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Piazza Università: le 4 leggende che ti salvano alle cene di rimpatriata

Piazza Università quattro leggende

Quello che si vede andando in giro per Catania ha dell’incredibile. Motivo per il quale non è necessario perdere tempo ad organizzare tour alternativi della città. Lasciate Google Maps, cartine geografiche e guide turistiche e siate più banali: destinazione Piazza Università. Armati di occhi aperti e prontezza di riflessi neuronali, mantenetevi pronti ad accettare l’incredibile e lo spettacolo è assicurato. Vedrete una quantità tale di fatti e misfatti, da assicurarvi una raccolta enciclopedica di aneddoti da raccontare alle rimpatriate scolastiche.

A Piazza Università è vietato sedersi

Via Etnea è lunga circa tre chilometri. Un rettilineo costeggiato da vetrine e bar con verande esterne in cui sedersi e rifocillarsi con delizie dolci e salate. Approfittatene, perché arrivati a Piazza Università non potrete accomodarvi così facilmente. A meno che non optate di consumare qualcosa in uno dei locali ai margini del quadrato. Piazza Università non ha panchine, non ha scaloni, neanche un porticato dove ripararsi dal sole. Architetti poco attenti? Niente affatto. Anzi, erano tra i migliori dell’epoca. La piazza risale almeno al 1696. Forse il galateo di quel periodo non ammetteva che i passanti potessero sedersi in strada? Attendiamo che gli esperti rispondano a questa domanda e tentiamo di dare una soluzione temporanea a questo dubbio. Occhi aperti e prontezza di riflessi neuronali: rimbocchiamoci le maniche.

piazza università

Quattro maestosi edifici creano il perimetro della piazza, sono: Palazzo San Giuliano, Palazzo dell’Università, Palazzo Gioeni d’Angiò e Palazzo degli Elefanti. Al centro della pavimentazione in pietra lavica campeggia il grande stemma della città di Catania. Sempre ben visibile, tranne che durante il periodo natalizio, quando viene nascosto da un grande albero addobbato a festa. Per il resto, Piazza Università è uno spazio aperto, sobrio e dalle dimensioni adatte ad ospitare eventi a cui accorrono un gran numero di persone. Non a caso è il luogo che viene scelto per concerti, festival e grandi manifestazioni. Non ci si può permettere di occupare ulteriore spazio, neanche con delle panchine.

A Piazza Università nessuna panchina, ma ben quattro lampioni

Due fratelli un po’ trasandati, una bellissima ragazza, un sub e un giovane che si è fatto da solo formano una combriccola stravagante che ha scelto il suo punto di ritrovo a Piazza Università. Loro sì che, a differenza delle panchine, trovano posto nella piazza. Stupitevi, ma non troppo. Come detto, a Catania è possibile vedere di tutto e di più. Aguzzate la vista e li vedrete nei quattro lampioni in bronzo posti agli angoli di Piazza Università. Forgiati nel 1957, i quattro candelabri vennero commissionati dall’architetto Corsaro a due artisti catanesi, Mimì Maria Lazzaro e Domenico Tudisco. Maestro il primo e suo allievo il secondo, ebbero un’ idea eccezionale per assolvere al loro compito. Grazie a loro la piazza dedicata al massimo grado di istruzione rende onore anche alla cultura popolare. Anzi, l’illuminazione della piazza è proprio affidata a loro, e non è un caso che sia così.

piazza università

I cinque membri della strana combriccola di Piazza Università, come avrete capito, sono personaggi che hanno molto da raccontare. Non lo gridano a gran voce, stanno da sempre nella stessa posizione in attesa che i passanti si fermino sotto la loro luce. Avvicinatevi e vedrete loro storia prendere vita. Non cercate posti a sedere, perché il loro racconto invita all’azione Per conoscerlo dovrete girare attorno a ciascuno dei quattro lampioni. Ecco perché a Piazza Università non ci sono panchine. La bella Gammazita, nostalgica della vita, vi parlerà del suo amore per la libertà. L’orgoglioso Uzeta racconterà della grinta che gli ha permesso di svestirsi degli stracci ed indossare una sgargiante armatura. Gli umili fratelli Pii, completando l’uno le frasi dell’altro, ricorderanno come altruismo sia riusciti a metterli in salvo dalla lava. Colapesce, antenato di tutti gli appassionati di immersione parlerà di come ha trasformato la testardaggine adolescenziale in spirito di dedizione.

Il tour delle quattro leggende: un’ immersione nel cuore vulcanico di Catania

Insomma, le storie di questi giovani catanesi spiegano quali sono i principi che guidano Catania e i catanesi. Non solo. Ci portano alla scoperta di angoli della città in cui vale la pena perdersi, ancor di più dopo che si è conosciuto la loro storia. Seppur in maniera diversa, Gammazita e Uzeta ci portano alla scoperta del quartiere del Castello Ursino, nel cuore di Catania. Il maniero è stato voluto da Federico II di Svevia, personaggio ricorrente nelle quattro leggende catanesi. Nel corso del tempo il Castello Ursino è stato utilizzato per gli scopi più disparati. Sede del Parlamento, residenza reale, prigione, oggi è un museo. I turisti stranieri che lo visitano hanno sempre qualche commento da fare sulle sue dimensioni, che considerano ridotte per un castello. Ma non lasciatevi ingannare dai metri quadri o dalla superficie apparentemente spoglia. Anche qui bisogna avere “occhi che sanno ascoltare”.

castello - ursino

Perchè? Facciamo un gioco. Osservate minuziosamente le facciate e provate ad individuare tutti i simboli e i graffiti mimetizzati sulla sue superficie. Rimarrete stupiti dalle immagini inaspettate che compariranno sotto i vostri occhi. Gammazita, invece, ci porta alla scoperta degli angoli più nascosti e veri del quartiere del Castello. Immancabile la visita al pozzo, luogo in cui si svolge il climax della sua storia. I fratelli Pii e Colapesce propongono un percorso per temerari, facendoci uscire fuori dai confini della città. Ma i luoghi legati alla loro storia costituiscono una tappa obbligatoria se si vuol dire di essere stati a Catania. Coppie in crisi da viaggio, indecisi cronici e gente che non vuole rinunciare a nulla è la vostra occasione. Un’ immersione nella costa catanese ed un’escursione in cima all’Etna faranno mettere un punto ad ogni indecisione.

Chiara Emma

Autore: Chiara Emma

Curiosa di nascita, introspettiva per necessità. Cresco così vicina al cuore di un’isola, che da lì non riesco a vedere il mare. Il desiderio di respirarlo mi porta a vivere in varie città della costa siciliana. Mi muovo in treno ed in bicicletta per godermi meglio il viaggio. Mi trovate sotto le pensiline, al bancone di un pub o in quel sedile circondato da posti vuoti. Così, da perfetti sconosciuti, ci si può raccontare senza barriere.

Piazza Università: le 4 leggende che ti salvano alle cene di rimpatriata ultima modifica: 2017-06-09T09:00:12+00:00 da Chiara Emma

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