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Torre del filosofo: sulle tracce di Empedocle

Torre Del Filosofo - Etna

Etna

Torre del filosofo. Un luogo immerso alla base dei crateri sommitali, a quasi 3000 metri s.l.m.; un’altra perla dell’Etna, serpente luminoso e incandescente. Meraviglia tinteggiata di tenebre, di chiazze di verde, di lava ardente e della soffice neve invernale. L’Etna, la Grande Madre, è un sogno ad occhi aperti. ‘A Muntagna, ancora, si trasforma in romanzo e dipana leggende. La Torre del filosofo racconta di escursioni, di un rifugio e della dimora che un tempo fu del filosofo agrigentino, Empedocle.

Torre del filosofo: alla scoperta di un’antica leggenda

A quota di 2940 mt sull’Etna, sorgeva una rifugio dedicato a Empedocle, filosofo e politico siceliota. La storia racconta che in questo luogo, a cospetto del maestoso vulcano, visse l’agrigentino e che qui costruì la sua dimora. Empedocle nutriva il desiderio di vivere a contatto con la natura. Ambiva a divenire un tutt’uno con quella superficie “lunare” aspra e selvaggia. Voleva mescolarsi a quel fuoco, all’acqua, alla terra e all’aria. Le radici primordiali, non nate ma eternamente uguali e origine di ogni cosa. Radici spinte dall’Amore e dall’Odio. Congiungere e separare. Il filosofo, in questo teatro creato dalla natura, studiava i fenomeni eruttivi. Osservava, scrutava e annotava. Si lasciava affascinare dalle liquefatte viscere dell’Etna. La storia, fin qui suggestiva e ammaliante, si trasforma in leggenda e narra di un triste epilogo. Rivela che il filosofo morì precipitando dentro un cratere del vulcano.

Torre del filosofo, Etna

“Ed ecco il re delle fucine, l’Etna, che si erge, sempre attivo, sulla meravigliosa piana di Catania. Luogo di leggende, l’Etna: i Ciclopi, fabbricanti delle folgori celesti, vi manovrano, nelle forge di Vulcano, i loro enormi mantici di pelle di toro; il filosofo Empedocle si sarebbe gettato nel suo cratere, che ne restituì, si dice, soltanto un sandalo.” Il mediterraneo – F. Braudel

Mille fili si sono dipanati e intrecciati attorno alla sua figura. Tante le storie e le leggende sul suo conto. Svariate le versioni sulla sua morte. Assunto al cielo dagli dèi, martire, suicida e ancora: «egli, levatosi, si diresse all’Etna e, giunto ai crateri di fuoco, vi si lanciò e scomparve, volendo confermare la fama che correva intorno a lui, che era diventato dio. Successivamente fu riconosciuta la verità, poiché uno dei suoi calzari fu rilanciato in alto; infatti, egli era solito usare calzari di bronzo» secondo Ippoboto. La sua figura s’avviluppa al vulcano in un perfetto connubio di vita e di morte. La conciliazione con la natura, attraverso il martirio, anela linfa vitale. L’Etna crea e distrugge.

Da Empedocle al rifugio al luogo dedicato al filosofo

Nel 1960 fu costruito un rifugio dedicato all’agrigentino (allo stesso modo anche quella zona venne chiamata Torre del filosofo). Dell’edificio, purtroppo, non rimane nulla. Le eruzioni l’hanno danneggiato fino a seppellirlo completamente. Oggigiorno la Torre del filosofo è una meta ambita da curiosi e da escursionisti. Un luogo suggestivo, in cui fantasticare e ricordare il grande filosofico. Un posto dove lasciare gli affanni, entrare in contatto con la natura e giungere leggeri alla vetta della saggezza.

Torre del filosofo, eruzione

“in tutto il suo terribile splendore, il campo dell’eruzione” Carl August Schneegans

Per raggiungere il sentiero: dal Rifugio Sapienza bisogna imboccare la pista per i crateri sommitali. Si sale con la cabinovia fino a 2500 metri. Successivamente, tramite tour organizzati, si percorre il tratto di strada in jeep. Si arriva a 2900 metri. In alternativa, per gli escursionisti esperti, si può percorrere il sentiero a piedi. Il nostro consiglio è quello di affidarsi a guide autorizzate.

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Torre del filosofo: sulle tracce di Empedocle ultima modifica: 2019-05-31T13:22:22+02:00 da Cristina Gatto

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