INTERVISTE

Fabio Privitera: tra fisica, poesia e social network

Fabio Privitera: Fisico per curiosità e poeta per vocazione

Fabio Privitera è un fisico, ma soprattutto un poeta. Nato a Catania, si è trasferito nel 2007 a Torino. Scrive poesie e aforismi utilizzando un noto social network. Vanta migliaia di follower e ha voluto raccontare a ItCatania la sua storia. Un viaggio e un’intervista a Fabio Privitera alla scoperta della poesia ai tempi dei social network.

Fabio Privitera, la poesia e gli aforismi ai tempi dei social network

Fabio Privitera, la poesia e gli aforismi ai tempi dei social network

Fabio Privitera, fisico per curiosità e poeta per vocazione. Così si legge sulla sua pagina facebook. Ha compiuto studi scientifici. Si è laureato in Fisica presso l’Università di Catania con una tesi sul decadimento delle particelle supersimmetriche e la loro possibile rilevazione attraverso gli esperimenti svolti al CERN di Ginevra.

Come convivono fisica e poesia in una sola persona?

Volendo spiegare la convivenza tra poesie e fisica in una sola persona, credo che ci perderemmo in un discorso sin troppo articolato. Benché la storia, anche recente, mostra degli scienziati che si dilettano con le arti, questa non è prerogativa di ogni scienziato quanto una predisposizione alla sensibilità e al modo di porsi di un individuo che entra in contatto con qualcosa che gli suscita curiosità, animato da un qualche mistero da svelare. Sin da piccolo ho osservato molto cercando di trarre le risposte intorno certi meccanismi naturali. Credo questo abbia allenato la mia sensitività, piuttosto che la mia sensibilità, a recepire più di quanto solitamente una persona riesce a accogliere.

La nostra mente è fantastica, ma non è in grado, o almeno non ancora, di recepire per intero la mole di informazioni che arrivano ai nostri sensi.  Mette dei filtri, opera dei tagli se ritiene qualcosa un’anomalia. Insomma nasconde particolari per ottimizzare il risultato. Ecco finalmente che arrivo al punto di contatto tra fisico e poeta: entrambi cercano di abbattere questi filtri; il primo per lo scopo della propria passione. Il secondo per predisposizione d’animo ad ascoltare la natura senza quei filtri della mente di cui dicevo. Ed ecco il perché mi definisco fisico per curiosità; perché è la curiosità che mi ha spinto a cercare di capire la natura, e poeta per passione dacché nel cercare di capire la natura, conseguentemente, ho abbassato i miei filtri e me ne sono innamorato.

Fabio Privitera, sei autore di poesie e numerosi aforismi pubblicati soprattutto su facebook e seguiti da migliaia di persone. Qual è il tuo rapporto con i lettori?

I miei lettori sono alle volte, se non spesso, la prima fonte di ispirazione per me. Direi che sono uno dei motivi per cui scrivo da quando ho scoperto di suscitare delle emozioni. Non ci si incontra per caso, anche se non reputo questa una legge precisa ed esatta, tuttavia posso dirti che non ci si incontra per caso neanche tra scrittore e lettore. Talvolta capita di leggere sotto un mio post “mi leggi nel pensiero”.“Hai espresso proprio quello che c’era nella mia testa ma a cui non sapevo dare parole”. O ancora “questa arriva al momento giusto”. Non sono frasi fatte o di circostanze. Sono la reale manifestazione di un ampio legame animico che si viene a realizzare tra uno e tanti, e viceversa.

Nel tempo ho scoperto quanto ogni incontro non sia altro che uno specchio. Chi fa parte di quell’incontro non viene attratto da altro che da quella parte del riflesso in cui vede qualcosa di sé, nel bene e nel male. Alcuni mi scrivono che leggermi li ha aiutati in un periodo difficile. Sono proprio queste le occasioni in cui si rinnova in me la consapevolezza che non scrivo per me stesso, non solo, per un giovamento egoico, ma perché il mio scrivere dà speranza. Di molti miei lettori divento anche amico virtuale. Ascolto i loro problemi, le loro speranze e resto anche sconvolto e mosso da compassione nei loro confronti. Mi assale una forte voglia di abbattere la distanza delle schermo e abbracciarli. Con alcuni sono riuscito, e sono presenti nel mio quotidiano.

