COSA FACCIAMO

Il mare catanese degli anni ’20, tra costumi super coprenti e cabine con botole

Ognina Catania. Fonte: La Sicilia
«L’odore del mare di Catania nel 1920, quell’odore di vecchie tavole imbevute di salsedine, di scogli ricoperti di alghe verdi o avana pallido carnose e sensibili come branche di polipo. L’aria marina trascorreva tra i pali e le passerelle di legno dei vecchi stabilimenti balneari. Qualche riccio bluastro si vedeva sul fondo ingrandito dall’acqua limpida sotto la verandína battuta dalla brezza marina. Il mare salato penetrava nelle narici, attaccava le mucose, faceva lagrimare gli occhi durante i numerosi tuffi a chiodo fatti dal piccolo trampolino sporgente dalla scogliera di Guardia Ognina. […] Il mare rotolava sulla sabbia liscia della spiaggia. L’olio delle meduse marine vi galleggiava in piccole chiazze e causticava la pelle soltanto che la sfiorasse appena. Il braccio tenero bruciato dall’olio della medusa; si sentiva l’eco del grido di allarme dei ragazzi che risuonava fra gli scogli: “L ‘olio a mare’ L’olio a mare”. Nelle narici c’era l’odore delle erbe carnose verdine e ondulate come una frangia di stoffa.

L’estate dilagava nel cielo a grandi ondate silenziose. […]

E il vento salmastro fra le case di piazza dei Martiri i giorni in cui si marinava la scuola; il mare coi suoi sapori e coi suoi odori, il sapore degli spicchi color ceralacca dei ricci lattíginosi, il sapore delle patelle e degli occhi di bue, carnosi che rabbrividivano sotto le gocce di limone; il mare faceva un rumore fresco e frusciante sotto i pali di legno che sostenevano gli stabilimenti balneari, l’odore delle tavole imbevute di acqua salata che cominciavano a vellutarsi di erbe marine verdi, sulle quali posavano i piedi teneri delle ragazze che ancora dovevano cominciare la vita e volgevano intorno occhi nuovi nuovi. Il mare grande felicemente disteso a perdita di occhio che lasciava per tutta la giornata una sbavatura di sale secco sulle braccia dei ragazzi».
Diario siciliano – L’adolescenza, Ercole Patti.
Il lido Spampinato alla playa di Catania. Fonte foto: www.mimmorapisarda.it

Il lido Spampinato alla playa di Catania. Fonte foto: www.mimmorapisarda.it

Estate, mare, vacanze e tanto sole: è tutto ciò che si desidera per vivere la stagione estiva al meglio. Tra bikini super scollati e intere giornate a giocare in acqua, ci siamo dimenticati che un tempo tutto questo era considerato superfluo. Dopo avervi raccontato il “tipico catanese al mare” di oggi, vi narreremo come veniva vissuto un tempo il mare: una cabina, un “costume” che copriva interamente il corpo e un accesso diretto al mare con la botola.

Un gita ai lidi storici catanesi degli anni ’20: lido Spampinato e Grotte d’Ulisse

A partire dagli anni ’20 le cabine furono dotate di botole interne che consentivano la discesa diretta in mare. I settori marini erano divisi (maschili e per famiglie) da semplici corde in modo da evitare occhi indiscreti. I costumi dell’epoca erano ben diversi rispetto ad oggi: le donne mostravano solo metà braccia e metà gambe.
Insomma, non c’era nenti chi taliari!

Se da una parte le famiglie catanesi preferivano la spiaggia della Playa e dello storico lido Spampinato per consentire ai propri pargoli di divertirsi giocando con la sabbia, i giovani degli anni ’40-’60 preferivano la scogliera di Ognina. I grandi nuotatori amavano il lido Grotte d’Ulisse, ubicato nelle vicinanze del Circolo Canottieri Jonica. Le due eruzioni vulcaniche che hanno coperto di lava la zona di Ognina (quella preistorica e quella del 1380) hanno creato delle grotte naturali affascinanti in un mare limpido. Qui i ragazzi dell’epoca si cimentavano in atletici tuffi al largo del mare. Chi invece non sapeva nuotare rimaneva immerso nei mini laghetti forgiati dalla continua erosione delle rocce. Il lido Grotte d’Ulisse era dotato di cabine, bar, campi da tennis, il tutto circondato di altissimi alberi. Dopo la costruzione del cavalcavia del Lungomare, il lido Grotte d’Ulisse cesserà di esistere, ma non nei ricordi di chi l’ha vissuto.

Lidi Ognina negli anni '30-'40. Fonte foto: www.mimmorapisarda.it

Lidi Ognina negli anni ’30-’40. Fonte foto: www.mimmorapisarda.it

Lidi storici catanesi: lido Longobardo e Scogliera d’Armisi

Oltre al lido Grotte d’Ulisse (soprannominato anche Bagni Ulisse) vi era un altro storico stabilimento balneare collocato al centro della baia di San Giovanni Li Cuti. Il lido Longobardo era raggiungibile attraverso un lungo ingresso decorato con i trofei dell’Amatori Catania di Paolone. I biglietti si obliteravano al bancone dove era possibile chiaccherare con le due proprietarie, le signore Longobardo.

A Catania esiste tutt’oggi un lido che si trova all’interno della stazione. Poco conosciuto, il lido Scogliera d’Armisi fa parte di quei lidi considerati “storici” a Catania. Il suo ingresso si trova accanto a quello della Stazione Centrale ed è indicato da una freccia che indica di andare giù, al di sotto dei binari. Percorrendo un lungo tunnel, ci si ritrova praticamente con il mare davanti agli occhi. Lo stabilimento balneare, fornito di cabine e bar, un tempo era dotato dalle storiche botole, oggi sostituite da accessi a mare con scalini.

Fonte immagine di copertina: La Sicilia.

Valentina Friscia

Autore: Valentina Friscia

Chi sono io? Un’amante della vita, della lettura, degli animali e della propria città. La versatilità è una delle mie virtù, così come l’enorme pazienza nei confronti del genere umano. L’amore per i libri e per la scrittura mi ha permesso di accedere ad un mondo fino a poco tempo fa sconosciuto: l’arte del giornalismo con tutte le sue sfaccettature.

Il mare catanese degli anni ’20, tra costumi super coprenti e cabine con botole ultima modifica: 2018-08-13T10:18:18+00:00 da Valentina Friscia

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