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Befana a Catania, riscopriamo il rito della calza artigianale

Befana a Catania
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La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana
Viva, Viva La Befana!

La Befana a Catania, secondo la tradizione, è personaggio folcloristico che rappresenta tutto ciò che è considerato vecchio, vissuto e da buttare, ma allo stesso tempo è propiziatorio per un nuovo anno migliore del precedente.

Befana a Catania: come creare una calza tradizionale siciliana!

La parola d’ordine per creare una calza della Befana tradizionale siciliana è: artigianale! Potete provare a realizzarle voi con del panno-lence, del feltro oppure con della semplice stoffa rossa e verde. Ricordatevi di cucire anche un piccolo nastrino molto resistente in modo tale da poterla appendere quando necessario.

Con cosa riempire una calza della Befana a Catania? Prima di tutto mettete dei piccoli dolci. Non può di certo mancare il Torrone, una mela caramellata, calia e simenza, nocciole, pistacchi o mandorle tostate e zuccherate. Aggiungete pure delle gustose scorzette di arancia ricoperte di cioccolato, tanto amate dai più piccoli e non. Dopo aver inserito la parte “dolce” nella calza, stupite i vostri bambini con un giochino popolare siciliano: che ne dite di omaggiare i vostri pargoli con il classico Tuppetturu per riscoprire il gioco di una volta?

Le origini della Befana

Il suo aspetto sembra che sia molto simile al personaggio di Perchta o Berchta (originaria nelle zone dell’Europa del Nord), conosciuta per essere un’anziana donna poco curata: indossa sempre abiti logori, ha i capelli grigi e scarmigliati e una considerevole gobba nasale che le conferisce un aspetto alquanto raccapricciante.

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Artigianali Befane a Catania. Foto di: by Air Force One is licensed under CC BY-NC-ND 2.0

Nata molto probabilmente come antico rito pagano, la festa dell’Epifania è stata ereditata dai Romani. Secondo una leggenda, nelle successive 12 notti al solstizio invernale delle strane donne volavano sui campi coltivati per augurare agli agricoltori raccolti abbondanti. Esse sarebbero state guidate dalla dea Diana o dalla divinità Sàtia. Il mito della Befana, “strega volante” sul manico di scopa, sarebbe nato da qui.

L’antichissimo rito della calza della Befana

Secondo una leggenda fu Numa Pompilio, uno dei re di Roma, a portare l’abitudine di appendere una calza in una grotta per ricevere doni da una Ninfa. Anticamente nella calza si poteva trovare frutta secca, mele, arance: tutti frutti con un importante valore simbolico, propiziatorio e ben augurale. Ricevere in dono il carbone non era considerato un brutto segno, bensì l’augurio di una stagione pronta a rinnovarsi. Sarà con l’avvento del Cristianesimo che il carbone sarà visto come “punizione” per i bambini monelli.

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Tradizionale calza della Befana a Catania. Foto di: by Clarita82 is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Le calze della Befana non dovrebbero essere belle da vedere, perché il loro aspetto dovrebbe richiamare quello dei sacchi logori e scuciti che porta in spalla la Befana quando trasporta i doni per i bambini. È tra la notte del 5 e il 6 Gennaio che avviene la magia. Con un sacco carico di cioccolato e caramelle, la Befana viaggia in groppa alla sua scopa in cerca dei bambini che nell’anno precedente sono stati “buoni”, mentre per quelli “monelli” ci sarà solo del carbone. Atterrata sui tetti, si calerà dai camini e riempirà le calze appese lasciate dai piccoli della casa con i doni che riterrà più meritevoli per ognuno di loro.

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana
Viva, Viva La Befana!

Befana a Catania, riscopriamo il rito della calza artigianale ultima modifica: 2021-01-05T09:25:41+01:00 da Valentina Friscia
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