INTERVISTE

Il cammino di Santiago in carrozzina: l’avventura dei catanesi Ivan e Nicola

Il cammino dei catanesi Ivan e Nicola.

Riuscireste ad intraprendere un viaggio in carrozzina? Ci sono riusciti due ragazzi catanesi. Ivan e Nicola si conoscono da quasi 15 anni. Dopo un periodo di lontananza, si sono incontrati con una grande voglia di avventura. La carrozzina di Ivan non è mai stata vista come un impedimento, neanche quando hanno deciso di intraprendere il Cammino di Santiago De Compostela. Perché le disabilità non dovrebbero essere mai considerate come ostacoli, bensì come una realtà della quale bisogna imparare a conviverci in ogni situazione. A tutti quelli che quotidianamente si interfacciano con le proprie difficoltà, a tutte quelle persone che credono poco a se stessi, bisogna imparare da Ivan e Nicola che la vita va vissuta a prescindere dai propri problemi. Di seguito le emozioni e le paure di due ragazzi catanesi giunti a Santiago De Compostela.

Intervista ad Ivan e Nicola: il cammino di Santiago De Compostela in carrozzina

Cosa vi ha spinto ad intraprendere questo viaggio?

NICOLA: Perché ho intrapreso questo viaggio? Personalmente era da più di un anno che ci pensavo, spinto da varie motivazioni. Rispetto la natura e amo la terra: offre colori, odori musica e suoni unici. Inoltre gli ultimi due anni trascorsi non sono stati molto “felici”. Dato che mi piace mettermi in gioco e sfidare me stesso ho colto al volo l’occasione di partire dopo il confronto avuto con Ivan, dal quale abbiamo riscontrato il desiderio comune del Cammino di Santiago.

IVAN: Io vivo di questo: emozioni, esperienze, odori e colori. Volevo rimettermi in gioco, in una situazione in cui il mistero e l’ignoto… ne fanno da padroni.

Il cammino di Ivan e Nicola.

Il cammino di Ivan e Nicola.

Quali erano le vostre paure prima di iniziare il cammino di Santiago De Compostela?

NICOLA: Le mie paure erano perlopiù basate sull’aspetto fisico. Amo molto lo sport, ma negli ultimi due anni non ho svolto praticamente nessun tipo di attività fisica, oltre allo zapping in tv. Quindi, un po’ anche inconsciamente, sono partito senza alcun tipo di preparazione fisica.

IVAN: Avevo diversi timori. Tra questi la continuità dello sforzo. Avevo paura che il mio fisico non avrebbe retto la fatica giornaliera.

Cosa hanno detto i vostri amici e familiari quando avete rivelato i vostri piani?

NICOLA: Le reazioni sono state svariate con una leggera prevalenza per l’incomprensione. Questo perché è davvero difficile spiegare cos’è che ti spinge a voler affrontare un viaggio simile, motivare cioè la scelta. Dopo una prima reazione di stupore, quasi incredulità, abbiamo trovato conforto e sostegno da familiari e amici più intimi.

IVAN: Che siamo matti! Però è assolutamente coerente con la nostra filosofia di vita.

C’è stato un momento che avete temuto di non farcela?

NICOLA: Per entrambi il momento più duro, più difficile e sconfortante sia a livello fisico che mentale, si è presentato a metà della seconda tappa e quindi il secondo giorno. Percorsi circa 10km abbiamo preso coscienza che Nicola non sarebbe riuscito a raggiungere l’obiettivo per problemi dovuti ad uno zaino troppo pesante, circa 21kg, perché ovviamente conteneva tutto il necessario per due persone, oltre ad alcuni attrezzi e ricambi per la manutenzione della carrozzina. Abbiamo risolto grazie ad un servizio fornito da vari enti che su richiesta ritirano il bagaglio e lo consegnano nel luogo che indichi. Così, dopo aver preparato due zaini più piccoli per le necessità giornaliere durante il cammino, dal terzo giorno abbiamo iniziato a spedirlo.

Raccontateci un episodio che vi rimarrà impresso nel cuore.

NICOLA: Senza dubbio l’episodio più significativo è stato incontrare Roger del New Messico, una persona stupenda. Dopo aver raggiunto la Cruz de Hierro (croce di ferro) situata nei Montes de Leon a quota 1500 metri s.l.m., una forte pioggia ci costrinse a percorrere la discesa in contromano, ovvero entrambi rivolti verso il monte. Io ero dietro Ivan che cercavo di fare sia da andatura e da freno. Percorsi svariati km completamente fradici ci raggiunge un pellegrino che si propone più e più volte. Ma Roger, imperterrito, si ferma, offre a noi il suo poncho (anche se non abbiamo accettato) e poi percorriamo insieme un po’ di strada. Non dimenticheremo mai quel suo gesto.

Ivan e Nicola lungo il cammino di Santiago De Compostela.

Ivan e Nicola lungo il cammino di Santiago De Compostela.

La carrozzina: un ostacolo o un sostegno lungo il cammino?

NICOLA: Certamente affrontare un viaggio simile con la classica carrozzina da passeggio non è né facile né soprattutto da sottovalutare. Vanno valutate molte cose, come il tipo di lesione e la condizione fisica. Ivan gode di ottima forma fisica e preparazione atletica avendo sempre praticato svariati sport tra cui il basket. Ma quello che conta maggiormente è la forza di volontà. Il mio aiuto è stato necessario nelle salite impegnative, più lunghe, con eccessiva pendenza e in alcuni tratti di sterrato con fondo particolarmente irregolare o troppo fangoso.

IVAN: Semplicemente la mia realtà, quindi una compagna anche in questo cammino.

Che emozioni avete provato quando siete arrivati a Santiago?

NICOLA: All’arrivo ti trovi di fronte la Cattedrale di Santiago e vieni sopraffatto da innumerevoli emozioni. Impossibili da descrivere. Forse stiamo realizzando e comprendendo solo ora ciò che abbiamo provato: eravamo elettrizzati forse anche galvanizzati, tanto che stiamo già iniziando a pensare a quale potrebbe essere la prossima avventura da intraprendere. Per il momento nulla di concreto, passerà un po’ di tempo, ma una cosa è sicura: questo viaggio non è il nostro punto d’arrivo, ma l’inizio di una grande avventura.

IVAN: Sentire l’applauso dei presenti, genuino ed onesto, sommato alla soddisfazione di essere arrivati. Tutto ciò ha reso quel momento semplicemente perfetto.

Cosa direste a quei ragazzi che vorrebbero intraprendere il cammino di Santiago De Compostela in carrozzina ma che, per paura di non farcela, hanno sempre rimandato?

NICOLA: Con spirito di adattamento e la persona giusta al tuo fianco non esistono limiti. Occorre soffermarsi qualche secondo, riflettere e trovare una soluzione. Col giusto metodo si può affrontare tutto.

IVAN: Fate… perché il tempo passa a prescindere da come intendete investirlo.

Valentina Friscia

Autore: Valentina Friscia

Chi sono io? Un’amante della vita, della lettura, degli animali e della propria città. La versatilità è una delle mie virtù, così come l’enorme pazienza nei confronti del genere umano. L’amore per i libri e per la scrittura mi ha permesso di accedere ad un mondo fino a poco tempo fa sconosciuto: l’arte del giornalismo con tutte le sue sfaccettature.

Il cammino di Santiago in carrozzina: l’avventura dei catanesi Ivan e Nicola ultima modifica: 2018-07-16T21:36:24+00:00 da Valentina Friscia

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