tradizioni del 24 dicembre: lo “Zucco” di Natale

Fuoco Falò

Il Natale è un periodo magico da vivere in tutta la Sicilia: le città si riempiono di persone, splendide decorazioni, i borghi si vestono a festa, si allestiscono i mercatini e i presepi nelle chiese più belle.

Nei paesi più caratteristici della provincia di Catania, sopravvivono tradizioni, riti e usanze collegate al fuoco, nella sua veste sacra. Con #itCatania oggi vi portiamo alla scoperta del “ceppo di Natale” o del Falò della vigilia del 24 dicembre, che vede protagonista il caratteristico Zucco, o U’ Zuccu, una delle manifestazioni più significative legate al Natale. Il fuoco assume un alto valore simbolico in questa notte: è la luce che schiarisce le tenebre.

Il fuoco: simbolo di purificazione e trasformazione

Da sempre il fuoco riveste, agli occhi degli uomini, una rilevanza particolare. Esso ha un importanza notevole in numerosissimi culti e tradizioni religiose. Il suo simbolismo è variegato e complesso: rimanda alla trasformazione, alla purificazione, al potere vivificante e a quello distruttivo; il fuoco è il principale artefice di tutte le metamorfosi. Pochi simboli, infatti, mostrano la loro dualità come questo: la fiamma scalda, dona vita ma distrugge. Il fuoco è dominato da Efesto, che abita nelle viscere dell’Etna. Emblematica anche la vicenda di Prometeo. Come la Fenice, ci promette rinascita, ci mostra che la morte è un passaggio da uno stato all’altro, assumendo una valenza sacra e profana. 

Le notti dei falò 

Attraverso i secoli questo fuoco allegro, giocoso e forte è stato scelto per animare molte feste. Nella tradizione, i falò vengono realizzati per dar vita a momenti comunitari di alto valore. In molti luoghi, l’accensione di fuochi e falò, invita i partecipanti a gettare cose vecchie o bigliettini con preghiere e desideri. Il fuoco, brucia tutto ciò che deve essere abbandonato. Inoltre, da sempre, grandi e piccoli roghi vengono accesi per allontanare le tenebre e il freddo, per difendere dal male e dalle malattie. Durante il solstizio d’inverno, quando le giornate sono più brevi, era d’uso accendere fuochi per propiziare la rinascita del Sole. 

I falò d’estate vengono realizzati per celebrare il massimo splendore dell’Astro, per propiziare i giorni a venire. Anticamente, i pagani erano soliti accendere il fuoco di mezzanotte ad agosto per rendere grazie agli dei, ai quali chiedevano di allontanare gli spiriti maligni. L’acqua, invece, permetteva la purificazione dello spirito e del corpo. In sintesi, era una sorta di saluto all’estate.

Origine araba del nome Zucco

Il termine Zucco, divenuto in dialetto u’Zuccu, ha chiara origine araba e indica il ramo che nasce dalla parte bassa del tronco di un albero come il castagno, nocciolo, pino, olivo e altre varietà radicate e presenti nella zona etnea. Il tronco, come requisito essenziale, doveva bruciare lentamente. Esso diventa il ceppo, l’ “albero della vita e del sole”, che rimanda alla figura del Cristo.

Lu zuccu è la parti nfiriuri di n’àrvulu di cui si jisa la parti eretta, si dipàrtinu li ràdichi e nàscinu jèttiti novi. 

Da questa tradizione deriva anche quella del dolce chiamato tronchetto di Natale.

Lo Zucco è allestito nelle cittadine di Acireale, Giarre, Riposto, Aci Catena, Nicolosi, Belpasso, Pedara, ricollegandosi a tradizioni ancestrali.

Lo Zucco,  una delle tradizioni tipiche della Vigilia di Natale

Un rito che viene svolto in buona parte della provincia di Catania, che che trae le proprie origini dalle antiche tradizioni pagane, acquisite successivamente dal Cristianesimo, è quello dello Zucco, del ceppo. Come in tanti altri paesi non solo italiani, è comune nella notte di Natale,  accendere un grande fuoco nella piazza principale del paese. Si tratta di un enorme falò, che viene fatto con dei grossi tronchi. Intorno al fuoco, la tradizione rivive attraverso momenti conviviali e aggregativi, con canti popolari, balli e suoni. Per le vie del paese si diffonde il suono delle zampogne e delle ciaramelle, mentre le fiamme diventano sempre più alte.

