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Prima stampa a Catania: storia e curiosità

Prima Stampa A Catania

1455, la rivoluzione di Johannes GutenbergIl primo libro stampato in Europa con i caratteri mobili. Un’invenzione che ha mutato radicalmente la diffusione del sapere, dell’istruzione e della cultura. Sedici anni dopo, nel 1471, il tipografo tedesco Enrico Alding arriva nella città di Catania con il miraggio e la speranza di avviare il processo di stampa. Un articolo alla scoperta della prima stampa a Catania tra personaggi e curiosità.

La prima stampa a Catania

Siamo nel 1471 e a Catania si aggira un tipografo tedesco. Il suo nome è Enrico Alding e vuole stampare le Costituzioni del Regno (nel 1460, all’interno del Castello Ursino, si era insediato il primo Parlamento Aragonese-Castigliano). Maestranze e macchinari non gli mancano di certo, ma il tedesco si accorge di una cattiva organizzazione e dell’assenza di commesse (secondo la testimonianza di Giovanni Pietro Apulo, che curò l’edizione delle Costituzioni apparsa a Messina nel 1497). Un’occasione mancata (o rimandata) per la città di Catania che deve aspettare il 1563. Novant’anni dopo, infatti, la prima stampa a Catania riguarda il De Successione feudalium repetitio. Conservato nella Biblioteca Regionale Universitaria, il libro è opera di Giuseppe Cumia, giurista e letterato catanese. Un libro stampato e pubblicato nella tipografia predisposta in casa propria un anno prima.

Prima stampa a Catania

La stampa a caratteri mobili, la rivoluzione della tecnica di stampa introdotta dal tedesco Johannes Gutenberg nel 1455

Dopo il De Successione feudalium repetitio vengono stampati (sempre nel 1563) il volumetto di 67 pagine: Rime -di Giuseppe Cumia-Dottore dell’una e l’altra legge-Siciliano di Catania, esemplari di questa pubblicazione sono conservati presso la Biblioteca Comunale di Palermo e presso la British Library di Londra (con differente testo e note tipografiche). Il terzo volume stampato da Giuseppe Cumia, invece, vede luce nel 1568. Si tratta del libro dal titolo Pratica Sindicatus-cum theorica summariis, attigue numeris unicuique capiti apte distinctus. Una piccola curiosità: il tipografo che inizialmente aveva offerto i macchinari a Giuseppe Cumia fu il messinese Pietro Spira, considerato l’Aldo Manuzio (il primo editore in senso moderno in Europa e tra i maggiori d’ogni tempo) della Sicilia. Spira e gli operai, dopo solo quattro mesi, partirono inspiegabilmente da Catania costringendo il giurista a stampare da solo.

Prima stampa a Catania, Giuseppe Cumia

Il libro più antico stampato a Catania, conservato nella Biblioteca Regionale Universitaria, fu il De Successione Feudalium Repetitio pubblicato nel 1563

Dopo le pubblicazioni di Giuseppe Cumia

I torchi catanesi, dopo Giuseppe Cumia, ricompaiono nel 1623. Giovanna D’Austria, in quell’anno, vende a Giovanni Rossi e al Petronio associati le attrezzature tipografiche del defunto marito per centodieci onze. I due si impiantano a Catania e stampano varie edizioni per il Senato Catanese. Tra i titoli, ricordiamo: Il Mongibello descritto da Don Pietro Carrera di Pietro Carrera del 1636 e Le Zolle Historiche Catanee Narrative di Giovanni Battista Guarneri del 1651. Catania ha certamente perso una grande occasione lasciandosi sfuggire il tipografo tedesco, ma come nella migliore tradizione ha saputo prendere la rincorsa. Le cronache cittadine del ‘700 riportano l’opera di svariate tipografie. Tra queste possiamo citare: quelle di Francesco Pastore, Pietro Giuntini, Bisagni e Gioacchino Pulejo; quest’ultimo, inoltre, venne scelto da Ignazio Paternò-Castello V Principe di Biscari, Presidente dell’Accademia degli Etnei, per la pubblicazione delle sue numerosissime opere.

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Prima stampa a Catania: storia e curiosità ultima modifica: 2019-01-17T09:47:49+02:00 da Cristina Gatto

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