LO SAPEVI CHE

Incendio alla Playa di Catania: ecco tutte le News

incendio alla play di Catania

E’ il pomeriggio del 10 luglio: un inferno si propaga all’improvviso alla Playa di Catania. In pochissimo tempo le fiamme si espandono, mangiando qualsiasi cosa incontrano nel loro tragitto. Fin da subito, l’incendio alla Playa di Catana rende chiara la sua potenza distruttiva.

E’ il pomeriggio del 10 luglio 2019 e Catania segna 41°. E’ un mercoledì di fuoco e la gente si riversa al mare e nelle spiagge, convinta che l’unico refrigerio che si possa trovare, durante una giornata del genere, sia dentro l’acqua della Playa. Quello che non si può prevedere è che un incendio è alle porte. L’incendio alla Playa scoppia intorno alle 15.00 del pomeriggio e sembra si sia sviluppato proprio all’inizio del viale Kennedy. Questo fuoco si genera e alimenta in un’area ricca di arbusti e vegetazione, per lo più secca. A pochi centinaia di metri, proprio alle spalle della spiaggia, c’è il boschetto della Playa che alimenterà, ancor di più, le fiamme e che ancora adesso presenta dei focolai al suo interno. Il viale Kennedy, in pochissimo tempo, diventa un vero e proprio inferno.

Vento caldo alla Playa e in un secondo l’incendio si propaga: è lo spotting

Il lido Europa e il Maeva Beach appaiono fin da subito i lidi più colpiti, sono i primi ad accendersi. Le fiamme ed il fumo si propagano ad una velocità esponenziale al vento, che soffia ininterrottamente dalla mattina. Il vento caldo di scirocco, infatti, alimenta l’incendio alla Playa rendendo le operazioni di soccorso ancora più difficili. Tali condizioni metereologiche creano le basi per l’effetto spotting. Lo spotting si verifica quando il vento caldo e forte permette anche a piccole particelle di cenere incandescente di abbattersi in zone molto lontane, rispetto all’epicentro dell’incendio, e le alimenta in maniera tale da propagarsi velocemente e intensamente. Per questo anche zone più lontane, rispetto all’ingresso di viale Kennedy si accendono come tizzoni ardenti.

Il boschetto della Playa, quindi, prende quasi subito fuoco; così i lidi e gli scivoli del primo tratto di spiaggia, con le loro cabine in legno; brucia il chiosco posto poco prima della spiaggia libera n.1. La paura cresce, perché lì vicinissimo c’è la stazione di servizio dell’Eni e l’incendio alla Playa sembra non guardare in faccia nessuno. Il fuoco, però, non raggiungerà i serbatoi della stazione.

Sgombero via mare e blocco delle vie, tutte le forze scendono in campo

Centinaia di bagnanti iniziano a riversarsi nelle acque, molti di loro per salire sui gommoni dei Vigili del Fuoco e della Guardia Costiera, arrivati proprio per questo. Le forze dell’ordine e di recupero, giunte sul luogo in tempi record, procedono subito con lo sgomberare gran parte dei lidi iniziali del Viale Kennedy. I quaranta bambini della colonia Don Bosco, rimasti bloccati al Lido Azzurro, vengono messi in salvo dalle motovedette della Capitaneria di Porto. L’operazione di recupero e di gestione dell’emergenza è organizzata alla perfezione dalle forze in campo: Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Guardia Costiera, Polizia, tutti cooperano per domare l’incendio alla Playa e salvare le persone in difficoltà.

canadair sopra l'incendio alla playa

Canadair gettano acqua sopra l’incendio alla Playa (foto dal sito dei Vigili del Fuoco)

Il Viale Kennedy è bloccato, diventa impossibile uscire dai lidi; infatti, i bagnanti vengono invitati a restare sulla battigia e a non tentare di tornare a casa. La Protezione Civile comunica di aver messo in atto un piano di eventuale recupero per le persone in difficoltà, con altri mezzi navali o con elicotteri. I canadair sorvolano l’incendio alla Playa, mentre gli elicotteri della Guardia Costiera si alzano sopra le fiamme per controllare la zona, scattare foto, che serviranno a ricostruire gli accaduti, e per eventuali avvistamenti di persone in pericolo.

Traffico congestionato per parecchie ore in Viale Kennedy, via Acquicella Porto, via Playa e via Adamo.

Traffico aereo bloccato fino a sera a causa dell’incendio alla Playa

Molti aerei vengono sospesi, perché il fumo arriva anche al vicinissimo Aeroporto di Fontanarossa. Il traffico aereo riprenderà regolarmente solo verso le 21.30 della sera. Nell’incendio di due giorni fa alla Playa, fortunatamente,  non ci sono morti, né feriti gravi. Un Vigile del Fuoco viene ricoverato in Ospedale per un malore, durante le operazioni, con diagnosi di intossicazione da fumo.  Dovrà rimanere 24 ore in ospedale. In una nota, purtroppo, l’ENPA informa che due cavalli della scuderia sono morti, mentre i cani del rifugio del Comune sono stati tutti quanti messi in salvo.

