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Giorgio Rioli: la vita misteriosa di un monaco catanese

Rioli, lente di ingradimento per eresia: Foto Pixabay

Giorgio Rioli, noto come Giorgio Siculo, è un monaco catanese di cui poco si conosce. La sua storia, per molto tempo nascosta, è un mistero che si cela tra religione ed eresia.

Giorgio Rioli: la vita del monaco catanese

Giorgio Rioli nacque a San Pietro Clarenza, a Catania. Della sua infanzia non si conosce molto, a parte che probabilmente faceva parte di una famiglia benestante. Le prime notizie riguardano la sua ammissione al monastero benedettino di San Nicolò l’Arena di Catania il 24 febbraio 1534. All’interno di quelle mura diventò amico del confratello Benedetto Fontanini da Mantova, l’autore dell’arcinoto Beneficio di Christo.
La figura del Rioli, o Siculo, è sempre stata molto controversa. Non si è mai realmente capito se fosse un uomo di Chiesa o un eredico e forse è proprio questo che ha sempre reso interessante la sua figura.

Epistola di Giorgio Rioli - Foto: Cavaleri Francesca Agata
La copertina del libro Epistola di Giorgio Rioli- Foto: Cavaleri Francesca Agata

Giorgio Rioli: i motivi della sua condanna a morte

Giorgio Rioli o Siculo era un uomo particolare. Durante la sua vita ha cominciato a staccarsi da quella che era la fede religiosa in senso stetto. Negava l’autorità papale, la gerarchia ecclesiastica, il culto della Vergine e dei santi, il valore meritorio delle opere, la messa, le indulgenze e la presenza reale nell’Eucaristia.
Di contro, esaltava la ragione e la dignità della natura umana. Indipendente e critico delle correnti principali del protestantesimo, Rioli favoriva una religiosità semplificata e spirituale. Furono questi i motivi che lo portarono alla morte.
Tuttavia, la sua storia, il suo culto hanno negli anni sempre suscitato l’interesse dei molti.
Adriano Prosperi ha scritto un libro sulla sua vita, edito da Feltrinelli dal titolo “L’eresia del libro grande, storia di Giorgio Siculo e della sua setta”.

Biblioteca comunale Valverde - Foto: Cavaleri Francesca Agata
La biblioteca comunale di Valverde contiene una copia del libro Epistola, ottenuta dalla collaboarazione del giornalista Milazzo – Foto: Cavaleri Francesca Agata

L’Epistola: la sua opera più famosa

Presso la biblioteca del comune di Valverde si trova il libro “Epistola di Georgio Siculo, servo fidele di Chrito”. Il libro è stato donato dall’Associazione -Riccardo Pinter- di Riva del Garda (Trento), grazie anche alla collabrazione del giornalista Michele Milazzo.
L’Epistola è il suo libro più famoso, considerando che molti dei sui scritti sono andati perduti. Nel 1550 Rioli scrisse una lettera ai suoi antichi concittadini di Riva di Trento, l’ Epistola alli cittadini di Riva di Trento contra il mendatio di Francesco Spiera et falsa dottrina de’ protestanti. Contestualmente il Siculo fece stampare una Espositione nel nono decimo et undecimo capo della Epistola di San Paolo alli Romani, con una particolare dedica al dottor Alfonso.

Egli fu giustiziato dall’inquisizione in quanto dichiarato eretico. Il 23 maggio 1551, a Ferrara, rifiutati anche gli ultimi conforti religiosi, Giorgio Siculo fu strangolato nella sua cella.

Giorgio Rioli: la vita misteriosa di un monaco catanese ultima modifica: 2020-10-05T11:49:11+02:00 da Cavaleri Francesca
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