INTERVISTE

Doremillaro (sb) Recs: l’intervista a Giuseppe Schillaci

Doremillaro (Sb) recs: Giuseppe Schillaci

Nel mio esercizio à rebours e nell’atto di scavare nel tessuto musicale catanese, ho spinto l’asticella un po’ più in là. Nella mia confusione di letture che il presente musicale offre, mi sono imbattuta nella Doremillaro (sb) Recs. Una piccola etichetta indipendente etnea che si occupa di produrre quella musica snobbata dai “canali indie ufficiali”. Doremillaro è il nome di una falsa valuta, di una città-stato inesistente. Doremillaro è “un’etichetta di irresponsabilità musicali a scopo di sopravvivenza”. Un angolino, un luogo non-luogo votato alla musica.

L’intervista a Giuseppe Schillaci, fondatore di Doremillaro (sb) Recs.

Giuseppe Schillaci, foto di Giacomo Scandurra

Giuseppe Schillaci, foto di Giacomo Scandurra

“Doremillaro (sb) Recs L’etichetta nemica dei giusti” e “irresponsabile a scopo di sopravvivenza”. La storia dell’etichetta indipendente Doremillaro sembra una scommessa. Un gioco tra amici, ma con gli anni si sta trasformando in una realtà sempre più presente e strutturata. Cos’è cambiato da quel lontano 2011?

Niente, siamo solo più vecchi, più stanchi e meno tolleranti ma sempre squattrinati. Siamo più strutturati come etichetta discografica, quello è vero; abbiamo un ufficio stampa, abbiamo fatto due campagne crowdfunding assieme agli amici di Bandbackers e continuiamo a pubblicare i nostri dischi, i dischi degli amici e quelli che ci piacciono.

Sempre che “fare dischi” abbia un senso oggi visto che i supporti fisici sono morti salvo qualche aficionados del vinile, diciamo che continuiamo a produrre musica irriverente e storta senza seguire nessuna logica di mercato, senza seguire un trend, senza senso forse per chi pensa che la musica sia un pretesto per sfondare.

A proposito di Bandbackers… qualche mese fa ho avuto il piacere di intervistare Mapuche. Abbiamo parlato di crowdfunding e in particolare di Bandbackers. Vorrei che mi parlassi di queste nuove realtà e chiarissi ai lettori questo modo di “fare dischi”.

È molto semplice, Bandbackers utilizza un crowdfunding non basato sulla partecipazione e al finanziamento del solo supporto fisico ma fa investire i backers in un disco in cui il rapporto con l’artista non finisce lì ma continua, perchè Bandbackers è editore e l’utente investe in punti percentuali (a seconda ovviamente dell’entità della donazione) sulle edizioni.
Forse l’ho fatta troppo semplice ma per questo puoi rivolgerti direttamente ai creatori di questa nuova piattaforma. Molti addetti ai lavori criticano questo modo di fare perchè sembra brutto chiedere soldi alle persone. Io invece penso che faccia bene perchè ti permette di supportare veramente un artista e la sua musica, lo aiuti a (r)esistere in un sistema che è sempre più inquinato.

Doremillaro (sb) Recs in studio

Doremillaro (sb) Recs in studio

Doremillaro nasce per dare spazio a quella musica snobbata dai canali indie ufficiali. Vorrei concentrarmi sul concetto di “indie”. Una parola abusata che sembra stia a significare tutto e il contrario di tutto. Un artista indie, in teoria, è libero da vincoli e da major e da qualsiasi logica commerciale. Potrei continuare e spiegare ai lettori che spesso la parola indie è capace di mortificare o di esaltare, ma vorrei conoscere il tuo punto di vista.

La parola “indie”, ovvero indipendente è una parola vecchia oggi abusata e martoriata, ridotta quasi a etichetta musicale in cui ci rientra tutto quello che vorrebbe “essere major” ma che non ha il coraggio e/o la forza di esserlo. Pensa a tutti i “cantantelli” indie italiani che vorrebbero andare a Sanremo ma non ce la fanno perchè il bel canto magari è troppo per loro o, peggio ancora, che si accontentano perché in fondo è meglio avere quell’aurea di sfigati famosi che gli serve per rimorchiare e lamentarsi.
Indipendente una volta voleva dire al di fuori delle logiche di mercato. Oggi è un mercato nel mercato. Anzi, un mercatino contro il grande centro commerciale dove alcune logiche sono le stesse delle major ma con diversi zeri in meno.

Oggi si è così indie che l’indie va in tivù. Mi fermo qui perché non vorrei risultare troppo polemico (come molti su FB mi fanno notare) ma, mi dispiace, non ce la faccio più a stare solo a guardare. Come ha scritto qualcuno di recente sulla mia bacheca “piacere agli altri è sopravvalutato”.

La mia logica discografica è che devi fare la musica che ti piace, che ti diverta, che ti appassiona, per il resto non c’è storia, fare qualcosa per diventare qualcuno è una schizofrenia moderna che non mi appartiene. Da musicista invece penso che mi piace suonare qualsiasi cosa mi piaccia, infatti negli anni ho collaborato con diversi artisti della scena siciliana, divertendomi pure.

Vorrei farti una domanda provocatoria sulla nascita della Doremillaro. Credi ci fosse realmente bisogno di creare l’ennesima etichetta indipendente?

Ovviamente no, per carità, ma mi ero rotto di dover chiedere agli estranei di fare uscire i miei dischi o quelli dei miei amici. Sono qualificato come ingegnere del suono, i dischi posso farmeli da me.
Poi però vedo le “schifezze” che fanno tante altre etichette indipendenti e mi viene solo da pensare “cristo, quanto ho fatto bene a mettere su un’etichetta discografica il cui logo è una chiesa che brucia”. La chiesa che brucia (con dentro fedeli e soprattutto i parrocchiani) è il succo della mia visione. E inoltre fa tanto metal e a me il metal piace.

Quali sono le novità in casa Doremillaro?

Per l’annata 2017/18 dovrebbe uscire il nuovo album di Smegma Bovary, vedrà la luce il nuovo ( e si spera ultimo) album dei Diane and the Shell, poi una serie di album impro rumoristici. In primis Pantomima Band e poi forse una nuova formazione.
Dovrebbe uscire anche un EP di Felice Briguglio (ex Flx) e tante altre novità che saranno svelate sulla nostra pagina Facebook, unica via per informare il mondo delle nostre attività.

Link e contatti utili:

Doremillaro sb(Recs) Bandcamp
Doremillaro sb(Recs) Pagina Facebook
Giuseppe Schillaci Profilo Facebook

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Doremillaro (sb) Recs: l’intervista a Giuseppe Schillaci ultima modifica: 2017-09-20T10:03:27+00:00 da Cristina Gatto

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