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Capo Mulini: alla scoperta del borgo marinaro

Capo Mulini

Graziampl

«…le sembrava di vedere ancora la Provvidenza, là verso il Capo dei Mulini, dove il mare era liscio e turchino, e
seminato di barche, che sembravano tanti gabbiani al sole.»
I Malavoglia, Giovanni Verga

Capo Mulini riaffiora in ricordi di fanciulla. Tra le pagine di un libro di Verga e giochi sulla spiaggia. Il piccolo e delizioso borgo marinaro è stato la personale meta di diverse estati. Le giornate iniziavano presto, con uno sguardo rivolto all’alba e la voglia di tuffarsi in quel mare calmo come un specchio. Capo Mulini con la sua tradizione marinara, il fascino del porto naturale e alcuni edifici risalenti al sedicesimo secolo è un piccolo capolavoro. Misteriosa città greca di Xiphonia e tesoro di curiosità.

Capo Mulini: il borgo marinaro

Capo Mulini, ubicato a circa quattro chilometri da Acireale, delimita il lato settentrionale del Golfo di Catania. Il borgo marinaro è famoso per le trattorie di pesce freschissimo, ma la sua storia è ricca di aneddoti e di dettagli. È stato una delle prime colonie romane, fino al Medioevo rappresentava la parte vecchia di Acireale e nei suoi pressi sorgeva l’antica città di Xiphonia (nelle campagne limitrofe sono stati rivenuti reperti archeologici appartenenti all’età romana). La copiosità delle sue acque dolci, inoltre, è stata utilizzata nel corso dei tempi nella costruzione delle terme di Santa Venera al Pozzo e nella lavorazione delle pelli. Capo Mulini è stato set cinematografico per Agguato sul mare di Pino Mercanti e per La terra trema di Luchino Visconti (il regista, infatti, sceglie Aci Trezza e Capo Mulini per le riprese del film.

Capo Mulini

Capo Mulini, foto di Jeanne Boleyn

Torre di Sant’Anna e Chiesa di Santa Maria della Purità

Oltre ai diversi locale dove gustare del pesce fresco e al porto naturale, Capo Mulini ospita due interessanti monumenti. La Torre di Sant’Anna, costruita nel 1582 per fortificare il litorale, nel 1868 è stata trasformata in un faro. Un tempo ospitava un corpo di guardia che aveva il compito di allertare l’avvicinarsi di navi corsare. La Chiesa Santa Maria della Purità risale al XVI secolo ed è stata rifabbricata nel 1796 (cfr. Il giro della Sicilia in 501 luoghi di Enzo Di Pasquale).

Curiosità: il tempietto romano

Identificato nel 1952 da Guido Libertini come tempio romano di Capo Mulini, negli anni è stato oggetto di studio e di scavi da parte di diversi archeologi. Il contributo del dott. Giuseppe Tomarchio nel saggio Il Tempietto Romano ed i resti neolitici di Capo Mulini del 1980, raccontano di un’area dalla rilevante importanza archeologica.

Rudere Capo Mulini

Fonte: fancityacireale. Dal saggio del dott. Giuseppe Tomarchio sul Tempietto Romano di Capo Mulini – e foto pubblicati Accademia degli Zelanti anno 1980

«l’esistenza del vecchio rudere, poco noto, trascurato e abbandonato esistente in prossimità dal non lontano porticciolo di Capo Mulini. Le antiche vestigia del monumento ricadono in un’area di rilevante interesse archeologico sia per la presenza di alcune sepolture arcaiche ma specialmente per il ritrovamento della Testa marmorea attribuita a Cesare ed a suo tempo oggetto di studio dello studioso tedesco Boehringer e per l’”Acroterio” ricordato dal Vigo e recante il nome del dittatore.» Giuseppe Tomarchio.

Nel 2013, invece, un articolo firmato da Rodolfo Brancato, racconta dell’arrivo degli archeologi nel borgo. Evidenzia come, nelle indagini preliminari, il professor Tortorici ha riscontrato alcune incongruenze nell’identificazione del monumento in tempio. Libertini definisce favissa la stanza-deposito degli oggetti votivi, ma in realtà potrebbe essere una vasca, parte di un ninfeo. Capo Mulini, come scrive Brancato, sorge in un territorio ricco di acque, tutelato dal parco Archeologico della valle dell’Aci dove acque dolci e lava si incontrano, «è credibile pensare un luogo di culto, la cui importanza è indubbia data la mole delle strutture.»

 

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Capo Mulini: alla scoperta del borgo marinaro ultima modifica: 2018-08-23T23:16:10+00:00 da Cristina Gatto

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