"Non ci si innamora mai di chi è perfetto per noi, ma di chi, in un determinato momento della vita, ci dà le emozioni di cui abbiamo bisogno." Di Fabio Privitera

“Non ci si innamora mai di chi è perfetto per noi, ma di chi, in un determinato momento della vita, ci dà le emozioni di cui abbiamo bisogno.” Di Fabio Privitera

La diffusione del digitale ha avviato una trasformazione nelle abitudini di lettura di molti lettori, è un dato innegabile. C’è chi si schiera in favore del digitale e chi difende il cartaceo. Tu usi molto i social network per condividere i tuoi scritti. Qual è la tua idea al riguardo?

È una grande vetrina dove è possibile mostrarsi ed essere scelti per quello che si è disposti a dare, ma divenuta nel tempo molto dispersiva. Io cominciai agli albori, e credo sia stata la mia fortuna. Pochissimi usavano i social per diffondere le proprie idee, i racconti, le poesie. In realtà non cominciai neanche con l’intento di diventare popolare. Accadde che cominciai a commentare una pagina e che i miei commenti riscuotessero più successo di quanto potessi pensare, e le persone cominciassero a seguirmi, tant’è che abbandonai il mio primo profilo facebook per crearne uno ad hoc per la scrittura.

È divenuta dispersiva, ti dicevo, perché dal momento in cui fu chiara la potenzialità di successo che forniva questo strumento. Il numero di scrittori si è moltiplicato. Di conseguenza è sempre più difficile emergere anche perché non tutti i lettori sono attenti e pochissimi, cosa che denuncio spesso, nella prassi del copia incolla, tranciano il nome dell’autore, per i motivi più disparati. Questo produce due fenomeni contrapposti che non riguardano solo i blogger, ma anche autori affermati anteriori e contemporanei: la perdita di paternità e la falsa attribuzione.

Certo, la perdita di paternità e la falsa attribuzione sono due fenomeni che si sono intensificati con i social network…

Già. La perdita di paternità è relativa proprio al tranciare l’autore della citazione dalla stessa, ma per fortuna l’amico google in questo caso ci viene in aiuto. La falsa attribuzione è molto più ostica. Riguarda il fatto che alcune frasi attribuite ad autori noti, in realtà o appartengono ad altri autori comunque noti o appartengono a blogger. Posso citare come esempio una accorata dedica alla donna attribuita a William Shakespeare; di cui persino la British Association ha confermato la falsità.

Oppure la lettera di Albert Einstein alla propria figlia, che storicamente lui diede in adozione a 2 anni e di cui si è venuti a sapere dell’esistenza solo negli anni ’80. Tutti i dati portano a pensare che tale lettera, che ha fatto la sua prima comparsa su un sito spagnolo solo nel 2013, sia falsa. Mi sono dilungato molto. D’altra parte quando ti dedichi a fondo a un sistema cerchi di approfondire le sue pecche e i suoi pregi per ottimizzare il risultato, che è quello di trasmettere le proprie emozioni facendo da specchio a chi viene attratto dal proprio riflesso.

Un poeta è prima di tutto un lettore. Ricordi la tua prima lettura e quella che ti ha spinto a mettere “su carta” i tuoi pensieri?

La curiosità ti attira verso il mistero, l’oscurità. Le mie prime vere letture sono stati i romanzi di Conan Doyle e ho amato profondamente il personaggio di Sherlock Holmes. Non ero interessato né alla poesia né ai romanzi, o le storie romantiche. Leggevo fumetti e fantascienza. Una prima svolta ci fu quando a quattordici anni lessi il Nome della Rosa, innamorandomi dello stile descrittivo di Umberto Eco. Non c’è in realtà una lettura particolare che mi ha spinto a mettere i miei pensieri su carta. In realtà io nasco più come autore di canzoni, che di aforismi o poesie, e ho iniziato nel più classico dei modi. Sui banchi di scuola per conquistare una compagna di classe.

