INTERVISTE

Silvia Nicoloso, giovane catanese alla conquista di New York

Silvia Nicoloso

A volte i sogni si avverano. Anche quando sono pieni di ostacoli e la strada da percorrere è in salita. A volte raggiungere importanti obiettivi significa essere disposti a cambiare rotta, prenotare un biglietto solo andata e volare oltre oceano. Lo sa bene Silvia Nicoloso, giovane catanese, che nel 2013 lascia la Sicilia per trasferirsi a New York e inseguire il suo più grande sogno: diventare Musical Theatre Performer.

Il cuore di Silvia, fin da piccola, batte per la danza, la recitazione e il canto. Ma l’opportunità di mescolare queste tre passioni in un unico grande obiettivo, il musical, si presenta quando frequenta – diplomandosi qualche anno dopo – l’Accademia Internazionale del Musical di Catania diretta da Enrico Sortino. Sono anni di studio, confronto, contaminazione con giovani artisti e pomeriggi trascorsi preparando gli esami universitari per conseguire la laurea in Economia. Una laurea che arriva poco dopo ma che non arresta la sua grande passione.

Il sogno di Silvia Nicoloso continua grazie alla borsa di studio ottenuta per frequentare il programma di Musical Theatre alla New York Film Academy e l’ammissione alla Broadway Dance Center, esperienza che le permette di perfezionare le sue doti da ballerina. Oggi Silvia Nicoloso lavora come professionista negli Stati Uniti ma non ha mai dimenticato la sua terra, Catania, e nemmeno i giovani artisti siciliani che come lei lottano ogni giorno per ritagliarsi un posto nel mondo, dove mettere in pratica i propri talenti. Silvia ha, infatti, creato un vero e proprio gemellaggio tra l’AIDM di Catania e la New York Film Academy.

Noi di ItCatania abbiamo deciso di intervistarla e raccontare la sua storia. Un esempio per tanti giovani che vogliono realizzare i propri sogni e seguire un percorso, a volte tortuoso, a volte pieno di barriere, che però può dare enormi soddisfazioni.

Silvia Nicoloso: cantante, ballerina e attrice. Un’artista poliedrica, quando nasce la passione per il musical?

«La musica è sempre stata qualcosa a cui non potevo rinunciare. Mia madre mi racconta spesso di come a soli 10 mesi ero capace di riconoscere e intonare brani musicali e dei lunghi pomeriggi trascorsi davanti la tv ballando e imitando le ragazze di “Non è la Rai”. La passione per il musical nasce quando ho deciso di fare l’audizione per l’Accademia Internazionale del Musical di Catania. Ricordo quel giorno come se fosse ieri: un mix tra paura ed esaltazione. Al colloquio ho cantato un brano di Liza Minnelli, tratto da uno dei miei Musical preferiti “Cabaret”, in quel momento tra adrenalina pura e la mia voce che toccava le note più alte, mi sono resa conto di poter credere in me stessa».

Silvia Nicoloso, talento catanese

Silvia Nicoloso è un giovane talento catanese. Tra le sue passioni anche la danza. A New York è stata ammessa alla Broadway Dance Center, dove ha perfezionato le sue doti da ballerina

Quando hai capito che il musical potesse trasformarsi in professione e non essere un semplice hobby?

«Dopo il primo spettacolo professionale in Accademia. Le ore trascorse a scuola, le lezioni con gli insegnanti e i lunghi confronti con i colleghi, mi hanno resa più forte da un punto di vista artistico. Sono cresciuta in sala prove osservando gli altri attori pur consapevole delle difficoltà nel realizzare questo sogno. La strada è stata, infatti, spesso tortuosa e piena di rischi. Ma sapevo che non dovevo arrendermi e mantenere un’attitudine positiva. Tutt’ora ci sono tante cose che vorrei migliorare e traguardi da raggiungere, ma ho imparato ad essere paziente, a credere in me stessa e gioire dei risultati ottenuti».

Da Catania a New York, come inizia l’esperienza americana?

«L’avventura americana comincia con l’ammissione alla New York Film Academy, dove ho ottenuto una borsa di studio per frequentare il programma di Musical Theatre. Ho scovato l’annuncio dell’audizione su un sito web e poco dopo ero già con il biglietto aereo in mano: direzione Milano per sostenere l’audizione. Poi l’esperienza alla Broadway Dance Center. Dopo due anni trascorsi nella grande mela da studentessa capisco di dover dare un’ulteriore svolta alla mia carriera: ottengo, dopo 3 mesi dalla richiesta, il visto lavorativo. Affronto nuove audizioni, circa 100 all’anno, e continuo a studiare per arricchire la mia formazione. Nei mesi scorsi accedo finalmente al programma EMC (Equity Membership Candidate) che permette, tramite la raccolta di punti per settimana di lavoro, di far parte di Actors Equity, il sindacato che tutela il lavoro degli attori di teatro».

