I CATANESI RACCONTANO CATANIA

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Nonne catanesi: 6 esempi del loro essere semplicemente speciali!

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Quando si parla di catanesità, si parla anche di loro: le nonne catanesi. Donne che hanno tramandato ( e tramandano ancora oggi) conoscenze, ricette, atteggiamenti e usanze, tipiche delle nostre zone, ai propri nipoti. Certo è ovvio: tutte le nonne sono speciali. Eppure, quelle catanesi hanno quel qualcosa in più che non le rende solo speciali, ma anche divertenti, donne d’avanguardia, ma anche conservatrici, abili cuoche e magiche sensitive. Insomma, uniche nel loro genere!

Quando si parla dei catanesità, infatti, si parla di tante cose. Ci sono le feste polari, le tradizioni, le usanze e le leggende. Poi ci sono anche i luoghi e i cibi tipici della città di Catania. E noi di #itCatania ne abbiamo raccontati veramente tanti di questi esempi evidenti di DNA liotru. Oggi vogliamo raccontare, però, a chi soprattutto catanese non è, cosa vuol dire “essere i nipoti di nonne catanesi“. E certo, se da un lato chi non è catanese sorriderà non poco e si incuriosirà, chi catanese lo è non potrà che fare un tuffo nel passato e magari raccontarci anche lei/lui cosa si ricorda della sua nonna catanese.

1. Il pranzetto dalla nonna

E’ un must: il pranzo dalla nonna. E’ successo a tutti i nipoti, i più fortunati anche più volte a settimana. Si va a pranzo dalla nonna e questo vuol dire menù a base di tutto quello che ci piace, ma vuol dire anche non alzarsi da tavola, se non rotolando. Questo “pranzetto” si trasformerà, in pochi attimi, nel ricevimento di un matrimonio. E non importa che tu dia preavviso o meno. Perché le nonne catanesi possono alzarsi all’alba per cucinare, è vero; ma, se necessario, riescono anche ad imbandire una tavola in 45 minuti netti. In una lotta disperata tra il non farsi riempire il piatto con leccornie varie ogni dieci secondi e un “ma non hai mangiato niente” ogni venti secondi, ti alzerai da tavola solo quando lo dirà tua nonna.

2. Il pane fritto con lo zucchero

Il pane in casa, soprattutto in questo periodo di lockdown, è stata davvero una riscoperta e non solo nella nostra città. Ma vi ricordate quando a farlo era la nostra nonna? Di norma, le nonne catanesi avevano più cura del lievito madre che dei loro stessi figli. Il mistero avvolto attorno al lievito madre era qualcosa che noi nipoti non avremmo mai potuto conoscere. Dove veniva custodito e come veniva realizzato, era una di quelle conoscenze che le nonne catanesi celavano al resto della famiglia, esattamente come i crociati col Santo Graal. Forse avresti ricevuto in dono la ricetta come eredità, ma non era detto, a volte essa lasciava questa terra con loro.

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Le mani di una delle nonne catanesi che impastano il composto per fare il pane (foto by pixabay)

Quando le nonne catanesi doc facevano il pane in casa c’erano dei riti da rispettare. Il primo fra tutti era l’età. Solo i nipoti più grandi potevano restare in cucina. I piccoli si appiccicavano dietro alle porte chiuse, piangendo per la discriminazione avvenuta senza troppi fronzoli. Chi restava dentro la cucina doveva osservare un rigoroso silenzio. Il lievito madre compariva già sul tavolo, nessuno sapeva dove era stato preso, né dove si sarebbe conservato. L’unica cosa che si poteva fare era dare la forma al pane. Tu restavi lì, tutto il tempo fermo ed in silenzio, aspettando quel passaggio fondamentale, in cui finalmente ti saresti sporcato le mani. E soprattutto, era tassativo far rimanere, a lavoro ultimato, un bel pò di impasto. Perché bisognava fare il pane fritto con lo zucchero per tutti. Una prelibatezza!

3. Piantare capelli nei vasi con le nonne catanesi

Altra usanza delle nonne catanesi era tagliare i capelli sempre nello stesso periodo: maggio/giugno. Le ciocche dei capelli che si tagliavano, rigorosamente di sera con la luna piena, venivano sotterrate nei vasi. Servivano per fare da concime alle piante, soprattutto quelle aromatiche, così ci raccontavano loro. Si diceva, infatti, che i capelli, tagliati con questa procedura, fossero ottimi fertilizzanti. E finché te lo dice una nonna, tu stai lì a pensare ” vabbè tradizioni obsolete”. Eppure, di recente è uscito uno studio della Mississippi State University, dove si è confermato il potere dei capelli come fertilizzanti per le piante a crescita lenta. Et voila, tutto torna!

4. Le nonne catanesi e la sangria liotra

Mangiare la pesca col vino a fine pasto. La pesca col vino è una di quelle cose che, personalmente, mi ricorda di più mia nonna. E’ bene che si sappia che le nonne catanesi non hanno nessun problema ad “iniziare” i propri nipoti al vino, rigorosamente rosso. Certo, sempre con coscienza e responsabilità. “Ma la pesca gialla senza vino rosso che senso ha“, diceva sempre mia nonna. Diciamo che conosco nipoti di nonne catanesi che sono stati iniziati alla pesca col vino fin da piccolissimi. Una sangria dal gusto liotru.

5. La lettura delle carte siciliane

Altra usanza delle nonne catanesi, diciamo più dedite alla parte mistica delle tradizioni, è la lettura delle carte siciliane. La lettura delle carte siciliane ha tutta una sua procedura, che viene svelata (di solito) solo ad una nipote, che deve essere donna e che deve avere spiccate doti sensoriali. Ognuna delle quaranta carte ha un significato diverso e mettere insieme tutte le carte che usciranno sarà una vera e propria opera affabulatoria. Opera che le nostre nonne facevano egregiamente. Pomeriggi e serate intere passate a leggere le carte e a raccontare storie, alcune delle quali si avveravano magicamente qualche giorno dopo. Il potere delle nonne catanesi!

6. Pavimenti bagnati per refrigerarsi

Avete presente i pomeriggi caldi, caldissimi, di Catania. Quelli afosi e umidi al tempo stesso. Essere la nonna di un mucchio di marmotte che ripete in continuazione “ho caldo” non deve essere facile. Ecco che le nonne catanesi si inventarono la lavata dei pavimenti. Alcune nonne catanesi, infatti, durante questi periodi di caldo intenso lavavano con acqua freddissima i pavimenti della loro casa, soprattutto in prossimità delle zone di corrente, come i corridoi. Poi abbassavano le tapparelle fino a terra ed, infine, insieme ai propri nipoti si sdraiavano. Si restava fermi nella posizione più comoda e, presto, il fresco sarebbe giunto direttamente dalle mattonelle. Ti poteva capitare anche che ti addormentavi, soprattutto se la nonna iniziava a raccontare favole e leggende.

Ci sarebbero altri mille motivi per cui le nonne catanesi sono speciali. Il loro potere di incarnare le tradizioni per portarle avanti è un’opera fondamentale per la nostra cultura. E’ il midollo di ciò che siamo e di ciò che saremo.

E voi, qual è la cosa che più vi ricorda la vostra nonna catanese?

Nonne catanesi: 6 esempi del loro essere semplicemente speciali! ultima modifica: 2020-06-04T14:19:26+02:00 da Manuela de Quarto
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