Arrivavo a comporre una canzone al giorno, ma non conoscevo la musica e la facevo un po’ come Troisi in Non ci resta che piangere. Tutto questo però accadeva in un periodo in cui la priorità dei miei interessi era rivolta ancora verso la scienza. Cominciai a scrivere romanzi di fantascienza, mai portati a termine. Tuttavia passavo le notti a scrivere e descrivere mondi del futuro e viaggi attraverso buchi neri. C’è da dire però che a quel tempo appartengono anche delle letture importanti che hanno in seguito determinato quello che è il mio attuale stile di scrittura. In cui cerco di essere diretto e nell’usare le parole “giuste”, quelle che snelliscono il rigo senza appesantirlo di panegirici. Fu la lettura di Italo Calvino, in particolare del Barone Rampante. Un bagaglio che dovevo aprire solo molti anni dopo per potermene servire.

Fabio Privitera: Fisico per curiosità e poeta per vocazione

Fabio Privitera: Fisico per curiosità e poeta per vocazione

So che ti sei trasferito a Torino nel 2007, ma ogni tanto ritorni a Catania. Quanto sono importanti le radici per Fabio Privitera?

Ecco la domanda più importante. Quella che mi fa brillare gli occhi concedendo a una lacrima la via per bucarmi il cuore. La verità è che, da alcuni anni, sto compiendo un percorso olistico spirituale proprio per trovare delle radici. Sono un siciliano atipico. Di quelli che non sentono troppa nostalgia di casa e non fanno mille salti mortali per tornare alla prima occasione, magari per restarci.

Le mie radici sono i miei genitori, che hanno nutrito forse gli aspetti più morali della mia persona. Al punto che ancora oggi io ricerco una persona per il mio fianco che risponda a quegli stessi valori. Non voglio apparire arrogante. Però forse è proprio la mia mancanza di radici, intesa come attaccamento, che mi permette di vagare con l’anima arrivando ad accarezzarne tante altre e, nello stesso tempo, a capirne il valore. Sento, insomma, di avere bisogno di radicarmi da qualche parte e che questa cosa è importante per realizzare fino a fondo i miei progetti di vita ed esistenziali.

Fabio Privitera, hai qualche progetto per il futuro?

Ne ho molti. Nel breve conto di pubblicare il mio primo romanzo, finito, che è in fase di editing, e ho già cominciato a scrivere il secondo. Frattanto sto ultimando gli studi per prendere la seconda laurea. La triennale in scienze e tecniche psicologiche qui a Torino. Anche se la realizzazione di tale obiettivo è resa più difficile dal fatto che già lavoro. Quindi non so quanto e come svolgere le ore di tirocinio necessario. Inoltre sono stato inserito recentemente nel direttivo di un circolo artistico, di cui mi sto occupando della ricerca e realizzazione di eventi letterari all’interno e, in quest’ottica, c’è il progetto di far partire un corso base di scrittura creativa tenuto da me.

Nel lungo c’è la realizzazione personale come scrittore. Magari riuscendo a farlo come professione parallelamente a quella di psicoterapeuta che per me è divenuta un’aspirazione inaspettata come inaspettato è stato scoprire quanta affinità ci possa essere tra esseri umani diversi e distanti anche migliaia di chilometri. Ecco, il progetto più grande, per me. L’utopia comunque necessaria per poterci spingere oltre, è riuscire con quello che scrivo e con ciò che faccio a far sentire le persone più vicine. Non solo geograficamente, ma soprattutto emozionalmente.

Fabio Privitera contatti e indirizzi:

Pagina Facebook di F. Privitera

Pagina Facebook di Assonanze

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Fabio Privitera: tra fisica, poesia e social network ultima modifica: 2017-07-12T10:42:44+00:00 da Cristina Gatto

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