itCatania - La presunta esistenza di un Foro Romano a Catania

itCatania

MONUMENTI

La presunta esistenza di un Foro Romano a Catania

Foro Romano Di Catania. Foto di: Valentina Friscia

Cortile San Pantaleone da via Santissima Trinità. Foto di: Valentina Friscia

Sapevate dell’esistenza di un complesso monumentale facente parte probabilmente di un antico foro romano a Catania, in zona centro? La nostra città continua a sorprenderci, regalandoci nuovi segreti da raccontare.

Nel cortile San Pantaleone, che si trova tra le centralissime via Vittorio Emanuele e via Garibaldi, si trovano degli antichi resti. È qui, infatti, che si crede che sorgesse il foro della città. Tra i piani terra e le cantine delle abitazioni che circondano il cortile, pare che anticamente fosse nato un antico edificio di epoca romana. Esso contava diverse botteghe con stanze strette e lunghe e un portico colonnato.

Comune.catania.it
Alcuni resti dell’antico foro romano di Catania. Foto di: www.comune.catania.it

La scoperta del foro e le sue possibili origini

Grazie agli scavi commissionati dal Principe Biscari nel XVIII secolo (a quel tempo numerosi erano i viaggiatori del Grand Tour), saranno rinvenuti dei resti poi attribuiti all’antico foro romano di Catania. Le mura erano in opus incertum, formati cioè da blocchi di pietra lavica lavorati in modo grossolano, e altri in opus reticulatum, formati invece da piccoli blocchi di pietra disposti a reticolo obliquo. Quest’ultima tecnica utilizzata per il foro catanese, molto conosciuta a Roma, ci indica come il foro catanese sarebbe stato costruito all’incirca nel 21 a.C., anno in cui l’imperatore Augusto fonderà la colonia di Càtina. Inoltre, secondo alcune testimonianze religiose, è qui che San Euplio fu martirizzato il 12 agosto del 300 d.C.

È esistito davvero un foro romano a Catania?

Il foro romano di Catania a oggi è poco visibile. Grazie alle testimonianze di alcuni studiosi possiamo comprendere meglio la sua struttura e il suo antico uso. Lorenzo Bolano (filosofo, medico e archeologo catanese), dà certezza che nel Rinascimento esistevano otto stanze a Sud, quattro a Nord, sette a Est e un numero imprecisato a Ovest, tutte coperte da una volta. Bolano affermava anche che anticamente esisteva un’ala occidentale adibita a impianto termale. Quest’ultima struttura verrà ricordata da Valeriano De Franchi, cartografo, con il nome di Terme Amasene.

Lo storico tedesco Adolf Holm ci attesta che, quando visitò Catania, esistevano sette vani a Est e tre a Sud e che questi presero il nome di “grotte di San Pantaleo”. Libertini, a conclusione dell’attestazione di Holm, racconta che erano visibili solo le otto strutture a Sud del secondo piano, e che il piano raccontato da Holm era completamente interrato.

Le parole del professore Edoardo Tortorici sulla presunta esistenza del foro

Ma siamo davvero sicuri che si tratti di un antico foro romano quello che si trova nel cortile San Pantaleone? Nel 2008 il professore Edoardo Tortorici ha messo in discussione l’attribuzione data, proponendo nuovi modi di studiare il complesso monumentale. In base a una pianta topografica e catastale redatta nel 1895, il professore nota come le strutture non appartengono tutte ad una stessa fase cronologica e presentino, non solo “altezze” notevolmente differenti, ma anche tecniche edilizie diverse. Secondo Tortorici, infatti, la presenza di opere cementizie con paramento a scheggioni di lava, opere quadrate in blocchi di pietra calcarea con volte in opera cementizia e, per le strutture meno profonde, muri intonacati con stucchi e cornici di pietra calcarea di Siracusa, dovrebbero farci comprendere periodi diversi in cui questo complesso monumentale è stato realizzato.

Foro Romano Di Catania 2
Il cortile San Pantaleone oggi. Foto di: Valentina Friscia

Alcuni studiosi sostengono che si tratti di strutture tipo Horrea (stanze pubbliche e private), riferibili all’età augustea, e non a un classico Forum come ipotizzato. Secondo Tortorici, gli scavi dell’800 e le pitture di Houel rilevano ambienti totalmente differenti (uno a Sud con 9 vani; uno a Ovest con 10 vani e 2 che si piegano ad angolo), ma facenti parte di una serie che doveva appartenere a un complesso sotterraneo (a Nord e a Sud del cortile). L’ipotesi che si tratti, invece, di un complesso di Ergastula (per schiavi pubblici o privati, in dipendenza di domus patrizie urbane), pare essere quella più accreditata da Tortorici: l’ambiente sotterraneo, chiuso da inferriate e decisamente angusto, potrebbero ricordare infatti gli ambienti delle antiche prigioni.

Il foro romano di Catania oggi

Se vi recaste presso il cortile San Pantaleone notereste davvero poco del foro catanese raccontato dagli studiosi e messo in luce negli scavi dell’800. Oggi del presunto foro rimangono soltanto un paio di ambienti attigui visibili a Sud, con ingresso architravato sormontato da una apertura ad arco. Della struttura a Est rimangono i resti di una parete in opus reticulatum appartenenti a uno dei magazzini, che è possibile intravedere da un fabbricato moderno.

Per saperne di più visitate la pagina Facebook Obiettivo Catania: è stata la principale fonte di questo articolo.

La presunta esistenza di un Foro Romano a Catania ultima modifica: 2021-03-29T09:57:30+02:00 da Valentina Friscia

Commenti

Subscribe
Notificami
1 Comment
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
To Top
1
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x