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Coronavirus: facciamo il punto della situazione a Catania

Coronavirus- il punto della situazione

Da giorni non si parla d’altro: il Coronavirus. Se ne parla ovunque sui giornali, radio, TV, sui social, dentro le chat. Si trasmettono molte fakenews, ma anche tante notizie utili. Noi di #itCatania vogliamo fare il punto della situazione. Vogliamo cercare di rispondere ad alcune delle domande dei nostri lettori, sperando di farlo nel miglior modo possibile.  

Coronavirus: denominato dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) anche “sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2″ (SARS-CoV-2). La malattia che provoca questo virus, di cui prima della fine del 2019 non si era trovata mai traccia nell’uomo, è la COVID-19. CO sta per corona, dall’aspetto del virus al microscopio, simile ad una corona appunto; VI si rifà alla parola virus e D per diseade (“malattia” trad. dall’inglese). Il numero 19 è legato all’anno in cui si è manifestato. Così ha annunciato l’Oms l’11 febbraio 2020. 

Com’è iniziata l’epidemia da Coronavirus nel mondo?

Nel dicembre del 2019 arriva la notizia dell’epidemia da parte della Cina e, per l’esattezza, il focolaio risulta essere la città di Wuhan. I numeri fin dall’inizio sono allarmanti, considerando anche che il sistema sanitario cinese e il sistema dei controlli fa un po’ acqua da tutte le parti. Così presto i numeri si alzano fino a colpire anche le altre Nazioni, finanche l’Italia. Nulla è valso chiudere le frontiere alla Cina, il coronavirus è arrivato comunque. Ma dov’è nato il nuovo coronavirus? Tra gli infettivologi più accreditati, come il dott. Galli, la teoria è che esso sia una ricombinazione tra un coronavirus dei pipistrelli e un coronavirus dei serpenti.

Il mercato, a cielo aperto, di Wuhan è plausibilmente la culla di questo virus. Oppure potrebbe essere stato portato lì da un individuo già infetto. Studiare il coronavirus è fondamentale, non solo per creare un vaccino, ma anche per studiarne l’origine e prevenire la sua mutazione. Infatti, come tutti i coronavirus, anche la SARS-CoV-2 è mutevole: man mano che viene trasmesso potrebbe peggiorare.

In Italia, il primo focolaio viene accertato il 21 febbraio. Un giovane uomo di 38 anni di Codogno, provincia di Lodi- Lombardia, è positivo al test, da lì una valanga. Anche perché il giovane, per ben due settimane, sembra aver avuto una vita molto sociale nel paese. Inoltre, neanche l’ospedale sembra riconoscere, in primo luogo, il contagio da coronavirus. Lo conferma anche il Capo Dipartimento della Protezione Civile Borrelli: <<c’è stata una non conoscenza dei sanitari che non sono stati in grado di riconoscere immediatamente i sintomi del virus>>. Solo all’ospedale di Codogno, dov’è stato ricoverato il paziente 1- così chiamato il giovane di 38 anni- si sono contagiati almeno 5 tra medici e infermieri. 

Perché il giovane di Codogno è stato definito paziente 1 e non paziente 0 e quali sono i sintomi? 

Il paziente 0 sarebbe colui che ha introdotto nella zona Lombarda il virus. Paziente che, purtroppo, non è stato trovato e, quindi, neanche isolato. Il ragazzo trentottenne risulta, quindi, il paziente n.1, nella ricostruzione che ci è possibile fare dai dati, ad aver contratto e diffuso il virus. Per limitare il contagio da nuovo coronavirus è bene conoscere tutto, anche i suoi sintomi. Il motivo per cui spesso, soprattutto all’inizio dell’emergenza nel nord Italia, si è sottovalutata la situazione nei casi verificatesi è proprio perché i sintomi del COVID-19 sono molto simili a quelli dell’influenza stagionale. 

Il nuovo coronavirus porta ai soggetti contagiati tosse, febbre e raffreddore. In molti soggetti, però, è asintomatico! I soggetti asintomatici possono essere veicolo di contagio, per questo è fondamentale la responsabilità individuale. Essere responsabili vuol dire esserlo con se stessi e con tutta la comunità. Dunque, se si è entrati in contatto con le zone rosse (Lombardia e Veneto) negli ultimi 14 giorni o con persone provenienti dalla Cina, bisogna comunicarlo tempestivamente al medico di famiglia oppure all’Asp territoriale. 

Come si può trasmettere il coronavirus?

Così come i sintomi sono simili a quelli di un’influenza, anche le modalità della trasmissione sono simili. Di seguito ciò che riporta la nota ministeriale: “il nuovo coronavirus può essere trasmesso attraverso la saliva, tossendo e starnutendo; attraverso contatti diretti personali; con le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.”

esempio di coronavirus
immagine tipo del coronavirus al microscopio- photo by pixabay.com

I dati del coronavirus

Gli ultimi dati e aggiornamenti, forniti da Angelo Borelli, sul coronavirus in Italia sono i seguenti. I contagiati italiani da coronavirus sono ad oggi 322. In questo numero sono compresi il paziente guarito nel Lazio e le 11 vittime. Sono 7 le Regioni coinvolte nel contagio, più la provincia autonoma di Trento e Bolzano. Lombardia: 240 persone contagiate; Veneto: 45 persone contagiate; Emilia Romagna 26 contagi, Piemonte 3 contagi, Lazio 3 contagi. Delle ultime ore, le notizie del contagio di due persone in Toscana, 1 in Trentino Alto Adige, due in Liguria e 3 persone in Sicilia.  

