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LO SAPEVI CHE PIAZZE

U chianu a statua: del miracolo di Sant’Agata e della peste scampata

U chianu as tatua

«Noli offendere Patriam Agathae quia ultrix iniuriarum est» 
U chianu a statua. Una colonna romana sormontata da una statua raffigurante Sant’Agata nell’atto di calpestare un’idra, simbolo della peste. Un monumento che racchiude il ricordo per lo scampato pericolo, le paure, le speranze del popolo catanese e il miracolo della Santa. Una piazza, dimenticata e poco frequentata. La piazza che, Carmelina Naselli, descriveva così agli inizi degli anni Trenta: io dico che di passeggiate i catanesi ne facciamo ancora molte, e tuttavia disertiamo volentieri l’ampia terrazza della piazza dei Martiri la quale, a parte ogni altra considerazione, così alta com’è e isolata dal traffico, rimane uno dei posti più tranquilli e suggestivi.

Catania – Piazza Dei Martiri – Statua Di Sant‘agata Panoramio
U chianu a statua – Piazza dei Martiri, Catania. Fonte fonte: Edgar El, CC BY 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by/3.0, attraverso Wikimedia Commons

U chianu a statua: Piazza dei Martiri

Dopo il terribile terremoto del 1693, il piano progettuale del Duca di Camastra prevedeva la demolizione dei fabbricati pericolanti, la realizzazione delle quattro strade che avrebbero formato il tessuto connettivo e due ampie piazze che funzionassero come ingresso della città. Una completata verso la Piana, il cosiddetto Piano del Fortino; l’altra, invece, realizzata solo in parte verso il mare, il Piano della Statua. Il Piano del Fortino, oggi piazza Palestro, fu completata con la realizzazione della Porta Ferdinandea. L’altra, ancora, si sarebbe conclusa verso il mare nel Piano della Statua, odierna Piazza dei Martiri.

Nel 1743 la peste devastò Messina e alcune avvisaglie di ebbero anche presso la città di Siracusa. I catanesi, tra i due fuochi ed estremamente provati dalla sventura, rivolsero le loro speranze e le loro preghiere a Sant’Agata. La patrona accolse le suppliche. La città di Catania ne uscì illesa e in suo onore nel 1774 fu costruita la statua. Il monumento, a opera dello scultore palermitano Michele Orlando, si compone di una colonna romana sormontata da una statua raffigurante la Santa intenta a calpestare un’idra, simbolo della peste.

Piazzadeimartiri
Piazza dei Martiri, Catania. Cartolina d’epoca – Fonte:  Google Arts & Culture

Oggi: Piazza dei Martiri (curiosità in pillole)

Oggigiorno “U chianu a statua” è conosciuto come Piazza dei Martiri. Il suo nome ricorda una triste pagina della storia siciliana. Proprio lì, infatti, nel 1837 in questa piazza furono fucilati i rivoluzionari anti-borboni: Salvatore Barbagallo-Pittà, Giuseppe Caudullo Guarriera, ngelo Sgroi, Giacinto Gulli-Pinetti, Giovambattista Pensabene, Gaetano Mazzaglia, Giuseppe Caudullo Amore e Sebastiano Sciuto.

La piazza in origine rettangolare, dopo la realizzazione della ferrovia, assunse l’odierna forma ovale. Insieme alla ferrovia fu realizzato anche l’ampio balcone civico fra Via VI Aprile e la stazione, U passiaturi. Un tempo frequentato insieme alla Piazza dei Martiri, oggi, ahinoi, è un luogo dimenticato e lasciato all’incuria.

Info e fonti

Conoscere Catania, pagina facebook curata da Giuseppe Costanzo
Etnaportal, articolo su U chianu a statua

U chianu a statua: del miracolo di Sant’Agata e della peste scampata ultima modifica: 2021-01-15T09:10:02+01:00 da Cristina Gatto

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