INTERVISTE

Radio Zammù «qui si impara a fare radio»

Radio Zammù

Radio Zammù, 101.00 FM

«Abbiamo il dovere morale di essere la voce dell’università. La radio è qualcosa di vivo. E se si crede in se stessi e nelle proprie possibilità si possono sfruttare le numerose potenzialità che offre Radio Zammù».

A parlare è il rappresentante di Catania Lab Alberto Conti, station manager di Radio Zammù. Oggi cura la parte organizzativa e la direzione artistica della radio ufficiale dell’università di Catania (frequenza 101.00 in FM), ma Alberto è anche tra i padri fondatori di Radio Zammù.

Come è nata Radio Zammù

«Nel 2005, mentre frequentavo la facoltà di Lingue, con una decina di colleghi abbiamo dato vita a questa radio».

Fondamentale è stato il supporto dei docenti Enrico Escher e Luciano Granozzi, che nel frattempo seguivano anche la nascita di Step One, il giornale dell’università, creando un polo di media all’interno della facoltà di Lingue.

In un solo anno il numero di aspiranti speakers è più che raddoppiato e la web radio ha acquisito una certa stabilità, continuando a crescere e conquistando persino un canale in FM.

«In Italia, fino a quest’anno, siamo stata l’unica radio universitaria ad averlo», spiega Alberto.

Radio Zammù

Vittoria Marletta e Benedetta Intelisano con Piero Angela

Da studenti a speakers

In dodici anni si sono alternati dietro il microfono di Radio Zammù tanti ragazzi e tante trasmissioni. Ma non è mai cambiato lo spirito con cui gli studenti universitari affrontano la vita alla radio.

Sono molti quelli che durante gli anni di studio decidono di intraprendere un percorso nel mondo radiofonico.

E qualcuno non lo molla più, decidendo di sposare il progetto. «Molti si avvicinano da profani, sottolinea Conti, e acquisiscono non solo una certa sicurezza nel parlare in pubblico, ma anche conoscenze tecniche, per utilizzare la strumentazione, e linguistiche».

Il linguaggio della radio

«Il linguaggio radiofonico non è quello di tutti i giorni, sottolinea lo speaker. Il fatto che si è spigliati e si sappia parlare non vuol dire che automaticamente ci si può mettere dietro un microfono e fare radio.

Bisogna imparare che ci sono tempi da rispettare e acquisire la capacità di frammentare un discorso tra una canzone e l’altra».

Dedizione, talento e voglia di mettersi in gioco sono alla base di una carriera radiofonica. Oltre l’umiltà, la voglia di migliorare ogni giorno e la capacità di lavorare in gruppo.

«Chi passa da qui impara a fare radio, come dimostra il fatto che tanti dei nostri speakers oggi lavorano in radio importanti, come Radio 105 e M2O».

Tra YouTube e Spotify spazio alla radio

Tra internet e social network nel mondo dei giovani c’è ancora posto per la radio. Che viene ascoltata in modo diverso da un tempo. «Fino a dieci anni fa si ascoltava soprattutto per la musica, adesso invece la fruizione di quest’ultima avviene attraverso canali come YouTube e Spotify e bisogna puntare su una selezione che faccia scoprire cose nuove, indipendenti, lontane dalle logiche commerciali».

Fondamentale la scelta dei contenuti

Prestando attenzione ai contenuti, che devono interessare gli studenti in primis, ma anche la città. «Cerchiamo di essere presenti in tutti gli eventi e di stare sul pezzo. Uno dei podcast più riascoltati, per esempio, è stato quello della puntata sulla scoperta del nuovo pianeta. Così come l’intervista a Piero Angela ha fatto centinaia di accessi».

Radio Zammù

Al Palio d’Ateneo

Radio-laboratorio

Qual è il segreto di Radio Zammù? La sua doppia natura di laboratorio formativo universitario da una parte e radio a tutti gli effetti dall’altra. Con tanto di palinsesto studiato e regolare. Dal lunedì al venerdì va in onda Post it, in cui si racconta la vita all’interno dell’università non solo dal punto di vista istituzionale, ma anche eventi e workshop.

Student corner, invece, ospita due studenti che raccontano la loro esperienza e vengono sottoposti a quiz e giochi. In più tanti programmi di approfondimento culturale dedicati a musica, cinema, teatro e letteratura.

Trofei

Tanti anche premi e riconoscimenti collezionati in questi dodici anni. Nel 2011 L’isola delle rose, dedicato alla musica di tutto il mondo, è stato premiato come miglior format. Stesso riconoscimento, nel 2014, per Sotto a chi prof, che svelava il lato umano dei docenti. Nel 2015 è la volta di Terremoti il giorno prima.

Premio miglior voce, invece, per Stefania Tringali e Laura Rondinella. Che proprio lo scorso mese è stata premiata nell’ambito del Fru (Festival Radio Universitarie). «In queste occasioni abbiamo la possibilità di confrontarci con le altre radio e con i colleghi di tante università, osserva lo station manager di Radio Zammù, e in dieci anni ci siamo mossi bene».

«Non amiamo stare chiusi in studio, aggiunge, e siamo presenti anche a numerosi eventi». Come il Basula festival a Santa Venerina o A tutto volume a Ragusa. «È importante per legarsi al territorio e fare rete con altre realtà che si muovono in Sicilia.

Il bello di una radio universitaria, infatti, è che presta attenzione non tanto alle logiche commerciali, ma a dare voce ad associazioni e nuove imprese. Cercando di portare in superficie le realtà vive. Perché più che il ritorno economico, conclude, ci interessa un ritorno sociale, culturale e umano».

Radio Zammù

Gli speakers di Radio Zammù con Piero Angela

Giorgia Lodato

Autore: Giorgia Lodato

Nata a Catania 26 anni fa, ha deciso di seguire la strada tortuosa del giornalismo e di accettare la sfida di restare nella sua terra, a cui è profondamente legata.

Radio Zammù «qui si impara a fare radio» ultima modifica: 2017-07-11T10:03:50+00:00 da Giorgia Lodato

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