CIBO

Il “Biancomangiare”: il dolce delle nonne

Il biancomangiare è uno dei dolci tipici più antichi della pasticceria siciliana

Vi abbiamo fatto venire l’acquolina in bocca proponendovi la ricetta del pesce d’uovo, uno dei piatti tradizionali della nostra cucina, legata strettamente alle vicende storiche, culturali e religiose dell’Isola. Oggi vi proponiamo la ricetta del Biancomangiare, il dolce delle nonne per antonomasia, un piatto propinato di generazione in generazione, che ci fa ricordare la mia e sicuramente anche la vostra infanzia, immettendo nelle nostre narici, il suo profumo delicato. La preparazione dei dolci nella cucina della nonna era un vero e proprio rituale che non poteva non attirare noi bambini. Chi non è stato lì in cucina ad attendere di leccare gli appetitosi residui rimasti nella pentola o nella terrina, prima che venissero lavate, o i cucchiai, o vedere all’opera la nonna con gli utensili adatti? Era veramente un rituale fatto di gesti semplici e abituali, che coinvolgevano tutta la famiglia, in attesa di gustare il tanto atteso dolce della domenica o della merenda!

 U’bbiancumanciari

Il Biancomangiare, in dialetto “U’bbiancumanciari” è un dolce tipico della Sicilia orientale e della zona etnea, inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf). La sua denominazione nasce dal colore bianco dei suoi ingredienti principali: latte e/o mandorle macinate. La sua origine è araba. In Turchia e in tutto il Medio Oriente è conosciuto e preparato allo stesso modo sin dai tempi più antichi. Non si tratta di semplice panna cotta, un budino o un classico gelo, è molto di più. Una leccornia la cui ricetta viene ancora tramandata, seppur con varianti negli ingredienti e nella preparazione, di generazione in generazione.

Il Biancomangiare non è una panna cotta, o budino o gelo. Si tratta di un dolce al cucchiaio preparato con zucchero, latte vaccino, mandorle.

Il Biancomangiare non è una panna cotta, o budino o gelo. Si tratta di un dolce al cucchiaio preparato con zucchero, latte vaccino, mandorle. Fonte foto: https://it.wikipedia.org/wiki/Cucina_italiana

Biancomangiare: origini, storia e ricetta di questo dolce

La ricetta originaria si diffuse principalmente in Francia. In Italia e soprattutto in Sicilia, arrivò attorno al XII secolo; la sua presenza è attestata in molti ricettari dell’epoca. Si preparava ricorrendo alle classiche formelle di terracotta decorate, tipiche di Caltagirone.

Originariamente nacque come una sorta di crema o gelatina a base di petto di pollo, tacchino  lessati, arricchita con farina di riso, latte di capra o di pecora, mandorle, zenzero o cannella, lardo e zucchero: tutti ingredienti rigorosamente”bianchi”.Esisteva anche un’alternativa in cui il pollo era sostituito da pesce, soprattutto durante la Quaresima. Nel Seicento il biancomangiare fu usato come minestra o salsa a base di latte con cui condire carni bollite. Col tempo questo alimento si è via via trasformato, fino ad acquisire la forma e il gusto che ancora oggi apprezziamo.

Il dolce della “riappacificazione” banchetto di Matilde di Canossa

Una delle una delle donne più importanti della storia dell’Italia, ovvero Matilde di Canossa, propose questo piatto per far riappacificare Papa Gregorio VII con l’Imperatore Enrico IV, durante il banchetto organizzato nel 1077, in piena lotta tra la Chiesa ed il Sacro Romano Impero. Il pranzo della pace fra i due capi  fu un evento strabiliante, per il numero di portate e per la raffinatezza dei cibi proposti.

Presente anche ne “Il Gattopardo”

Questo dolce era molto diffuso nelle case nobiliari siciliane. Anche Giuseppe Tomasi di Lampedusa lo cita nel suo capolavoro, “Il Gattopardo”, quando il Principe Fabrizio, nel celebre ballo, si siede al tavolo per dialogare con gli amici e contemporaneamente gustare il dolce in questione: biancomangiare con pistacchio e cannella.

Milk

Per preparare il “Biancomangiare” occorrono ingredienti bianchi, ma ci sono tante vatianti; potete davvero prepararlo al gusto che volete: mandorla, cacao, caffè, pistacchio ecc. Fonte foto: Pixabay. Autore: Couleur

Ricette

Questa prelibatezza si prepara in due modi: il primo, più tradizionale, prevede l’utilizzo di latte vaccino, mentre nel secondo si utilizza il latte di mandorla; in entrambi i casi, il biancomangiare viene addensato con colla di pesce, e può essere decorato e arricchito con caramello,  miele o con frutti di stagione. Potete però prepararlo al gusto che volete: mandorla, cacao, caffè, pistacchio ecc.

Oggi, ieri e domani…

Anche Pellegrino Artusi, lo annovera fra le sue ricette nell’opera “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”.Il biancomangiare, con i suoi ingredienti e la sua preparazione semplice e veloce, appartiene a quelle tradizioni popolari raccontate dai dolci che ci trasmettono “sinesteticamente” il gusto e il profumo caratteristico della nostra Sicilia. E’ e rimarrà sempre il dolce di casa, della famiglia e dei ricordi.

Fonte foto copertina: https://commons.wikimedia.org. Autore: SKopp

Sabrina Port

Autore: Sabrina Port

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, con il sogno del giornalismo, scrive da alcuni anni su testate locali, cercando di valorizzare quanto di più bello c’è nella nostra Sicilia e a Catania.

Il “Biancomangiare”: il dolce delle nonne ultima modifica: 2019-06-19T09:06:02+02:00 da Sabrina Port

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