INTERVISTE

Hypersonic: alla scoperta del white metal

Hypersonic, Elements Of Rock 2017, Svizzera

Hypersonic. “Il white metal, o christian metal, storicamente non è altro che heavy metal senza se e senza ma. Nel christian metal si utilizza lo strumento della musica Metal per esternare e comunicare un messaggio cristiano e riferito alla professione di fede in questione. Personalmente credo che non esista Metal buono e Metal cattivo. Il Metal è solo musica, è un mezzo. Il fine lo scegliamo noi musicisti. Gli Hypersonic scrivono di esperienze personali, di ciò che accade nella quotidianità, di ciò che è e che vorremmo che sia, tutto in un’ottica prettamente cristiana o, come spesso scrivono nelle recensioni straniere, con un “affirmative message”. Tutto ciò ti garantisco che non l’abbiamo mai deciso a tavolino, noi siamo questi. Siamo metallari, siamo cristiani, siamo quelli che vedi.”

Così Salvo Grasso, batterista e voce maschile della band Hypersonic, parla del white metal. Un altro viaggio alla scoperta di un mondo che ho sempre visto attraverso un filtro. Dannatamente (ir)razionale per avere una fede, poeticamente appassionata all’universo musicale in tutte le sue sfaccettature. Nella mia adolescenza andavo avanti a colpi di Celtic Frost, Sodom e Black Sabbath. Sprazzi di Slayer e Anathema. Poi ho scoperto i newyorkesi Type O Negative e si sono aperti altri panorami uditivi. Un’altra intervista per ItCatania. Un altro tassello del mosaico musicale etneo.

Hypersonic

Existentia è l’ultimo album degli Hypersonic. L’esistenza è la tematica principale di un concept che nei suoi quattordici capitoli ne descrive le varie sfaccettature

Il progetto Hypersonic nasce nel 2006. Nel corso della vostra carriera avete registrato una demo, un ep, un singolo e due album. Numerosi i concerti in Italia e all’estero. Sono passati esattamente undici anni dalla genesi della band.

Chi erano e chi sono gli Hypersonic?

Prima di tutto ci tengo a ringraziare te per lo spazio concesso e tutti i lettori per l’attenzione. Grazie! Si, gli Hypersonic nascono nel 2006; dall’incontro tra il sottoscritto ed Emanuele Gangemi (chitarrista). Sin dall’inizio abbiamo coltivato dentro una profonda esigenza di scrivere canzoni nostre, con un messaggio positivo/cristiano, e di produrre prodotti discografici nell’affollato panorama hard’n heavy. Siamo sempre stati quelli che vedi oggi, sicuramente più maturi sia umanamente sia musicalmente, con tante esperienze in più ma con la stessa voglia, se non triplicata, di realizzare album e suonare in giro per il mondo.

“Sono molti i colori sprigionati dall’ascolto di Existentia, spesso tenui, lucidi e cristallini, dipinti attraverso un power metal sinfonico ricchissimo di melodie, ma a tratti sono anche più cupi e ombrosi.” Così, in uno stralcio, la webzine Metallized recensisce il vostro ultimo lavoro.

Cosa ne pensate?

Siamo in completa sintonia con quanto scritto da Metallized per la recensione di “Existentia”. Siamo un mix di ciò che sentiamo e alimentiamo sempre dentro. Ascoltando il disco si possono notare le tante sfaccettature musicali che amiamo e un po’ tutto il nostro background: sfuriate power metal, parti sinfoniche, riffs heavy/thrash, fraseggi prog, gothic metal, growl vocals e AOR. “Existentia” per via delle forti melodie, nostro personalissimo marchio di fabbrica, può essere fruito davvero da chi anche abitualmente non mastica metal.

Hypersonic

Gli Hypersonic sono: Alessia Rapisarda: Vocals; Salvo Grasso: Drums & male vocals; Emanuele Gangemi: Guitars: Francesco Caruso: Bass; Dario Caruso: Keyboards

Senza pescare nell’universo musicale, vorrei scomodare il pensiero di un regista importante. Ingmar Bergman e la sua ricerca di Dio. Nella sua meravigliosa filmografia, la “trilogia del silenzio” sull’assenza di Dio rivela la condizione dell’uomo. I dubbi, i silenzi ricevuti ed il bisogno di avvertire la sua presenza. L’idea che emerge nei vostri testi non è quella di un’illuminazione irrazionale, ma di un percorso che si snoda affrontando le tematiche attraverso un’ottica cristiana.

