EDIFICI STORICI

Ciminiere di Catania: dalla raffineria al polo fieristico e museale

Ciminiere di Catania, di Archeo

Ciminiere di Catania. Un luogo suggestivo intriso di memoria storica. Una mescolanza di archeologia industriale e virtuosismo museale. Il racconto di un ex grande complesso di raffinazione dello zolfo e di un odierno nucleo culturale. Centro fieristico, polo museale, congressuale ed espositivo. Testimonianza del tardo Ottocento, di una fiorente economia e di una città in espansione.

Le Ciminiere di Catania, dalla raffinazione dello zolfo al centro fieristico

Il Centro Fieristico Le Ciminiere di Catania, situato lungo il Viale Africa, è un fulgido esempio di recupero architettonico. L’area, sorta progressivamente nella metà del XIX secolo, si caratterizzava da grandi edifici industriali realizzati in mattoni e pietra lavica. Le ciminiere, da cui il complesso prende il nome, erano utilizzate per la dispersione dei fumi provenienti dalle fornaci di raffinazione dello zolfo. Le Ciminiere di Catania, ancora, raccontano la storia della città e degli importanti cambiamenti sociali e territoriali dell’epoca. Lo zolfo, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, era impiegato in numerosi ambiti e con diverse destinazioni; dal lavoro in miniera fino agli usi sanitari e militari. Il settore, inoltre, impiegava quasi 40.000 persone. Vi basti pensare che fino al 1904 la Sicilia possedeva il monopolio dello zolfo con una produzione pari al 91% del fabbisogno mondiale.

Lo zolfo, Ciminiere di Catania
Lo zolfo – Fonte: Pixabay

Zolfo, ma soprattutto memoria storica e identità collettiva. Un luogo simbolo della Catania imprenditoriale e della realtà lavoratrice. Da un lato gli industriali , autoctoni o trapiantati e dall’altro gli operai di fabbrica, spesso sfruttati e molte volte bambini. La città di Catania, quella dal volto industriale, era l’effetto di un assoluto cambiamento delle attitudini ambientali. Il prodotto dell’uomo, la rivincita della costruzione sul paesaggio naturale. Un quartiere giallo. Una zona che vive di zolfo nello zolfo. « …dell’oro giallo che si trova sparso come sabbia, come pietre, sulla strada, dinanzi le case, nei cortili, sui tetti, ai balconi e alle finestre, qua e là portato dal vento. Il lento ma penetrante fumo del lo zolfo domina da incontrastato re. Ma tutta la città è all’insegna dello zolfo.» Come avrebbe ricordato lo scrittore e commediografo Antonio Aniante.

Dallo zolfo al centro fieristico

La raffineria entrò in crisi intorno agli anni ’20. Le Ciminiere, abbandonate negli anni Sessanta dopo varie vicissitudini e successivamente acquistate dal Comune, sono state recuperate e restaurate su progetto dell’architetto Giacomo Leone. Il ricordo è stato mantenuto e gli elementi antichi si mescolano ai moderni per una superficie di 27.000 mq, di cui mq. 16.000 per ingombro edifici, mq 8.300 spazi liberi, pedonali e carrabili e mq 2.700 destinati a verde. Dalle vasche di sublimazione dello zolfo, da cui svettano le ciminiere, al progetto di recupero e l’utilizzo dei volumi come spazi multifunzionali.

Centro Culturale Ciminiere di Catania
Le Ciminiere di Catania – Foto By Leandro Neumann Ciuffo – Centro Culturale Ciminiere, CC BY 2.0

La superficie utilizzabile delle Ciminiere di Catania è di mq. 46.120, di cui mq 7.300 occupati da scale, servizi e impianti. Il complesso ospita congressi, fiere e un polo museale. Il Museo del Cinema, testimonianza storica della produzione cinematografica catanese e della relazione tra il cinema e la Sicilia. Il Museo dello Sbarco, la ricostruzione degli eventi bellici, ma anche la storia del popolo siciliano nel 1943. E ancora, la Città della Scienza, promozione e di divulgazione scientifica gestita da volontari provenienti in prevalenza dall’Università degli Studi di Catania.

Foto di copertina: Ciminiere di Catania, by Archeo – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=40071387

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”
Ciminiere di Catania: dalla raffineria al polo fieristico e museale ultima modifica: 2019-11-22T09:29:39+01:00 da Cristina Gatto

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