ARTIGIANATO

L’Etna e i segreti della pietra lavica

Artigianato siciliano realizzato con la pietra "nera" dell'Etna. Fonte foto: Vulcanika

Artigianato siciliano realizzato con la pietra "nera" dell'Etna. Fonte foto: Vulcanika

È una materia prima di cui solo una zona vulcanica come Catania con la sua immensa Etna può usufruire. La pietra lavica etnea è diventata tesoro e una grande risorsa per l’economia locale.

La tradizione della pietra lavica: materiale prezioso in quel di Catania

Protagonista indiscussa dell’artigianato siciliano è la pietra lavica. Esso è un vero e proprio materiale prezioso che, nel corso dei secoli, è riuscito a diventare elemento indispensabile per caratterizzare le vie di Catania, con i suoi palazzi in stile Barocco e le sue piazze. Si è fatta apprezzare da architetti catanesi (come Vaccarini) a seguito di devastanti colate laviche. Dopo anni di desolazione, Catania ha riscoperto un nuovo modo di vedersi: barocca e con sfumature in pietra “nera”.

Etna in eruzione. Fonte foto: La Stampa

Etna in eruzione. Fonte foto: La Stampa

Caratteristiche morfologiche

Il motivo per cui la pietra lavica sia diventata il simbolo per eccellenza della città di Catania e dell’intero artigianato siciliano è riconducibile alle sue caratteristiche morfologiche. La materia di cui è fatta è particolarmente robusta, resistente agli sbalzi termici ed è lavorabile: qualità che la rendono nettamente superiore rispetto ad altri materiali basaltici.

I “pirriaturi”, ovvero gli addetti all’estrazione della pietra, sono da sempre stati interessati solo agli strati superficiali di lava perché ritenuti più facilmente lavorabili. Recentemente, però, l’estrazione di questo importante materiale avviene attraverso nuove attrezzature, in modo tale da raggiungere strati più profondi. La modernità non ha però intaccato il modo della lavorazione della pietra lavica: il lavoro degli scalpellisti rimane indispensabile per una finitura eccellente.

Artigianato catanese: i maestri della lavorazione della pietra lavica

Chi non possiede a casa propria un oggetto realizzato con la pietra “nera”? Tra tartarughine portafortuna, collane e bracciali, è nato un nuovo mercato locale. Oggi si punta molto alla sua “ceramizzazione”. Questa tecnica permette di ottenere un prodotto di grande bellezza, e allo stesso tempo resistente dal punto di vista funzionale. Vengono realizzati, così, tavoli, top di cucine, bagni e vari utensili che possono essere utilizzati quotidianamente. Tra le realtà più attive nel settore spicca Giarre e Paternò. Qui fece la differenza il maestro ceramista Barbaro Messina che, con il suo estro creativo, rivoluzionò il mondo della ceramica mettendo a punto la tecnica del maiolicare la pietra lavica.

Il "Cuore dell'Etna". Il cuore in foto è la copertina del libro di Stefano Pannucci.

Il “Cuore dell’Etna”. Il cuore in foto è la copertina del libro di Stefano Pannucci.

Usi e costumi: dagli utensili all’abbigliamento

Se da una parte vi abbiamo parlato della lavorazione “classica” di questo illustre materiale che fuoriesce dalla bocca di Madre Etna, adesso andremo a trattare di uno degli usi più innovativi della pietra lavica. L’utilizzo che ne fa Delia Zappalà, fashion designer catanese, è decisamente rivoluzionario. Avreste mai pensato di “indossare” la lava? Ebbene, Delia Zappalà utilizza la polvere di pietra lavica per realizzare indumenti

Il mistero del “Cuore dell’Etna”: la vena artistica della pietra lavica

Le forme che acquisisce questo materiale dopo ogni colata, sono davvero incredibili. A volte vengono a crearsi dei veri e propri musei artistici a cielo aperto. Ne è un esempio il famoso “Cuore dell’Etna”, scoperto dal dottor Stefano Pannucci durante una ricognizione sul nostro Vulcano, il quale ha notato questa particolare conformazione geologica in una delle numerose cave presenti nelle zone dei Monti Rossi.
L’Etna, romantica, ha voluto dimostrarci il suo amore. Per noi catanesi, però, questo particolare artistico non può che rappresentare il nostro cuore che batte per la città di Catania, innamorati di questa Madre a volte amabile, a volte distruttiva.

Vi consiglio l’appronfondimento proposto da Turismo.it sulla lavorazione della pietra lavica alle pendici dell’Etna.

Valentina Friscia

Autore: Valentina Friscia

Chi sono io? Un’amante della vita, della lettura, degli animali e della propria città. La versatilità è una delle mie virtù, così come l’enorme pazienza nei confronti del genere umano. L’amore per i libri e per la scrittura mi ha permesso di accedere ad un mondo fino a poco tempo fa sconosciuto: l’arte del giornalismo con tutte le sue sfaccettature.

L’Etna e i segreti della pietra lavica ultima modifica: 2019-06-03T14:10:42+02:00 da Valentina Friscia

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