Il giorno dopo l’incendio alla Playa, Salvo Pogliese sul luogo del disastro

Il rogo, all’indomani dell’incendio, sembra si sia sviluppato tra la vegetazione secca e mal gestita del viale Kennedy, però, ancora le cause sono da accertare. Ieri il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, si è recato alla Playa per verificare le condizioni della zona e degli stabilimenti balneari. Si è dimostrato lieto che nonostante la gravità immensa dell’incendio alla Playa, le attività e i Lidi potranno riprendere fra qualche giorno <<Un esempio grande di una città che non molla!>>.

Tuttavia, è importante conoscere le cause dell’incendio. Pogliese, ha sottolineato come più volte è stato comunicato ai proprietari privati delle zone della Playa e limitrofi di liberare e bonificare dalla sterpaglie i loro possedimenti. Solo in rarissimi casi è stato fatto quanto di dovere per una civile prevenzione del territorio.

Il Capo Nazionale dei Vigili del Fuoco giunge a Catania

Sono a lavoro gli esperti dei Vigili del Fuoco e gli esperti della Protezione Civile e della Polizia Giudiziaria per capire da dove è partito l’incendio alla Playa e accertarsi se sia di indole dolosa. L’ing. Fabio Dattilo, Capo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ha raggiunto la città ieri per fare un sopralluogo. L’ing. ha, dunque, dichiarato: <<Sull’incendio di ieri qualche riflessione va fatta, perché le fiamme erano in punti sparuti e questo merita un approfondimento per capire se c’è stata una serie di atteggiamenti colposi o qualche atteggiamento di natura doloso– continua Dattilo- C’è bisogno di fare delle indagini. La squadra di Polizia giudiziaria del comando di Catania sta lavorando, e se avrà certezze le riferirà all’autorità giudiziaria.>>

Vigili del Fuoco spengono le fiamme dell'incendio alla Playa

Un Vigile del Fuoco alle prese con le fiamme altre dell’incendio alla Playa (foto da livesicila.it)

Cosa resta dopo le fiamme

Due giorni dopo il Viale Kennedy è un deserto bruciato. Alcuni lidi sono completamente inaccessibili; il campo nomade, alle spalle della stazione di servizio, è quasi totalmente bruciato, i roghi all’interno del campo sono continuati fino alla notte tra il 10 e l’11 luglio. Sono tante le carcasse di auto bruciate, lungo la strada. Il chiosco bar, che si trovava prima della spiaggia libera numero 1, è ormai uno scheletro. Gli alberi della colonia Victorine Le Dieu sono crollati sotto al fuoco, alcuni semafori si sono sciolti.  Al boschetto della Playa gli alberi sono diventati tizzoni ardenti e ancora ieri alcuni focolai erano accesi, ma sotto controllo. Sulle colonie di uccelli e sugli animali che avevano scelto il boschetto per vivere o nidificare non si ha ancora notizia, ma difficilmente possono aver superato l’incendio di ieri.

Prevenire, salvaguardare, denunciare: le norme per tutelare il territorio

Ci auguriamo che le autorità trovino le reali cause dell’incendio alla Playa. E’ certo che quest’evento disastroso porterà il suo strascico sia a livello ambientale che a livello economico, gravando sicuramente sul turismo della città.

Noi di #itCatania ci uniamo ai tanti che in queste ore hanno invitato la popolazione a fare attenzione alle norme per la prevenzione degli incendi; a non sottovalutare mai i gesti che si compiono e ad essere coscienti che spesso da una piccolissima negligenza può scaturire l’inferno. Vi esortiamo a chiamare subito il numero d’emergenza 115, se si avvistano anche piccoli focolai, o se ci si accorge che si stanno infrangendo delle leggi di sicurezza. Vi preghiamo di condividere quelle che sono norme volte alla salvaguardia di noi stessi e del nostro amato territorio.

Manuela de Quarto

Autore: Manuela de Quarto

Sono nata a Catania, in Sicilia. Ho scoperto che amavo leggere quasi subito. Leggevo di tutto, rubavo i libri alle mie sorelle più grandi o li prendevo in prestito da parenti e amici. Leggevo libri e mangiavo limoni, entrambe le cose mi stavano portando dritto alla morte, sarà il destino delle grandi passioni!
E poi un giorno, avrò avuto circa dieci anni, ho scritto la mia prima storia: da lì non ho più smesso, né di scrivere né, ovviamente, di leggere e mangiare limoni.

Incendio alla Playa di Catania: ecco tutte le News ultima modifica: 2019-07-12T08:36:12+02:00 da Manuela de Quarto

Commenti

To Top