Quali personaggi hai interpretato di recente e quali, invece, vorresti interpretare in futuro?

«Di recente ho interpretato Mitzi nel musical “Crazy For You”. Mitzi è una delle ballerine di tip-tap che si distacca dall’ensemble a tratti, eseguendo assoli e interagendo con personaggi principali. Un ruolo molto impegnativo soprattutto dal punto di vista della danza, ma interpretarlo è stato divertentissimo, perché parliamo di una commedia musicale frizzante ed esilarante. Mi piacerebbe vestire i panni di Nessa nel musical “Wicked”, Eva Peron in “Evita” e Anastasia nel nuovo adattamento musical, che ripercorre il famoso cartone firmato Walt Disney».

Come studi i personaggi che interpreti?

«Prima di tutto faccio un lavoro di ricerca sullo spettacolo e sul personaggio, analizzando le azioni (e reazioni) dello stesso con le altre figure. Poi cerco le mie similitudini e differenze con il soggetto da interpretare. Le prove sono il momento in cui è possibile testare lo studio di ricerca fatto, ma è il palcoscenico a contribuire alla crescita del personaggio».

Silvia Nicoloso in Monsterstomp

Silvia Nicoloso nei panni di Mary Jane nel musical Monster Stomp

Perché la Sicilia e il nostro paese non riescono a trattenere i giovani talenti?

«Credo che sia una questione di cultura. Sì, recitare è una passione, ma gli attori offrono un servizio, cioè l’intrattenimento. C’è un lavoro di studio e preparazione non indifferente. Penso che i cantanti lirici e i ballerini classici abbiano una piattaforma più accessibile, grazie a realtà conosciute e rispettate come la Scala di Milano e il teatro San Carlo di Napoli. Il musical, invece, è una forma d’arte nuova in Italia, che sta crescendo a piccoli passi. Purtroppo, la situazione economica presente nel nostro paese rende le persone meno disposte ad andare a teatro e, quindi, poche compagnie e produttori investono in questo settore. Per rimettere in moto la macchina artistica credo ci sia bisogno non soltanto di promuovere percorsi originali, ma che le forze produttive siano disposte a capitalizzare risorse e investire sul teatro. Si potrebbe pensare di promuovere produzioni connesse alla cultura italiana, così da sviluppare nel pubblico un senso di appartenenza e responsabilità, stimolandolo le persone ad andare a vedere sempre più musical».

Parlaci del gemellaggio tra Catania e New York. Quali opportunità per i giovani artisti?

«Il mio scopo è creare un ponte tra Broadway e la nostra città. Tempo fa sono riuscita a organizzare un bellissimo workshop a Catania, cercherò sempre di promuovere stage in Sicilia con artisti che lavorano a New York. Esiste anche la possibilità di ottenere borse di studio alla NYFA, dopo il triennio trascorso nell’Accademia Internazionale del Musical di Catania».

Silvia Nicoloso

Passione musical! In scena con… The Wedding Singer!

Da qualche anno hai lasciato Catania, ti manca la tua terra?

«Catania mi manca tantissimo. Cerco sempre di ritornare in Italia ogni anno, a luglio o agosto. A parte la mia famiglia e i miei amici, le cose che mi mancano di più sono parlare la mia lingua, il mare, e la granita di pistacchio».

Per Silvia Nicoloso, cosa significa fare musical?

«Significa raccontare una storia. È un processo di formazione e crescita, che rende omaggio a un personaggio reale o inventato. Significa condividere un messaggio con il pubblico. Quando le persone escono dal teatro con dubbi, incertezze, felicità e divertimento, l’attore ha sicuramente raggiunto il suo obiettivo: smuovere coscienze, pensieri e anime».

Maria Stefania D'Angelo

Autore: Maria Stefania D’Angelo

Sono nata il 5 gennaio, una data paradossale perché ricorda l’uccisione di Giuseppe Fava e la nascita di Peppino Impastato. Sono cresciuta con il mito di Indro Montanelli e ho trovato ispirazione interiore in Maria Luisa Busi e Maria Grazia Cutuli. Due donne che, in modi e tempi diversi, hanno avuto sempre la forza di ricercare quella verità, oltre tutto, oltre le apparenze.
A luglio del 2016, in una calda estate catanese, apro il “famoso cassetto” e rielaboro quei sogni che avevo accantonato. Decido di sperimentare e intraprendere la strada della scrittura e del giornalismo. Con le mie Superga un po’ “consumate” vado in giro per la città a recuperare storie e notizie.

Silvia Nicoloso, giovane catanese alla conquista di New York ultima modifica: 2018-09-26T19:39:00+00:00 da Maria Stefania D'Angelo

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