INTERVISTE

Silvio Laviano: l’intervista all’attore e regista catanese

Silvio Laviano foto di Sebastian Trigilio

A reprendre depuis le début, Silvio Laviano è un’inondazione. L’attore e regista catanese, classe ’79,  esonda poeticamente dai suoi argini. La deriva degli elementi in Laviano è sconfinata, così come la sua lunghissima carriera. Le sue parole sono libere dalle stantie infrastrutture socio-culturali. Nella sua voce trapela una magnifica infezione di vita. Silvio Laviano è urgenza. Urgenza di fare teatro, emergenza di visioni e di orizzonti. Impegnato attualmente con Sei personaggi in cerca dautore di Luigi Pirandello, con la regia Michele Placido al Teatro Stabile di Catania, mi ha rilasciato una coinvolgente intervista in esclusiva per itCatania.

Sei personaggi in cerca d'autore, regia di Michele Placido

Sei personaggi in cerca d’autore, regia di Michele Placido – Foto di Dino Stornello

L’urgenza del “fare teatro”

Silvio Laviano mi racconta di aver studiato presso la Scuola del Teatro Stabile di Genova, di come ha vissuto per anni a Roma e Parigi prima di rientrare a Catania. Mi racconta del suo progetto S.E.T.A. (Studio Emotivo Teatro Azione) nato nel 2014 dall’esigenza di mettere in atto un percorso formativo. Un percorso che mira alla ricerca del proprio linguaggio espressivo, emotivo e soprattutto dell’urgenza del fare teatro. Un’urgenza dirompente che diventa voglia di agire. Di reagire al vuoto fino a far esplodere il desiderio di vita, di comunicazione tra se stessi ed il pubblico. Un’urgenza che si realizza con l’introduzione di un linguaggio contemporaneo, energico e attuale. Un linguaggio che trova il suo respiro anche nei Sei personaggi in cerca d’autore con la regia di Michele Placido.

Silvio Laviano

FOTO DI Sebastiano Trigilio​ con l’amichevole partecipazione di Felice Cucinotta​

Da capocomico a regista: Sei personaggi in cerca d’autore

“Il linguaggio è attuale, il capocomico diventa regista per arrivare ai giorni nostri.” Silvio racconta dell’esperienza che lo sta vedendo in questi giorni al Teatro Stabile di Catania e dal quale mancava da dieci anni. “Il mio personaggio è attualizzato, in termini logistici e grammaticali. È un lavoro di traduzione, ma la lingua parlata è quella pirandelliana.” In maniera appassionata mi parla del suo personaggio, di come viene rapito e stregato dal dramma della famiglia. Mi racconta di come i personaggi crescono emotivamente sulla scena. “La bellezza del mio personaggio risiede proprio in questo, è il personaggio che cambia maggiormente rispetto agli altri.”

Silvio parla di ascolto, di verità e di tecnica teatrale. Racconta di quanto sia affascinante lavorare con un uomo di teatro come Michele Placido, di Guia Jelo e di tutta la compagnia. Parliamo del pubblico, delle reazioni e mi risponde entusiasta, dicendo che: “Il pubblico reagisce bene. Catania ha educato un pubblico alla classicità, ma finalmente si muove qualcosa. Abbiamo studiato su Pirandello e siamo riusciti a creare una commistione di classicità e contemporaneità che il pubblico apprezza. Ci sono molti giovani a teatro, persone attente e che applaudono. Le convenzioni con il Teatro sono molto importanti, soprattutto con i quartieri a rischio.”

Silvio Laviano in Salvatore - Favola triste per voce sola

Silvio Laviano in Salvatore – Favola triste per voce sola. Foto di Luca Guarneri – Officina Off Fotografica Catania

Silvio Laviano nel 2008 ha scritto Salvatore – Favola triste per voce sola

Salvatore – Favola triste per voce sola è un monologo che in cinque quadri parla della vita di un giovane catanese. “Salvatore è la storia di un viaggio, una favola fatta di profumi, di colori e di respiri.” Ho voluto chiedere quanto c’è di Silvio in Salvatore. “Silvio c’è, ma non c’è” così mi risponde Laviano. “Salvatore nasce dalla crisi, è un personaggio al quale sono molto legato. Ho scritto questo racconto nel 2008 e l’ho chiuso nel cassetto. Salvatore è settimino come me, volevo riscoprire le mie origini siciliane, volevo innamorarmi. L’ho portato in scena per ben cinque anni in giro per l’Italia. Il debutto è stato a Catania, ma paradossalmente non ha mai avuto un teatro catanese che l’ha ospitato. Salvatore parla di Catania, di un ragazzo di provincia, parla di tante persone, dell’amore e della rabbia.”

Glam City di Domenico Trischitta

Silvio Laviano nello spettacolo Glam City – Foto di Gianluigi Primaverile

I progetti per il futuro dopo Sei personaggi in cerca d’autore

“I progetti sono tanti. Mi prendo una pausa da Catania per poi ritornare a dicembre e sarò impegnato con il Teatro Mobile sotto la direzione artistica di Francesca Ferro e con il regista e attore Francesco Maria Attardi. Studierò, soprattutto. Andrò a Roma e Trento. A Trento parteciperò ad un progetto della durata di 15 giorni con dei giovani registi ed un tema assegnato. Poi porterò in tournée lo spettacolo Glam City di Domenico Trischitta, tratto dall’omonimo romanzo e diretto dal regista Nicola Alberto Orofino. Glam City racconta la rivoluzione di Gerry Garozzo, il primo trasformista di Catania. Una storia importante, che parla degli anni Settanta a Catania e dei diritti civili.”

L’immagine di copertina da parte del book 2017 di Silvio Laviano a cura del fotografo Sebastiano Trigilio​ con l’amichevole partecipazione di Felice Cucinotta​

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Silvio Laviano: l’intervista all’attore e regista catanese ultima modifica: 2017-10-24T09:14:00+00:00 da Cristina Gatto

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