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Beni culturali: un corso tutto da scoprire!

Chiostro di ponente, Monastero dei Benedettini

È arrivato ottobre e con esso l’autunno, ma anche le lezioni universitarie. A Catania ogni inizio d’anno accademico è sempre accompagnato da una temperatura mite. Maniche corte, libri in mano e via verso il Monastero dei Benedettini, sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche. Ottobre, per le matricole in particolare, è il mese delle speranze e della verifica che il corso scelto sia proprio quello giusto. Io credo di averlo capito quasi subito. Alla prima lezione di “Storia dell’arte moderna”, tra una diapositiva e l’altra, ho pensato “Si, Beni culturali stuzzica appieno il mio interesse”.

Tra arte, storia antica e moderna, lo studio del funzionamento dei musei e degli archivi e le materie archeologiche, è impossibile annoiarsi! La prima scelta importante da fare è, una volta iscritti, quale percorso intraprendere; se archeologico da aspirante Indiana Jones o storico-artistico per poter approfondire l’età moderna e contemporanea in tutti i suoi campi. Gli sbocchi lavorativi quindi possono essere di molteplice natura: dal restauro, alla critica d’arte, all’ambito museale e bibliotecario, per non parlare poi del settore turistico. Importante punto a favore è l’opportunità del tirocinio. Chi sceglie il ramo archeologico potrà dilettarsi negli scavi organizzati dall’Università stessa nei luoghi più disparati della Sicilia. Tutti gli altri invece possono scegliere di trasformarsi in guide turistiche in erba presso i maggori musei siciliani o scegliere ad esempio di imparare la catalogazione libraria nella magnifica biblioteca Ursino Recupero, all’interno del Monastero stesso.

Ma adesso lasciamo spazio alla viva voce degli studenti e dei rappresentanti, per conoscere meglio le caratteristiche di questa facoltà, direttamente da chi la vive ogni giorno.

Biblioteca sotterranea del Disum, Monastero dei Benedettini

Biblioteca sotterranea del Disum, Monastero dei Benedettini

Ariele Pappalardo, rappresentante del corso di laurea Beni culturali e iscritta al terzo anno

In quanto rappresentante, perché consiglieresti di iscriversi a Beni culturali?

Beni culturali è un corso di laurea che come Lettere si incentra in due settori e ti immette in una strada che ti da già una formazione specifica. In secondo luogo, il corso di Archeologia, di cui faccio parte, è come una famiglia, ci conosciamo tutti e ogni lezione è un momento di vera e propria sinergia tra noi e i professori.

C’è qualcosa che vorresti augurare ai colleghi che hanno appena scelto questo percorso?

Quello che dico sempre ai ragazzi che vogliono intraprendere questo settore, è che nella vita, ogni cosa, se fatta con passione e determinazione, gli darà un tesoro inestimabile. Quindi gli auguro di capire quali sono le loro doti e di focalizzare tutte le loro energie nel raggiungimento dei loro obiettivi, anche se folli, come fare l’archeologo in Egitto. Abbiate sempre a mente ciò che vi dice il cuore!

Viviana Rapisarda, studentessa di secondo anno

Come hai vissuto questo primo anno accademico?

Passare dal liceo all’università non è facilissimo, ti ritrovi in un mondo nuovo e devi imparare a gestire il tuo tempo diversamente. Comunque dopo le prime settimane di lezione, grazie ai docenti, ai colleghi che condividono la mia stessa passione ed ai rappresentanti sempre a disposizione per noi matricole, all’improvviso non mi sono più sentita un pesce fuor d’acqua tra gli immensi corridoi e nelle aule del nostro monastero. I risultati ottenuti hanno sempre ricompensato il mio impegno, spronandomi così a continuare con crescente passione e sicurezza questo percorso.

Cos’è che maggiormente apprezzi del tuo corso?

Senza dubbio le materie che studio. Ho scelto di intraprendere un percorso storico-artistico principalmente per via del piano di studi che viene proposto, senza ascoltare le voci di chi sostiene che una laurea umanistica non offra possibilità di lavoro. Amo i programmi di ogni materia (o quasi) e sono sicura di poter ottenere grandi risultati impegnandomi in ciò che mi piace.

Emeroteca del DISUM, Monastero dei Benedettini

Emeroteca del DISUM, Monastero dei Benedettini

Luigi Auteri, già rappresentante al corso di laurea in Beni culturali; attualmente rappresentante al Dipartimento e in seno alla commissione paritetica

Presto conseguirai la laurea. Che bilancio ti senti di poter fare di questi tre anni di corso?

Di questi tre anni posso fare un bilancio tutto sommato positivo. Sono rimasto piacevolmente colpito sopratutto grazie alle capacità di alcuni professori del mio corso di laurea, probabilmente più di quanto mi aspettassi all’inizio. Inoltre in tre anni siamo riusciti ad ottenere importanti migliorie, ad esempio la divisione ufficiale tra il percorso archeologico e quello storico-artistico, che ha facilitato enormemente la vita degli studenti.

Cosa farai immediatamente dopo, e quali invece sono i tuoi obiettivi lavorativi futuri.

Subito dopo aver conseguito la laurea continuerò gli studi. Pensavo ad una specializzazione in archeologia a Catania o storia a Bologna, successivamente vorrei rimanere nel campo accademico o nelle creazione e supervisione di eventi culturali.

Astrid Karibù, iscritta al primo anno

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a iscriverti proprio in questo indirizzo?

Io sono già laureata in giurisprudenza, ma non era esattamente quello che avrei voluto studiare nella mia vita. L’ ho fatto perché avevo iniziato un percorso che intendevo finire, ma una volta laureata mi è rimasto il pallino di poter finalmente studiare ciò che ho sempre amato, avendo anche frequentato il liceo classico. La motivazione principale è: pura passione per l’antico, la storia, l’arte e il classico. Quale facoltà meglio di questa?

E le tue aspettative?

La mia aspettativa principale è riuscire a portare a termine questo percorso e poter utilizzare i miei titoli di studio per poter vincere un concorso pubblico nell’ambito della polizia giudiziaria e l’arte.

Alice Calliope Spoto

Autore: Alice Calliope Spoto

Classe 1992. Nata in Svizzera e tornata nella sua Sicilia in tenera età, negli anni dell’università sceglie Catania come la città più affine al suo spirito contradditorio. Laureata in Beni culturali, ha scelto di seguire le viscere e continuare gli studi nell’ambito della comunicazione per poter approdare di tutto diritto nel mondo del giornalismo culturale e dell’editoria. Lunatica e con la testa perennemente tra le nuvole, scrive di arte, cultura, letteratura e spettacolo sul web, in attesa di trovare il fegato di scrivere il suo romanzo nel cassetto. Delle cianfrusaglie.

Beni culturali: un corso tutto da scoprire! ultima modifica: 2017-10-19T09:40:17+00:00 da Alice Calliope Spoto

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