CONSIGLI UTILI

150 sensori del terremoto: il progetto di protezione civile Early Warning

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150 sensori del terremoto verranno installati in scuole e uffici della città di Catania con i fondi della Regione per il progetto di protezione civile Early Warning. Lo scopo è adeguare efficacia e tempi, per segnalare le scosse di terremoto imminenti prima dell’arrivo delle onde sismiche. Un progetto che mira a salvaguardare i cittadini, le infrastrutture vulnerabili e le zone ad alto rischio.

150 sensori del terremoto: un milione al Comune di Catania

“Progetto per un sistema di Early Warning integrato per la gestione condivisa delle emergenze di Protezione Civile per Catania”. Questo il nome del disegno che prenderà il via l’anno prossimo grazie ai fondi regionali. 1,1 milioni per attrezzare la città del Liotru con una serie di dispositivi all’avanguardia. Si tratta di 150 sensori del terremoto installati all’interno degli edifici, 18 sirene ad “alta intensità” e 10 “attuatori automatici” capaci di interrompere l’erogazione del gas e dell’energia elettrica. Quest’ultimo punto, in particolare, evita i rischi secondari legati a danni e/o probabili crolli. Il sistema Early Warning è molto importante, ma non bisogna far confusione. Non è possibile prevedere i terremoti.

150 sensori del terremoto - etna nel momento dell'eruzione con fumo grigio che esce dalla sua bocca
L’area etnea, oltre a risentire gli effetti dei forti terremoti delle aree limitrofe, è sede di una attività sismica molto frequente, spesso sotto forma di sciami sismici durante fasi di attività eruttiva del vulcano. Fonte: INGV – Sezione di Catania

I sensori, piuttosto, sono un aiuto di allerta precoce. Una manciata di secondi possono realmente fare la differenza. I 150 sensori possono avvertire la popolazione sul terremoto in atto. Nel caso di un piano di allerta adeguato, ancora, possono aiutare i cittadini a rispondere in maniera tempestiva. L’EW registra le onde P, di minore ampiezza e più veloci, mediante una fittissima rete di monitoraggio sismico non appena le stesse onde raggiungono la superficie o la costa. I dati ottenuti vengono trasmessi istantaneamente al centro di elaborazione per essere combinati e prevedere le scosse del terreno. Il sistema, nuovamente, trasmette le informazioni di allerta alle aree interessate. Gli avvisi, in questo modo, permettono ai cittadini di cercare riparo e di mettere in “modalità sicura” l’erogazione di gas ed energia.

La collaborazione con gli esperti di protezione civile della Municipalità di Tokyo

La città di Catania, inoltre, registra la collaborazione con gli esperti della protezione civile di Tokyo. Kudo Satoshi, Hara Naoya e Shioya Naoko, membri del “General Disaster Prevention Department”, si sono incontrati con l’assessore alla Protezione civile Alessandro Porto, il direttore alla Protezione civile Maria Luisa Areddia e il direttore dei Sistemi informativi Maurizio Consoli. Ancora, erano presenti: Calogero Foti, dirigente generale del Dipartimento della Protezione civile della Regione, Giovanni Spampinato, responsabile della Protezione civile della Sicilia orientale, Domenico Patanè, direttore della Sezione di Catania dell’Ingv e Boris Behncke vulcanologo dell‘Ingv.

150 sensori del terremoto - cartina geografica della calabria e della Sicilia che evidenzia l'area colpita dai terremoti
Terremoti recenti ultimi 30 giorno, screen dal sito del INGV della sezione di Catania

L’assessore Alessandro Porto, nel corso dell’incontro, ha illustrato il Piano di protezione Civile del Comune illustrando gli interventi nella gestione delle emergenze. La delegazione giapponese, grazie all’ausilio di diapositive, ha potuto conoscere gli scenari di rischio dei terremoti a Catania e le eventuali misure di salvaguardia. C’è molto lavoro da fare e bisognerà pensare a un adeguamento del patrimonio edilizio pubblico e privato.
Una nota: durante il colloquio è emerso che Catania, a differenza di Tokyo, può vantare una rete di volontariato di protezione civile. Una piccola soddisfazione per la nostra città che combatte quotidianamente con altrettante carenze.

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”
150 sensori del terremoto: il progetto di protezione civile Early Warning ultima modifica: 2019-10-02T14:46:06+02:00 da Cristina Gatto

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