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Calcio Catania e serie B: la storia infinita tra ripescaggi e stop!

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Quest’estate è stata strana, soprattutto per lo sport e per la squadra della nostra città. I primi di agosto, infatti, Catania è stata svegliata, dalla calda notte, al grido: “Ripescaggio in serie B”. Dopo la sentenza della Corte d’Appello Federale, sembrava fatta: il calcio Catania ritornava in serie B, era una certezza.

Il sogno del ripescaggio in B e poi l’incubo…

La Corte d’Appello aveva di fatto respinto i ricorsi delle squadre del Siena, Ternana e Pro Vercelli contro la decisione del Tribunale Federale Nazionale. Aveva annullato, dunque, l’impossibilità di ripescaggio, per le società che negli anni 2015-16, 2016-17 e 2017-18 avessero manifestato problemi amministrativi. Tra cui, quindi, il calcio Catania.

Così, i primi giorni di agosto, il Massimino aveva festeggiato la notizia. Riempiendo di speranza i tifosi, gli addetti ai lavori, ma, diciamolo chiaramente, l’intera città. E i dirigenti del calcio Catania avevano da subito pensato a muoversi, per farsi trovare pronti alla nuova stagione in B. Il 9 agosto, quasi sette giorni dopo, però, il calcio Catania, ma non solo, subisce un duro scossone. Il sogno diventa incubo, in un istante: il Catania in serie B è utopia, la squadra resta in C.

La decisione della Lega Calcio..

Infatti, in quella data esce la notizia che la Lega di Serie B, presieduta da Mauro Balata, ha ufficialmente bloccato i ripescaggi di Novara, Catania e Siena. Ed inoltre, sempre Balata, comunica alla FIGC la decisione della Lega di proseguire con un campionato a 19 squadre, anziché le solite 22. Questo per il calcio Catania, il Bari, Cesena ed Avellino segna il ritorno nelle categorie inferiori. Infatti, a seguito di questa decisione, i ripescaggi vengono meno. Il calcio Catania, che ha già festeggiato ampiamente il suo ritorno nel calcio che conta vive questa decisione come uno stop non solo d’immagine e morale, ma anche e soprattutto economico.

Un disastro, sottolineano più volte i dirigenti della squadra della città!

La serie B, questo è chiaro, non conferisce solo pregio ad una squadra di calcio, ma anche alla città di cui è figlia. E quello che accade nelle settimane successive alla decisione della Lega Calcio, fino a poche ore fa, è esattamente quello che ci si potrebbe aspettare da un copione cinematografico. La Lega, fin dall’inizio, si giustifica, affermando che l’incertezza, dovuta a sentenze e ricorsi continui, può essere arginata solo con il blocco dei ripescaggi. Inoltre, questo blocco fornirebbe un equilibrio che permetterebbe la permanenza in B solo a chi se lo merita veramente.

Queste affermazioni scatenano l’ira dei tifosi, nonchè della società etnea, e delle altre società coinvolte. Il calcio Catania, però, fin dall’indomani della sentenza della FIGC, non ci sta. Il Catania in serie B è una certezza avallata dalla logica numerica (le squadre sono sempre state 22) e dal regolamento. E cosa c’è di più forte di un regolamento?

Così, partono i ricorsi con il Catania in prima fila, seguito da Ternana, Pro Vercelli, Siena e Novara

Uno degli aspetti più scottanti è quello amministrativo-economico. Sono pronte, infatti, richieste risarcitorie milionarie da parte del calcio Catania, e delle altre società. Pare, infatti, che il calcio Catania, alla notizia del ripescaggio in B, abbia provveduto all’esposizione bancaria relativa alle fideiussioni per l’iscrizione in serie B e in Serie C, per i costi di tesseramento e per tutti i costi imputabili in previsione del campionato di Serie B. Questo a seguito, sembrerebbe notizia cerca, delle rassicurazioni date dalla FIGC. Rassicurazioni che, una volta rimesse le carte in tavola e portato il campionato a 19 squadre, sono andate a farsi una bella passeggiata.

La storia infinita continua:  il dirigente Lo Monaco non ci sta e rilancia. La Lega è ferma!