Il falò accomuna gli abitanti della cittadina creando un ambiente familiare.

Le luci di natale sono un’eco di queste tradizioni, un tentativo di riportare la luce nei bui mesi invernali.

Luce che rinnova

Molti non conoscono questa antica tradizione popolare dello Zucco. La fiamma, diviene simbolo di fede, di amore sacro o profano, di passione, di attrazione; è luce del nuovo anno che sta per arrivare. Nella notte di Natale ha assunto il significato di fertilità e vita, la Luce della salvezza che si incarna, l’arrivo del Bambino Gesù. Il falò può essere interpretato anche come il fuoco dei pastori che la notte della nascita del bambino illuminava la strada verso la capanna o, più semplicemente, nella notte più fredda il fuoco scalda mentre si veglia e si aspetta la venuta del Messia.

Come viene realizzato lo Zucco

Il Falò di Natale conserva significato e fascino anche ai nostri giorni. È un vero e proprio spettacolo, non solo per le cittadine e i cittadini, ma anche per i turisti che decidono di trascorrere le festività natalizie lì. La catasta di legna è pronta ad ardere ed illuminare la “Santa Notte”. Viene preparata qualche giorno prima, andando alla ricerca di rami, nelle campagne lì attorno. In altri contesti, invece, la legna viene donata dagli stessi abitanti.

La cerimonia avviene prima della tradizionale cena della vigilia. La piramide di legna viene benedetta da un sacerdote alla presenza del sindaco e delle altre cariche istituzionali. Contemporaneamente al suono della campana, si dà il via alla preghiera. Poi si torna in piazza poco prima della messa di mezzanotte. Alla fine delle celebrazioni era d’uso portare a casa un legnetto della catasta per alimentare il proprio focolare in segno di buon augurio.

Riposto e la chiesa di San Pietro sono una delle location dove viene allestito il tradizionale falò di natale che ricorda come il fuoco dei pastori che la notte della nascita del bambino illuminava la strada verso la capanna.

Le città dello Zucco

Questo rito è celebrato, con immutato fervore, nelle cittadine della provincia di Catania di: Acireale e frazioni.
Acicastello, Acitrezza, Giarre, Mascali, Fiumefreddo di Sicilia, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa.
Belpasso, Pedara, Nicolosi, Zafferana Etnea, Randazzo, Riposto, Valverde, Trecastagni, Santa Venerina. 

Una tradizione da preservare

Queste manifestazioni collegate al fuoco, ai falò sono diventate, opportunità per promuovere il territorio, i siti storico culturali, le tradizioni, l’enogastronomia e i prodotti di qualità di ogni realtà. Attirano turisti e vengono riproposte per educare le nuove generazioni a tutelare i vecchi usi di un tempo. Attorno al fuoco si ritrova la città, il suo passato e la sua storia. Uno spettacolo ancestrale, suggestivo che ci connette alla natura e alla religiosità, quella più autentica, lontana dallo shopping natalizio e dalla frenesia delle feste, che promette di riscaldare il cuore di tutti coloro che assistono e partecipano vivamente all’evento.

“Lu zuccu di Natali sta’ addumatu 
‘ppi l’alligrizza di Gesù Bamminu, 
prianu tutti cu’ cori e cu’ ciatu 
quantu ni scanza lu malu distinu! 
Mittemuni cumpiti a ginucchiuni 
è natu oramu lu Bamminu amatu, 
cantamuci li megghiu canzuni 
‘na sta’ artareddu tuttu apparicchiatu”

Fonte foto: Davide Basile

Letture consigliate: : “Le fiamme dei santi: usi rituali del fuoco nelle feste siciliane”, di Ignazio Buttitta.

Fonti: https://catania.meridionews.it/; https://www.facebook.com/benedicaria/posts/lu-zuccu-il-fal%C3%B2-acceso-la-vigilia-di-natale-in-sicilia-lu-zuccu-di-natali-sta-a/1663758030330080

Sabrina Port

Autore: Sabrina Port

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, con il sogno del giornalismo, scrive da alcuni anni su testate locali, cercando di valorizzare quanto di più bello c’è nella nostra Sicilia e a Catania.

La tradizioni del 24 dicembre: lo “Zucco” di Natale ultima modifica: 2018-12-19T09:14:32+02:00 da Sabrina Port

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