Existentia, nasce da un cammino fatto di domande, dubbi e condizioni personali?

“Existentia” è una riflessione su ciò che siamo, è un percorso introspettivo ed emozionale sulla nostra vita. Non è un classico concept album con una storia che si snoda attraverso l’incedere delle canzoni. E’ un concept soprattutto dal punto di vista atmosferico e narrativo. Come noi stessi l’abbiamo concepito e lo definiamo è un viaggio attorno all’esistenza dell’uomo dalla nascita alla morte con riferimenti all’aldilà. “Existentia” ripercorre la vita di ognuno di noi, partendo dalla nascita, passando per gli amori, le delusioni, la fede, la malattia e la morte, fino ad arrivare al proseguimento dell’anima in una dimensione ultraterrena che noi riconosciamo da sempre nel Paradiso.

Gli Hypersonic vantano svariate collaborazioni. Michele Luppi, Jo Lombardo, Tommy Rein Xeed Johansson e molti altri. Quali sono state le più importanti a livello umano e musicale?

Guarda, ogni collaborazione che abbiamo realizzato per l’album ci ha arricchito dentro sia dal punto di vista umano, sia dal punto di vista musicale. Siamo veramente orgogliosi e onorati di aver coinvolto degli ospiti così blasonati per questo album che consideriamo uno snodo cruciale per la nostra carriera. Michele Luppi non ha certo bisogno di presentazioni o referenze dato che è l’attuale tastierista dei Whitesnake nonché attuale cantante dei Secret Sphere ed ex-Vision Divine, Killing Touch.

La stessa cosa vale per il biondissimo svedese Tommy Johansson da un annetto in forza ai Sabaton come chitarrista, mastermind dei ReinXeed ed ex-Golden Resurrection. Non sono di meno gli amici di una vita, Jo Lombardo (anche vocalist degli Ancestral), David Brown, Stefano “Ghigas” Calvagno e Dino Fiorenza dei Metatrone e la cantante soprano degli Astralium, Roberta Pappalardo. Come vedi non ci siamo fatti mancare nulla perchè semplicemente non abbiamo voluto sbagliare i colpi in canna.

Suonate sia in Italia che all’estero. Avete riscontrato differenze tra il pubblico italiano e quello straniero?

Ti dirò, attualmente abbiamo suonato più all’estero che in Italia dato che il genere che proponiamo ha tantissima risonanza soprattutto nell’Europa del Nord. Abbiamo solo realizzato qualche concerto in Italia (in Sicilia per la precisione) l’anno scorso e quest’anno e il pubblico ha risposto molto bene sia in termini di affluenza sia in termini di coinvolgimento. Per cui speriamo di cuore di poter fare qualche altro concerto magari più grosso al Nord Italia dato che abbiamo avuto parecchie richieste dai fans. L’estero è stata la nostra casa dall’uscita del disco.

Abbiamo suonato in Inghilterra per un TOUR di sette giorni, in Olanda al Rock Alive fest, in Svizzera per l’Elements Of Rock e in Svezia per il Rainbow Rock fest e dirti che abbiamo trovato un pubblico meraviglioso è dire poco. Questo per scardinare ogni tipo di falso mito che vuole il pubblico straniero freddo e distaccato. Non abbiamo per nulla vissuto ciò, anzi abbiamo trovato l’esatto opposto con i fans che cantavano sotto il palco tutte le canzoni e che a fine concerto ci aspettavano nello stand per farsi autografare CD e poster. Semplicemente unici!

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Il prossimo nostro step passa dalla Romania, suoneremo infatti al Maximum Rock Festival, importante festival Metal che si svolge annualmente a Bucarest. Condivideremo il palco, in una location fantastica, con mostri sacri come Sodom e Moonsorrow e non vediamo l’ora di portare la nostra musica e la nostra essenza a tutti i metalhead presenti. Dal punto di vista discografico, invece, dopo questa estate e dopo aver ricaricato le pile, cominceremo a comporre il nuovo materiale per il terzo album.

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Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Hypersonic: alla scoperta del white metal ultima modifica: 2017-08-14T10:31:30+00:00 da Cristina Gatto

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