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Amenano: le curiosità del fiume sotterraneo

Amenano

Particolare della Fontana Acqua 'o linzolu (Catania), ossia la fontana dell'Amenano a Catania, scolpita da Tito Angelini nel 1867, sul lato della piazza del Duomo. Foto di Pequod76.

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Il fiume Amenano possiede una storia ricca di fascino e di mistero. Il suo racconto si avviluppa a quello della città di Catania in maniera simbiotica. Il simbolo della tenacia, della resurrezione contro le ceneri della lava. La sconfitta e la vittoria del “fantasma silenzioso e sotterraneo” che scorre tra le viscere catanesi. Il fiume Amenano, tra leggende e curiosità; una breve narrazione, a dirla con le parole di Gesualdo Bufalino, di “dove è più nero il lutto, ivi è più flagrante la luce”.

La fontana dell'Amenano a Catania, scolpita da Tito Angelini nel 1867, sul lato della piazza del Duomo. Foto di Giovanni Dall'Orto

La fontana dell’Amenano a Catania, scolpita da Tito Angelini nel 1867, sul lato della piazza del Duomo. Foto di Giovanni Dall’Orto

Amenano: tra mito e letteratura

Rispolverando alcuni libri di storia, mitologia e qualche poema epico, il fiume Amenano ci appare in tutta la sua bellezza e nella sua forza attrattiva. Ritroviamo il dio-fiume, quello che per gli antichi greci rappresentava una divinità con il corpo di un toro e il volto dalle umane sembianze. (Ri-)scopriamo le raffigurazioni in molte delle antiche monete risalenti al V secolo a.C. Leggiamo di come nel Medioevo, veniva chiamato Judicello perché attraversava l’antichissimo quartiere ebraico della Giudecca e di cui il nome fu mantenuto fino all’Ottocento.

Quell’Amenano che dal greco amènanos e dal latino amenànus, viene citato da Strabone nel suo libro quinto del “Rerun Geographcarum” e da Ovidio nei “Fasti”, nel racconto del peregrinare di Cerere. E ancora in Ovidio con “Le Metamorfosi” nei meravigliosi versi “E l’Amenano, che trascina sabbie di Sicilia, a volte scorre, a volte, inaridita la sorgente, si prosciuga.”

Tratto del fiume Amenano che passa dalla Villa Pacini

Tratto del fiume Amenano che passa dalla Villa Pacini

La storia del fiume che riforniva di acqua l’intera città di Catania

Il fiume Amenano riforniva di acqua l’intera città di Catania fino al 1669, anno della più devastante eruzione dell’Etna in epoca storica. Un’eruzione che arrivò fino a Catania coprendo interamente il lago di Nicito dal quale si dipartivano i 36 canali che alimentavano i rami dell’Amenano. Un nero lutto fatto di basalto lavico che copriva quel flusso d’acqua che scorreva dal viale Mario Rapisardi fino a piazza Santa Maria di Gesù; che imperioso lungo la via della Botte dell’Acqua proseguiva verso il Monastero dei Benedettini.

Tre rami che si dirigevano rispettivamente verso la pescheria e la villa Pacini; verso il teatro romano e piazza Duomo; verso le terme achilliane, terminando al porto. Nonostante l’eruzione,” ivi è più flagrante la luce”, in nome della sua storia e della sua magnificenza, il fiume tutt’oggi scorre nel sottosuolo. Fluisce come un dio tra frattaglie sotterranee e ogni tanto mostra il volto, silenzioso e schivo, in alcune parti della città.

Tratto del Fiume Amenano all'interno di Agorà - A Putìa dell'Ostello - Fonte: Agorà - A Putìa dell'Ostello pagina facebook

Tratto del Fiume Amenano all’interno di Agorà – A Putìa dell’Ostello – Fonte: Agorà – A Putìa dell’Ostello pagina facebook

A Catania si cena sulle sponde sotterranee dell’Amenano

La fontana dell’Amenano mostra un lato del suo volto nella splendida Piazza Duomo, nella famosa fontana chiamata anche “Acqua a Linzolu”; nella fontana di Largo Paisiello, nel lavatoio di Cibali, nella Fontana dei Setti Canali e in un tratto di Villa Pacini. Si mostra anche nelle terme achilliane e nel pozzo di Gammazita ritrovando la sua collocazione prima di sparire dalla vista dei curiosi.
Catania, però, perla d’acqua e fuoco, mostra un’altra sfumatura del dio-fiume. La magia dell’Amenano si trova anche all’interno di un locale. All’Agorà – Putia dell’Ostello, dalla cantina sotterranea si apre una porta che conduce ad una grotta lavica naturale attraversata dalle acque del fiume. I sapori siciliani si fondono con l’incanto dell’Amenano che risorge dalle ceneri, perché a Catania tutto risponde a “melior de cinere surgo”.

Questo articolo è nato grazie al contributo, alla passione e alla collaborazione del gruppo itCatania

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Amenano: le curiosità del fiume sotterraneo ultima modifica: 2017-09-27T11:06:15+00:00 da Cristina Gatto

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