E’ bene sapere che i deceduti italiani per coronavirus avevano tutti quadri clinici già molto compromessi. Mentre, per quanto riguarda bambini e donne incinte il coronavirus sembra non aggredire o, comunque, le reazioni da parte di queste tipologie di persone sono molto positive. 

La situazione Coronavirus a Catania, oggi

Lunedì pomeriggio l’ASP di Catania si è riunita, facendo presente diverse direttive a tutela dei cittadini catanesi. L’Asp ha istituito un’unità di emergenza per il coordinamento delle attività aziendali, presieduta dal dott. A. Rapisarda. Gli esperti hanno istituito anche un punto informativo interno, che possa essere punto di riferimento e supporto per i sindaci, i medici di famiglia, le strutture ed i presidi sanitari. L’incontro dell’Asp ha sottolineato che sul territorio di Catania la situazione è monitorata costantemente e che tutti i casi, che vengono considerati sospetti, sono subito presi in considerazione e valutati

Ieri, in seguito alla notizia nazionale da parte del Consiglio dei Ministri del primo contagio in Sicilia, Nello Musumeci – presidente della Regione Siciliana- ha invitato i prefetti della Sicilia in una riunione al palazzo d’Orléans a Palermo, al fine di coordinare le iniziative necessarie da adottare nella emergenza nazionale del Coronavirus.

Le ordinanze della Regione Sicilia del 25 febbraio

Da questa riunione è emerso che la Regione Sicilia, con tutti i suoi prefetti, ha deciso di chiudere le scuole di Palermo e provincia fino a lunedì compreso, per una sterilizzazione straordinaria. Inoltre, la comitiva di turisti di Bergamo, di cui 3 persone risultano positive al coronavirus, ha fornito il percorso dettagliato fatto sull’isola. Così, si potrà tracciare una linea di quelle che sono state le persone entrate in contatto con loro. Non sappiamo, per il momento, se ci sono zone anche della provincia catanese. L’Assessore alla Salute, dott. Razza, e il Presidente della Regione, Nello Musumeci, hanno tenuto a sottolineare che la Sicilia non è considerata, ad oggi, neanche zona gialla.

Infine, Musumeci ha ribadito come lo Stato, unico ente che può tutelare il controllo delle persone che vengono nell’isola – tramite aerei, treni, traghetti, pullman, etc..- sia l’unico a poter effettuare i controlli. E si è impegnato affinché essi avvengano il prima possibile a tappeto, cosa ancora non fatta. Il sindaco di Palermo, Orlando, ribadisce che non bisogna creare il panico ed ha invitato tutti i giornalisti a parlare in maniera oggettiva, senza creare allarmismi. Inoltre, la giunta riunita ha attivato un numero verde regionale dove poter avere tutte le informazioni e il supporto: 800 458 787.

Cosa fare per prevenire la trasmissione da coronavirus?

Il Ministero della Salute ha diramato, ormai da settimane, un decalogo importantissimo che riportiamo qui di seguito, che è una fonte unica e attendibile sulle norme di prevenzione.

10 Punti da seguire per la prevenzione

Decalogo Coronavirus- trasmesso dal Ministero della Saluta
I 10 punti forniti dal Ministero della Salute per prevenire l’epidemia da coronavirus- www.salute.gov.it

Cose che bisogna sapere sul contagio da Coronavirus

Se si pensa di essere infetti, non bisogna recarsi per nessun motivo in Ospedale, ma è necessario chiamare il medico di famiglia, oppure il 118 specificando sintomi e sospetti. Per avere informazioni, infine, è attivo il numero di pubblica utilità 1500. Se sei nella Regione Sicilia puoi chiamare anche il numero verde 800 458 787.

A meno di dieci giorni dalla verifica del primo focolaio in nord Italia, le ripercussioni negative in tutto il Paese sono enormi. A livello sanitario (con surplus di lavoro da smaltire), a livello turistico e, quindi, economico (oggi la borsa di Milano, per il secondo giorno di seguito, chiude in negativo), e di psicosi generale. Noi di #itCatania vi raccomandiamo di restare tranquilli e responsabili. Vi consigliamo di seguire ciò che dicono gli organi governativi alla lettera. Soprattutto, non lasciatevi imbrogliare da notizie false e sciacalli che bussano alla porta, millantando di essere esperti dell’Asp. Verificate ogni notizia con cui entrate in contatto, sempre.

Link utili:
http://www.salute.gov.it/portale/home.html
https://www.aspct.it

Coronavirus: facciamo il punto della situazione a Catania ultima modifica: 2020-02-26T09:29:14+01:00 da Manuela de Quarto
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