Lo Monaco è il dirigente del calcio Catania e primo oppositore della decisione della Lega calcio

Lo Monaco non ci sta: il calcio Catania deve salire in B! (foto da tuttocalciocatania.com)

Il Catania, dopo palleggi e rimbalzi tra i responsabili della Lega (quasi fossimo davvero sul campo di calcio), grida al colpo di stato. Nel frattempo il campionato di serie B inizia. Sono passate quattro giornate dall’inizio del campionato di serie B, metà settembre, ed ancora la situazione per le squadre coinvolte è sospesa, non chiara, anzi torbidissima.

Il dirigente Lo Monaco, in un’intervista recente, rilasciata a Itasportpress, parla così: <<Oggi ci vuole un intervento deciso da parte del governo nazionale, perché tutto il contesto sta dimostrando di perseguire una strategia volta a dividere i proventi tra pochi e comandare. Un sistema avvolto nel caos dove tutto il calcio è commissariato. – Continua il dirigente del calcio Catania – Poi succede che nelle categorie come la B e la C e anche la D, che sono la base del nostro calcio per numero di tifosi e passione, le regole vengono cambiate in tre minuti, lo stesso tempo di una partita a briscola.>>

Martedì 18 settembre arriva il giro di boa: le squadre coinvolte in serie B non giocheranno!

Ieri, nella tarda mattinata, arriva la notizia dal presidente del Collegio di Garanzia Frattini, che parla così a Inblu radio: <<Il fatto nuovo è che il Tar del Lazio oltre a sospendere la sentenza ha sospeso il campionato. È chiaro che se noi dovessimo aspettare la data dell’ordinanza collegiale che il Tar ha stabilito al 9 ottobre vuol dire che fino al 9 ottobre non si giocherebbe la serie B. E questo mi sembra impossibile sotto il profilo della passione sportiva di milioni di tifosi.>>

Frattini scombussola, con queste affermazioni, la Lega Calcio, le squadre, tutti e continua: <<Quindi venerdì 21 settembre il Collegio di garanzia riesaminerà la questione in una composizione completamente nuova. Non presiederò io ma il componente più anziano d’età.

Frattini dice la sua sulla questione serie B e sul calcio catania

Frattini parla della questione serie B e del calcio Catania: il Tar del Lazio deciderà. Intanto, fino alla sentenza le squadre coinvolte della serie B non giocheranno (foto da corrieredellosport.it)

Il Collegio deciderà se la serie B sarà a 22 o 19 squadre. Se si dovesse decidere che la B dovrà essere composta da 22 squadre, lunedì prossimo si deciderà quali saranno le 3 squadre su 6 che dovranno essere ripescate. Noi non facciamo politica sportiva, ma guardiamo alle norme>> e qualche ora dopo Frattini su Twitter precisa: << Non è ovviamente sospesa l’intera serie B, ma le partite di tutte le squadre parti nelle varie cause… quelle che avrebbero dovuto giocare in C ad esempio, ma aspirano alla B, non hanno giocato e non giocheranno neppure in C fino al verdetto. Dunque, urge decidere. La FIGC però si oppone e chiede al Tar la revoca del decreto cautelare e della mia convocazione. Vediamo.>>

Oggi, dunque, dovrebbe esserci la risoluzione della storia infinita del Calcio Catania? Noi ci speriamo!

E staremo a vedere come andrà. Se oggi si potrà scrivere la parola “fine” alla storia infinita del calcio Catania. Com’è evidente, nel frattempo, il caso della serie B è meno risolto che mai e le news si rincorrono di ora in ora. La speranza di una vittoria legale è sicuramente nel cuore di tutti i catanesi. Chi non sogna di vedere il calcio Catania in serie B, tifoso e non?!

Noi di it.Catania vogliamo conoscere, però, la vostra opinione. C’è una giustizia sportiva, una legale ed una di convenienza.
Quale, secondo voi, sarebbe la più idonea per il risolvere il caso della serie B?

Manuela de Quarto

Autore: Manuela de Quarto

Sono nata a Catania, in Sicilia. Ho scoperto che amavo leggere quasi subito. Leggevo di tutto, rubavo i libri alle mie sorelle più grandi o li prendevo in prestito da parenti e amici. Leggevo libri e mangiavo limoni, entrambe le cose mi stavano portando dritto alla morte, sarà il destino delle grandi passioni!
E poi un giorno, avrò avuto circa dieci anni, ho scritto la mia prima storia: da lì non ho più smesso, né di scrivere né, ovviamente, di leggere e mangiare limoni.

Calcio Catania e serie B: la storia infinita tra ripescaggi e stop! ultima modifica: 2018-09-21T11:34:38+00:00 da Manuela de Quarto

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